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Sanità: orario di lavoro dipendenti

16 giugno 2018 | Autore:


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Dipendenti ospedali e aziende sanitarie: qual è l’orario di lavoro? Quando si ha diritto al riposo? Come viene remunerato il lavoro straordinario?

È stato firmato il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale dipendente del comparto sanità per il triennio 2016-2018. Tra le tante modifiche sugli aspetti normativi del rapporto di lavoro (per esempio assenze, permessi ferie, ecc.), particolare rilevanza assumono quelle riguardanti l’orario di lavoro, finalizzate a conciliare le tutele dei lavoratori con le esigenze organizzative degli ospedali e delle aziende sanitarie in generale.

Vediamo come viene disciplinato l’orario di lavoro dei dipendenti del comparto sanità nel nuovo contratto collettivo nazionale, al quale le singole aziende dovranno fare riferimento.

CCnl comparto sanità: a chi si applica

Le disposizioni contenute nel contratto collettivo nazionale di lavoro comparto sanità, e quindi le regole sull’orario di lavoro che andremo ad analizzare, si applicano al personale non dirigente assunto come dipendente a tempo determinato o indeterminato da:

  • Aziende sanitarie, ospedaliere del Servizio sanitario nazionale;
  • Aziende ospedaliero-universitarie;
  • Istituti zooprofilattici sperimentali;
  • Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico;
  • Azienda ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino;
  • Ente ospedaliero Ospedali Galliera di Genova;
  • Aziende pubbliche di servizi alla persona (ex IPAB), che svolgono prevalentemente funzioni sanitarie;
  • Residenze sanitarie assistite a prevalenza pubblica – RSA;
  • Agenzie regionali per la protezione ambientale – ARPA;
  • Agenzia per i servizi sanitari regionali – Age.Na.S;
  • Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà – INMP.

Orario di lavoro comparto sanità

L’orario di lavoro ordinario dei dipendenti del comparto sanità è di 36 ore settimanali (funzionale all’orario di servizio e di apertura al pubblico). Esso è distribuito su cinque o sei giorni alla settimana, con orario convenzionale rispettivamente di 7 ore e 12 minuti e di 6 ore.

L’articolazione dell’orario di lavoro (demandata alle singole strutture) deve mirare a:

  • ottimizzazione delle risorse umane;
  • miglioramento della qualità della prestazione;
  • ampliamento della fruibilità dei servizi in favore dell’utenza particolarmente finalizzato all’eliminazione delle liste di attesa;
  • miglioramento dei rapporti funzionali con altre strutture, servizi ed altre  amministrazioni pubbliche.

La distribuzione dell’orario di lavoro deve essere flessibile, nel senso che deve tener conto di una serie di esigenze: distribuzione organica dei carichi di lavoro, esigenze di servizio che richiedano la presenza del personale nell’arco delle dodici o ventiquattro ore ecc., assicurare maggiore personale in determinate dasce orarie, gestione dell’utenza,

È possibile la programmazione di calendari di lavoro plurisettimanali ed annuali con orari inferiori alle 36 ore settimanali. In tal caso, nel rispetto del monte ore annuale, potranno essere previsti periodi con orari di lavoro settimanale, fino ad un minimo di 28 ore e, corrispettivamente, periodi fino a quattro mesi all’anno, con orario di lavoro settimanale fino ad un massimo di 44 ore settimanali.

Giorno di riposo dipendenti sanità

Il lavoratore ha diritto ad un periodo di riposo consecutivo giornaliero non inferiore a 11 ore per il recupero delle energie psicofisiche.

Tuttavia il riposo giornaliero è sospeso se è necessario garantire la continuità assistenziale, da parte del personale addetto ai servizi relativi all’accettazione, al trattamento e alle cure delle strutture ospedaliere e se l’attività lavorativa dedicata alla partecipazione alle riunioni di reparto e alle iniziative di formazione obbligatoria.

Nei casi suddetti il recupero del periodo di riposo non fruito, per il completamento delle undici ore di riposo, deve avvenire immediatamente e consecutivamente dopo il servizio reso.

Nel caso in cui, per ragioni eccezionali, non è possibile applicare tale regola, le ore di mancato riposo devono essere fruite nei successivi sette giorni fino al completamento delle undici ore di riposo

Controllo orario di lavoro dipendenti sanità

L’osservanza dell’orario di lavoro da parte del dipendente è accertata con efficaci controlli di tipo automatico (per esempio badge e timbrature). Le singole Aziende ed Enti, in relazione alle oggettive esigenze di servizio delle strutture interessate, possono prevedere altre modalità sostitutive di controllo.

