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Fumare marijuana: conseguenze legali per chi si fa canne

15 giugno 2018 | Autore:


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Farsi uno spinello è illegale? Cosa rischia a fumare cannabis? Qual è la differenza tra droghe leggere e droghe pesanti? Quali sono le sanzioni amministrative previste per chi si droga?

Un po’ tutti sanno che in Italia la droga è tendenzialmente proibita. Il problema è che la legge disciplina il consumo delle sostanze stupefacenti in maniera non proprio chiara. È legale drogarsi? Quali tipi di droghe sono vietate dalla legge? Le droghe sono tutte uguali? Sono solo alcuni dei quesiti più diffusi tra le persone.

Con questo articolo cercheremo di comprendere meglio il fenomeno della droga in Italia, la sua disciplina legale e, in particolare, si indicheranno le conseguenze legali per chi fuma marijuana e per chi si fa le canne.

Droga: è legale in Italia?

Prima di spiegare quali sono le conseguenze legali per chi si fa le canne e fuma marijuana, è necessario capire se il consumo di sostanze stupefacenti costituisce reato. Secondo la legge, chi fa uso di droghe non commette, di per sé, alcun reato, salvo il ricorrere di alcune circostanze (ad esempio, guida di un’autovettura) e salvo la possibilità di incorrere in sanzioni amministrative, come ad esempio la sospensione o la revoca della patente, la revoca del porto d’armi, ecc. Al contrario, rischia pene molto dure colui che spaccia droga.

Nello specifico, la legge sanziona severamente (fino a venti anni di detenzione) tutta una serie di condotte che riguardano le sostanze stupefacenti: si va dalla coltivazione alla produzione, dalla fabbricazione all’estrazione passando per la cessione, l’offerta, la distribuzione, il commercio e il trasporto di sostanze stupefacenti [1].

Quindi, secondo il legislatore italiano, solo lo spacciatore incorre in reato; il tossicodipendente, dal punto di vista della legge penale, può stare tranquillo.

Quando la droga diventa illegale?

Ti starai chiedendo: allora se porto con me tutte le sostanze stupefacenti che voglio non commetto reato? Non è proprio così. Il punto è che non è sempre facile capire se la droga trovata addosso ad una persona sia destinata all’uso personale (perfettamente legale) oppure allo spaccio (che, invece, è reato).

Normalmente, per capire se le sostanze rinvenute siano cedute oppure tenute per sé le autorità fanno attenzione ad alcune circostanze, quali:

  • il quantitativo (una grossa dose difficilmente sarà destinata esclusivamente all’uso personale);
  • la presenza di accessori, quali coltellini, carta stagnola, bilancini e altri strumenti che, di solito, sono utilizzati per preparare la droga per la vendita;
  • la presenza di grosse somme di denaro, introiti dello spaccio.

Droghe leggere e droghe pesanti: sono uguali?

Un altro aspetto molto importante da capire nell’affrontare il problema delle conseguenze legali per chi si fa le canne e fuma marijuana è quello che riguarda i diversi tipi di droghe. Sono tutte uguali? Lo spaccio di marijuana è punito come quello di crack, cocaina o eroina?

È di uso comune la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti: tra le prime rientrerebbero quelle (come la marijuana e l’hashish, estratte entrambe dalla cannabis) che presentano un quantitativo di sostanza psicotropa (che sarebbe quella che provoca le alterazioni psicosensoriali e dà dipendenza) minimo, mentre tra le seconde (le droghe pesanti) si annoverano quelle che, invece, causano danni e dipendenza anche dopo poche assunzioni (si pensi alla cocaina, al crack, ecc.).

Orbene, fino a qualche anno fa per la legge italiana non c’era differenza tra droghe leggere e droghe pesanti: in entrambi i casi, lo spacciatore avrebbe risposto alla stessa maniera [2]. Tuttavia, l’equiparazione effettuata dalla legge è stata ritenuta incostituzionale dalla Consulta [3] e, oggi, possiamo dire che lo spaccio di marijuana non sia punito come lo spaccio di cocaina: quest’ultimo verrà sanzionato più severamente del primo.

Attenzione: lo spaccio delle droghe leggere resta sempre e comunque reato! Cambia solamente il trattamento punitivo. In sintesi, quindi, sia la cessione di droghe leggere che di droghe pesanti costituisce reato.

Fumare marijuana: è reato?

Fornito il quadro della legislazione italiana in materia di droghe, possiamo ora rispondere alla domanda di fondo dell’articolo: ci sono conseguenze legali per chi si fa le canne? La risposta è sì, ma non sono (sempre) di tipo penale. Spieghiamo meglio.

Chi è colto a fumare uno spinello non rischia il carcere: come detto nei primi paragrafi, l’uso personale di droghe (leggere o pesanti che siano) non costituisce reato. Anche il consumo di gruppo non è reato. Questo però non significa che non ci sia nessun tipo di conseguenza legale.

Farsi le canne: quali conseguenza legali?

Come detto, la detenzione di droga per uso personale non costituisce, di per sé, reato; ma illecito amministrativo sì. Secondo la legge, le sanzioni amministrative previste per chi viene trovato in possesso di droga sono:

  • sospensione della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli per un periodo fino a tre anni;
  • sospensione della licenza di porto d’armi o divieto di conseguirla;
  • sospensione del passaporto e di ogni altro documento equipollente o divieto di conseguirli;
  • sospensione del permesso di soggiorno per motivi di turismo o divieto di conseguirlo se cittadino extracomunitario [4].

A queste ipotesi vanno aggiunte quelle specificamente previste dagli altri provvedimenti. Ad esempio, chi è beccato alla guida della propria autovettura sotto l’effetto di sostanze stupefacenti rischia, dal punto di vista penale, l’ammenda da 1.500 a seimila euro e l’arresto da sei mesi ad un anno e, dal punto di vista amministrativo, la sospensione della patente di guida da uno a due anni [5]. Le pene sono aumentate nel caso in cui il conducente sotto effetto di cannabis o di qualsiasi altra droga abbia causato un incidente, abbia meno di ventuno anni oppure abbia conseguito la patente di guida da meno di tre anni.

note

[1] Art. 73, D.p.r. 309/90.

[2] Così come stabilito dalla cosiddetta legge Fini-Giovanardi, legge n. 49/2006 del 21.02.2006.

[3] Corte Cost., sent. n. 32/2014 del 12.02.2014.

[4] Art. 75, D.p.r. 309/90.

[5] Art. 187 codice della strada.

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