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Lo sai che? Confessare tradimento dopo anni: che succede?

Lo sai che? Pubblicato il 28 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 maggio 2018

Infedeltà e tradimento confessato dopo tanto tempo: c’è il rischio di una separazione con addebito?

Immaginiamo che tuo marito, un bel giorno, venga da te e ti confessi che, molti anni addietro, quando eravate appena sposati, ti ha tradito. «Ormai è passato tanto tempo – ti dice con voce quasi innocente – ma volevo togliermi il peso dalla coscienza». La “piccola” infedeltà, durata solo un giorno, non basta però a evitare la tua delusione e il conseguente dolore. In una ipotesi del genere che succede da un punto di vista legale? Se tu non volessi perdonarlo e chiedere la separazione, saresti ancora in tempo per farlo  oppure sono scaduti i termini? Sebbene si tratti di un problema legale non frequente – difficile pensare che qualcuno ammetta ciò di cui non è stato scoperto – la soluzione si presta a definire anche ipotesi simili come, ad esempio, quella di chi scopre l’altrui adulterio a distanza di molto tempo. Ebbene, che succede se si confessa il tradimento dopo anni? 

La legge stabilisce che la separazione può essere chiesta quando la convivenza diventa intollerabile, a prescindere dalle cause che l’hanno determinata. Quindi, a ben vedere, per separarsi non c’è bisogno di dimostrare l’altrui colpa. Se tu volessi chiedere la separazione da tuo marito, saresti ben libera di farlo con o senza la scoperta o la confessione del suo tradimento.

Se poi hai un reddito più basso del suo, puoi chiedergli anche l’assegno di mantenimento. Questa misura infatti scatta non già come una punizione per un comportamento contrario al matrimonio ma semplicemente per un obbligo di assistenza nei confronti del coniuge più debole economicamente, obbligo che deriva direttamente dalla legge. In buona sostanza, anche se non riesci a dimostrare il tradimento o tuo marito non volesse più ammetterlo davanti al giudice, l’assegno mensile non te lo toglie nessuno.

A che serve allora dimostrare il tradimento? Il tradimento rileva solo ai fini dell’addebito. Vuol dire che chi tradisce non può né chiedere il mantenimento né l’eredità del coniuge. Per esempio, se tuo marito dovesse essere un disoccupato e tu invece un’impiegata con uno stipendio fisso, dimostrando la sua infedeltà non saresti tenuta a versargli il mantenimento. Abbiamo chiarito questo importante aspetto perché non sempre le battaglie sull’addebito sono utili. A volte, infatti, si perdono anni in causa per dimostrare un tradimento o l’abbandono del tetto quando, ai fini economici, è del tutto irrilevante. Per approfondire il tema ti consiglio di leggere Quali conseguenza dall’addebito?

Detto ciò, verifichiamo comunque se ci sono termini di scadenza per chiedere la separazione in caso di infedeltà, ossia se, in presenza di una confessione di un tradimento dopo tanti anni si può ugualmente ritenere responsabile l’ex coniuge.

La risposta è affermativa. Il tradimento infatti non deve essere fatto valere nel momento in cui si verifica ma quando se ne ha conoscenza. È proprio la scoperta, infatti, che fa incrinare il rapporto coniugale. Se una persona viene a sapere che il proprio coniuge ha avuto, in un lontano passato, una relazione segreta può ugualmente addebitargli la separazione. Se tuttavia lo perdona e ritorna a vivere con lui serenamente, non può far valere più il fatto dopo molto tempo, a meno che non dimostri che, nonostante il tentativo di riavvicinamento, il rapporto si era ormai indissolubilmente rotto. 

In sintesi viene addebitata la separazione a carico di chi, con il proprio comportamento, ha reso intollerabile la convivenza, anche se la condotta è stata posta molti anni addietro. 

Due esempi serviranno a spiegarci meglio.

Immaginiamo che Giovanna scopra il tradimento di Carlo dopo cinque anni. A seguito dei suoi tentativi di riavvicinarsi e di farsi perdonare, lei accetta le sue scuse e si sforza di ricominciare tutto da capo. In realtà i rapporti tra i due sono ormai cambiati, lei non lo ama più come prima, va anche dallo psicologo per superare lo shock e, dopo due anni, gli dice che vuol separarsi perché non ha mai mandato giù il suo tradimento. Può chiedergli l’addebito? Certamente. Infatti, in questo caso, la ragione della crisi coniugale è stata proprio l’infedeltà.

Immaginiamo invece che Giovanna perdoni sinceramente Carlo e torni a vivere con lui. Tutti i loro amici li vedono andare d’amore e d’accordo. Dopo cinque anni però Giovanna commette a sua volta un tradimento. Carlo la scopre e, a differenza di quanto aveva fatto con lui la moglie, non la perdona. Chiede così la separazione con addebito. Giovanna fa lo stesso, sostenendo che, in realtà, il matrimonio si era incrinato già prima. Chi dei due ha ragione? In questo caso, il giudice addebiterà la separazione a Giovanna proprio perché, con il proprio comportamento, ha dimostrato di voler mettere una pietra sopra al passato e di aver perdonato il marito. Non vi è dubbio allora che la vera e propria ragione della separazione è il tradimento di Giovanna.


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