Il ritardo sull’orario di ingresso al lavoro comporta l’obbligo del recupero del debito orario entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello in cui si è verificato il ritardo.

In caso di mancato recupero, si opera la proporzionale decurtazione della retribuzione e del trattamento economico accessorio.

Resta fermo quanto previsto in sede di codice disciplinare.

Orario di lavoro fuori sede e tempo per indossare il camice o altra divisa

Il contratto collettivo nazionale prende in considerazione alcune particolari attività svolte dal dipendente che devono necessariamente darsi rientrare nell’orario di lavoro:

  • Per i dipendenti che lavorano presso un’unica sede di servizio, se è necessario prestare temporaneamente l’attività lavorativa, debitamente autorizzata, al di fuori di tale sede, si considera a tutti gli effetti orario di lavoro il tempo di andata e ritorno per recarsi dalla sede al luogo di svolgimento dell’attività;
  • Se gli operatori del ruolo sanitario e quelli appartenenti a profili del ruolo tecnico addetti all’assistenza, devono indossare apposite divise per lo svolgimento della prestazione e le operazioni di vestizione e svestizione, per ragioni di igiene e sicurezza, debbano avvenire all’interno della sede di lavoro, l’orario di lavoro riconosciuto ricomprende fino a 10 minuti complessivi destinati a tali attività, tra entrata e uscita, purché risultanti dalle timbrature effettuate (fatti salvi gli accordi di miglior favore in essere);
  • Nelle unità operative che garantiscono la continuità assistenziale sulle 24 ore, ove sia necessario un passaggio di consegne, agli operatori sanitari sono riconosciuti fino ad un massimo di 15 minuti complessivi tra vestizione, svestizione e passaggi di consegne, purché risultanti dalle timbrature effettuate, fatti salvi gli accordi di miglior favore in essere.

Le aziende o enti possono regolamentare più nel dettaglio le ipotesi sopra indicate.

Reperibilità dipendenti sanità

Il contratto collettivo disciplina anche il cosiddetto servizio di pronta disponibilità, il quale comporta l’immediata reperibilità del dipendente e l’obbligo per lo stesso di raggiungere la struttura nel tempo previsto.

All’inizio di ogni anno le aziende o enti predispongono un piano annuale di emergenza in relazione alla dotazione organica, ai profili professionali necessari per l’erogazione delle prestazioni nei servizi e presidi individuati dal piano stesso ed agli aspetti organizzativi delle strutture.

Sono tenuti a svolgere il servizio di pronta disponibilità solo i dipendenti in servizio presso le unità operative con attività continua ed in numero strettamente necessario a soddisfare le esigenze funzionali dell’unità.

Il servizio di pronta disponibilità va limitato, di norma, ai turni notturni ed ai giorni festivi garantendo il riposo settimanale. Nel caso in cui esso cada in giorno festivo spetta, su richiesta del lavoratore anche un’intera giornata di riposo compensativo senza riduzione del debito orario settimanale.

In caso di chiamata, l’attività viene computata come lavoro straordinario.

La pronta disponibilità ha durata di dodici ore e dà diritto ad una indennità di euro 20,66 lorde per ogni dodici ore, elevabile in sede di contrattazione integrativa. Due turni di pronta disponibilità sono prevedibili solo nei giorni festivi.

Qualora il turno sia articolato in orari di minore durata, i quali, comunque, non possono essere inferiori alle quattro ore, l’indennità è corrisposta proporzionalmente alla sua durata, maggiorata del 10%.

Il personale in pronta disponibilità chiamato in servizio, con conseguente sospensione delle undici ore di riposo immediatamente successivo e consecutivo, deve recuperare immediatamente e consecutivamente dopo il servizio reso le ore mancanti per il completamento delle undici ore di riposo; nel caso in cui, per ragioni eccezionali, non sia possibile applicare tale disciplina, le ore di mancato riposo saranno fruite nei successivi sette giorni, fino al completamento delle undici ore di riposo.

Di norma non potranno essere previsti per ciascun dipendente più di sei turni di pronta disponibilità al mese.

Possono svolgere la pronta disponibilità i dipendenti addetti alle attività operatorie e nelle strutture di emergenza.

