Diritto e Fisco | Editoriale

Risarcimento danni contro eredi

19 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 giugno 2018



I successori del defunto subentrano anche negli obblighi risarcitori del medesimo. L’azione legale è comunque soggetta ai termini di prescrizione.

Avete subito un danno e volevate agire per il risarcimento, ma nel frattempo siete venuti a sapere che il responsabile è deceduto: ebbene siete ancora in tempo per avere il vostro risarcimento oppure no? Oppure è prematuramente scomparso vostro padre e, in quanto eredi del medesimo, avete ricevuto un atto di citazione a comparire dinanzi al Tribunale per un danno provocato dal compianto genitore: è possibile? La legge italiane ammette l’azione di risarcimento danni contro gli eredi della persona responsabile? E se, come immaginate, la risposta è positiva, c’è un limite temporale alla proponibilità della causa e in che misura? In quest’articolo è intenzione dare la risposta alle domande appena poste.

Risarcimento danni contro eredi: i presupposti

È noto alla generalità dei lettori del nostro sito, che alla morte di una persona si verifica la cosiddetta successione ereditaria. Quest’ultima, regolata dalla legge in materia, prevede che alcuni soggetti subentrino nel patrimonio, detto ereditario, del soggetto deceduto. Egli, tecnicamente definito de cuius, trasmette ai propri eredi tutti i beni di cui è titolare: beni immobili (ad esempio, la casa di famiglia), beni mobili (ad esempio, le somme depositate sul proprio conto corrente), beni mobili registrati (ad esempio, l’auto con la quale andava a lavorare), ecc. Ebbene, nella successione ereditaria vengono ricompresi anche i debiti della persona scomparsa. Gli eredi, infatti, se diventano tali accettando l’eredità, non possono sottrarsi al pagamento dei debiti del defunto e sono, pertanto, tenuti a soddisfare i creditori del medesimo. Ad esempio:

  • devono pagare le tasse inevase dal proprio genitore (ne abbiamo parlato più diffusamente nell’articolo gli eredi pagano i tributi del defunto, alla cui lettura rimandiamo opportunamente);
  • gli oneri condominiali non pagati del condominio di cui faceva parte la casa familiare;
  • il mutuo non ancora definitivamente saldato dal proprio genitore deceduto.

Ebbene, oltre a questi esempi di natura puramente esemplificativa, gli eredi succedono e sono tenuti a farsi carico, anche delle responsabilità per danno imputabili al defunto. Pertanto, a titolo di esempio, se vostra madre era proprietaria di un appartamento in un fabbricato, dalla cui tubature del bagno sono fuoriuscite delle perdite d’acqua che hanno danneggiato l’immobile sottostante, se nel frattempo è purtroppo deceduta, il risarcimento dei danni ricadrà, evidentemente, su voi eredi. Tecnicamente, si dice che l’illecito civile non si estingue con la morte del responsabile ma si trasmette agli eredi dello stesso (diversamente, invece, da quanto avviene per l’illecito amministrativo o quello penale, dove la morte del reo determinate l’estinzione dell’illecito).

In conclusione, per rispondere ad una delle domande proposte in premessa, se siete gli eredi di qualcuno, è assolutamente possibile e legittimo che una terza persona vi citi in giudizio allo scopo di ottenere il risarcimento del danno provocato dal defunto.

Risarcimento danni contro eredi: prescrizione

Leggendo il paragrafo precedente avete sicuramente capito che non si sfugge alla seguente regola: se muore qualcuno ed è responsabile per danni a carico di una terza persona, questa può agire per il risarcimento nei confronti degli eredi. Ebbene questo legittimo potere non può essere esercitato sempre, ma ha dei termini, scaduti i quali l’azione risarcitoria sarà prescritta (in questo caso, gli eredi, eccependo in giudizio l’avvenuta prescrizione, determinerebbero l’estinzione dell’illecito civile e di ogni responsabilità a riguardo). Pertanto diventa fondamentale capire le tempistiche di quest’azione legale e in quest’ottica diventa necessario distinguere il tipo di responsabilità per danni imputabile alla persona deceduta. In particolare, bisogna capire se ci troviamo di fronte ad un danno contrattuale oppure extracontrattuale.

Risarcimento danni contro eredi: prescrizione contrattuale

Il vostro genitore potrebbe essere stato un medico privato che, nello svolgimento delle cure a lui affidate, ha colpevolmente e responsabilmente provocato dei danni al proprio paziente. Ebbene, l’azione risarcitoria è in questo caso di natura contrattuale ed ha una decorrenza decennale (cosiddetta prescrizione ordinaria) [1]. Appare evidente, pertanto, che il danneggiato ha tutto il tempo per agire in risarcimento nei confronti del responsabile e, eventualmente, dei suoi eredi. Si tratta della regola generale da applicare in tutti i casi in cui il danno è stato generato da un obbligo, mal adempiuto, nascente da un contratto. Detto ciò, non mancano delle eccezioni, e cioè quelle previste dalla legge per determinati contratti (ad esempio, per il contratto di trasporto, il termine di prescrizione è di un anno [2]), ma in linea generale, la regola è quella della prescrizione decennale.

Risarcimento danni contro eredi: prescrizione extracontrattuale

In questo caso, la responsabilità per danni del defunto deriva dal fatto illecito dello stesso e non da un contratto non adeguatamente rispettato. È l’ipotesi, ad esempio, delle infiltrazioni provenienti dall’appartamento, ereditato successivamente ai danni verificatisi nell’immobile sottostante. Ebbene, nel caso descritto la responsabilità viene definita di natura extracontrattuale e, quindi, l’azione di risarcimento dei danni contro gli eredi ha una prescrizione che matura, cioè scade, dopo cinque anni. È la legge [3] a stabilire questa regola, precisando:

  • che il termine decorre dalla data del fatto (pertanto, la prescrizione decorre dalla data in cui si sono manifestati i danni da infiltrazione nell’appartamento sottostante);
  • che nel caso di danni derivanti dalla circolazione dei veicoli, il termine di prescrizione è più breve, cioè due anni;

La stessa legge precisa che se il fatto illecito è considerato dalla legge come reato (si pensi all’ipotesi di un omicidio stradale o di lesioni provocate a seguito di un’aggressione tra condomini), si applica l’eventuale prescrizione più lunga prevista per questo reato (non meno di sei anni). Tuttavia, poiché abbiamo visto che la morte estingue l’illecito penale, conseguentemente, per agire contro gli eredi del responsabile, dovrete considerare i termini di prescrizione anzidetti (cinque anni o due anni) [4].

note

[1] Art. 2946 cod. civ.

[2] Art. 2950 cod. civ.

[3] Art. 2947 cod. civ.

[4] Cass. civ. sent. n. 12907/2004


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