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Testamento nullo e aggiudicazione all’asta dell’immobile

2 giugno 2018


Testamento nullo e aggiudicazione all’asta dell’immobile

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 giugno 2018



Mio nonno, alcuni giorni prima di morire, aveva deciso di fare testamento a favore di mio padre, suo figlio,  perché abbandonato dalle due figlie in anzianità. A seguito di una causa iniziata nel 2000 tra i tre figli , il giudice nonostante le perizie calligrafiche portate dal nostro avvocato, ha ritenuto il testamento non valido.  Ci sono state quindi alcune aste in riferimento al bene e tra pochi mesi vi saranno altre due aste e una successiva udienza per verificare l’esito della vendita. L’avvocato di controparte mi ha chiesto le chiavi dell’immobile, proponendomi di fare l’acquisto dei 2/3 del bene. Cosa devo fare?

Non potendosi conoscere le carte del procedimento in corso è possibile, pertanto fornire solo in astratto una risposta sulla base di quello che può dedursi dalla domanda in esame.

Appare alquanto strano che l’avvocato della controparte abbia chiesto al lettore le chiavi dell’immobile pignorato.

Non è lui autorizzato a fare questa richiesta, né tantomeno esiste un terzo acquirente che si sia aggiudicato l’immobile e che, quindi, ha diritto alla consegna delle chiavi, visto che è stato chiesto al lettore se è interessato all’acquisto del bene.

Questo compito (richiesta consegna chiavi) è riconosciuto dalla legge (e dalla giurisprudenza) in capo al custode nel momento in cui viene emesso il decreto di trasferimento dell’immobile o, secondo alcuni, al momento dell’aggiudicazione del bene con l’offerta presentata all’asta, non di certo quando si è – come sembra – in una fase di stallo esecutivo.

Ad ogni modo, l’unico soggetto autorizzato a contattare il possessore del bene pignorato è il custode nominato dal giudice dell’esecuzione e non l’avvocato di controparte, a cui non compete questo tipo di servizio.

Con riguardo alla richiesta di acquisto dei 2/3 del bene, deve presumersi che l’altro terzo sia già di proprietà del lettore (per quota di legittima) mentre gli altri 2/3 sono quelli che rientravano nel testamento, poi dichiarato nullo perché falso.

La scelta o, meglio, l’opportunità d’acquisto di quelle quote è lasciata ad una decisione arbitraria del lettore.

Di certo, se il giudice ha dichiarato il testamento invalido (si può immaginare basandosi su perizie di consulenti tecnici d’ufficio) sarà molto difficile in un giudizio d’appello (se ancora ne sussistono i tempi tecnici) dimostrare che quella perizia è errata e, quindi, convincere la corte che sia necessario nominare un nuovo perito per verificare se il precedente consulente abbia o meno sbagliato nella valutazione.

Pertanto, se il lettore è realmente interessato all’acquisto della quota dei 2/3 dell’immobile, bisogna valutare attentamente la stima fatta dal perito nell’esecuzione ad oggi in essere.

Ad ogni modo, è bene sapere che il valore dichiarato in perizia è quello di mercato; pertanto, il lettore potrebbe sempre optare per la possibilità di acquistare quell’immobile all’asta, magari dopo una serie di ribassi, in modo tale da poter risparmiare da quei ribassi una buona fetta di denaro.

L’unico inconveniente in questo caso è il pericolo che quell’immobile possa aggiudicarselo un terzo che, intervenuto in quell’asta, faccia un’offerta migliore di quella del lettore, aggiudicandosi così l’immobile a scapito di quest’ultimo.

Sul punto, il lettore potrebbe monitorare le aste per verificare se qualcuno abbia o meno presentato le offerte e in caso positivo decidere di procedere in tal senso per non perdere la proprietà dell’immobile ad oggi in suo possesso. Diversamente, mancando offerte, questi potrebbe attendere la disposizione di nuovi ribassi e così risparmiare  ulteriormente.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla

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