E’ escluso dalla pronta disponibilità:

  1. tutto il personale delle categorie A, B, C e D, profili del ruolo amministrativo;
  2. il personale appartenente alle categorie A, C e D, profili del ruolo tecnico;
  3. il personale appartenente alla categoria D con incarichi di funzione organizzativi e i profili della riabilitazione della medesima categoria.

A tutto il personale appartenente al ruolo tecnico e al personale del ruolo sanitario appartenente alla categoria D, livello economico Ds, è consentita la pronta disponibilità per eccezionali esigenze di funzionalità della struttura.

Le Aziende o Enti possono valutare eventuali ulteriori situazioni in cui ammettere la pronta disponibilità, in base alle proprie esigenze organizzative.

Riposo settimanale dipendenti sanità

Il riposo settimanale coincide di norma con la giornata di domenica. Il numero dei riposi settimanali spettanti a ciascun dipendente è fissato in numero di 52 all’anno, indipendentemente dalla forma di articolazione dell’orario di lavoro. In tale numero non sono conteggiate le domeniche ricorrenti durante i periodi di assenza per motivi diversi dalle ferie.

Se il riposo settimanale non può essere fruito di domenica, esso  deve essere fruito entro la settimana successiva, in giorno concordato fra il dipendente ed il dirigente responsabile della struttura, avuto riguardo alle esigenze di servizio.

Il riposo settimanale è irrinunciabile e non può essere monetizzato.

La festività nazionale e quella del Santo Patrono coincidenti con la domenica o con il sabato per il personale con orario di lavoro articolato su cinque giorni non danno luogo a riposo compensativo né a monetizzazione.

L’attività prestata in giorno festivo infrasettimanale dà titolo, a richiesta del dipendente da effettuarsi entro trenta giorni, a equivalente riposo compensativo o alla corresponsione del compenso per lavoro straordinario con la maggiorazione prevista per il lavoro straordinario festivo.

L’attività prestata in giorno feriale non lavorativo, a seguito di articolazione di lavoro su cinque giorni, dà titolo, a richiesta del dipendente, a equivalente riposo compensativo o alla corresponsione del compenso per lavoro straordinario non festivo.

Lavoro straordinario dipendenti sanità

Le prestazioni di lavoro straordinario devono limitarsi a fronteggiare situazioni di lavoro eccezionali e, pertanto, non possono essere utilizzate come regola ordinaria di programmazione del tempo di lavoro.

Il lavoro straordinario deve essere espressamente autorizzato dal dirigente o del responsabile sulla base delle esigenze organizzative e di servizio individuate dalle aziende o enti, rimanendo esclusa ogni forma generalizzata di autorizzazione.

Il lavoratore, salvo giustificati motivi di impedimento per esigenze personali e familiari, è tenuto ad effettuare il lavoro straordinario.

Il  limite individuale per il ricorso al lavoro straordinario non potrà superare, per ciascun dipendente, n. 180 ore annuali. Tale limite può essere elevato, anche in relazione a particolari esigenze o per specifiche categorie di lavoratori per non più del 5% del personale in servizio e, comunque, fino al limite massimo di n. 250 ore annuali.

Nella determinazione dei limiti individuali si tiene particolare conto: del richiamo in servizio per pronta disponibilità; della partecipazione a commissioni (ivi comprese quelle relative a pubblici concorsi indetti dall’Azienda o Ente) o altri organismi collegiali, ivi operanti nella sola ipotesi in cui non siano previsti specifici compensi; dell’assistenza all’organizzazione di corsi di aggiornamento.

Su richiesta del dipendente, le prestazioni di lavoro straordinario  possono dare luogo a corrispondente riposo compensativo, da fruirsi entro il termine massimo di 4 mesi, compatibilmente con le esigenze organizzative e di servizio (a meno che il lavoratore abbia aderito alla banca delle ore).

Come viene retribuito il lavoro straordinario?

La misura oraria dei compensi per lavoro straordinario è determinata maggiorando la misura oraria di lavoro ordinario calcolata, convenzionalmente, dividendo per 156 la retribuzione base mensile (comprensiva della tredicesima).

La maggiorazione è pari al:

  • 15% per lavoro straordinario diurno,
  • 30% per lavoro straordinario prestato nei giorni festivi o in orario notturno (dalle ore 22 alle ore 6 del giorno successivo)
  • 50% per lavoro straordinario prestato in orario notturno festivo.
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