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Società di recupero crediti: sanzionate per atti di citazione “falsi”

31 Dicembre 2012
Società di recupero crediti: sanzionate per atti di citazione “falsi”

Sono state sanzionate dall’Antitrust quattro società di recupero credito per aver posto in essere attività scorrette nei confronti dei consumatori: esse, in particolare, notificavano – per il tramite di studi legali – atti di citazione per pretese già prescritte o di dubbia esigibilità. Peraltro, il tribunale innanzi al quale avveniva la citazione era quasi sempre incompetente per territorio.

La pratica era volta a intimorire i debitori e a ottenere da questi, solo grazie alla semplice notificazione della citazione, il pagamento della pretesa. In realtà, poi, i giudizi non venivano mai iniziati.

Ricordiamo infatti, a chi non ha pratica di procedura civile, che una causa ordinaria comincia sempre con la notifica di un atto chiamato “citazione”. Tuttavia questa attività, da sola, non è idonea a far sorgere il rapporto processuale vero e proprio. È infatti ulteriormente necessario che l’attore (colui, cioè, che ha intrapreso l’azione) depositi, presso la cancelleria del Tribunale competente, il proprio fascicolo di parte e la prova dell’avvenuta notifica della citazione. Solo dopo il compimento di tale attività (che si chiama “iscrizione a ruolo della causa”) si instaura il giudizio: è infatti solo da allora che viene coinvolto il magistrato, messo così a conoscenza – attraverso tale deposito – che vi è stata la notifica di una citazione.

Nella fattispecie sanzionata dall’Authority Garante del Mercato e della Concorrenza, invece, le società di recupero credito si limitavano solo alla notifica degli atti di citazione, senza dopo iscrivere a ruolo la causa, sperando così di intimorire i debitori e di ottenere da questi pagamenti non dovuti.


Quando ricevete la notifica di un atto di citazione per crediti che vi risultano sospetti, prima di telefonare al creditore e pagare, è sempre opportuno consultare il proprio legale di fiducia.


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