Diritto e Fisco | Editoriale

Dito medio all’autovelox: cosa rischio?

28 maggio 2018


Dito medio all’autovelox: cosa rischio?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 maggio 2018



Offese alla polizia o alla telecamera dell’autovelox: quando c’è ingiuria e quando oltraggio a pubblico ufficiale.

Quante volte sei passato davanti a un autovelox a passo d’uomo solo perché, un attimo prima, hai ricevuto la segnalazione da un’altra macchina che – proveniente dal senso inverso – ti ha lampeggiato? E in quanti di questi casi, scampato al rischio della multa, hai sentito la tentazione di prendere in giro i poliziotti, guardandoli negli occhi o facendogli un bel sorrisetto? Bene, immaginiamo che un giorno, proprio in una di queste occasioni, tu abbia tirato fuori la mano dal finestrino e sollevato il dito medio verso la telecamera: un irrefrenabile impulso di ribellione ti ha portato a voler offendere non tanto il sistema dei controlli elettronici della velocità quanto la tecnica del Comune di estorcere soldi ai poveri automobilisti, magari proprio in un tratto di strada dove è facile sforare di poco i limiti. Forse, dopo il gesto inurbano, ti sarai anche chiesto: cosa rischio per il dito medio all’autovelox? Cerchiamo di stabilirlo qui di seguito e vediamo quali sono le eventuali punizioni che potrebbe rischiare l’automobilista.

Dito medio: è ingiuria?

L’ingiuria (dal 2016 non più reato, ma semplice illecito amministrativo) scatta non solo in caso di parole offensive ma anche di gesti. In più occasioni, il dito medio è stato ritenuto dai giudici un comportamento tale da integrare l’offesa all’onore di una persona. Si pensi che, in un caso ormai divenuto storico, la Cassazione ha detto [1] che anche il gesto di battere le mani al poliziotto, non già con finalità di plauso ma di scherno, può integrare l’oltraggio a pubblico ufficiale. Ciò che conta, quindi, è l’intenzione di chi agisce di prendersi gioco o di denigrare l’altra persona.

Dito medio contro l’autovelox senza polizia: quali rischi?

Se, in astratto, il dito medio può essere considerato un gesto offensivo, bisogna però valutare quando questo può integrare gli estremi di un illecito punibile.

Di sicuro l’ingiuria va riferita a una persona specifica e non a una macchina. Il fatto di alzare il dito medio contro l’autovelox, per quanto si possa indirettamente comprendere che esso non sia riferito all’apparecchio in sé ma a chi ne gestisce il controllo, non consente di risalire all’effettiva vittima, a un soggetto cioè inequivocabilmente identificabile. A chi era indirizzato il gesto? Alla polizia che effettua i controlli? Al Comune cui vanno i proventi delle multe? Alla Prefettura che ha autorizzato il rilevamento nel tratto di strada in questione? Alla società privata che fabbrica tali strumenti di controllo? Ed anche a voler ammettere che la vittima sia uno di questi “enti”, non si potrà mai parlare di illecito se non viene identificata una specifica persona destinataria dell’offesa.

Detto ciò possiamo fare una importante distinzione: se l’autovelox opera in automatico, senza la presenza della polizia in loco, non si può parlare né di oltraggio a pubblico ufficiale, né di ingiuria, né di diffamazione. Insomma, in questa ipotesi, per il dito medio non si rischia nulla. Non ci sarà un procedimento penale, una sanzione amministrativa o una causa di risarcimento del danno.

Dito medio contro l’autovelox con la polizia: quali rischi?

Diversa potrebbe apparire l’ipotesi in cui l’autovelox operi con accanto la pattuglia dei carabinieri, della stradale o della municipale. In questi casi, si potrebbe pensare di ricadere nell’oltraggio a pubblico ufficiale. Non è però neanche così. Difatti, se anche è inequivocabile l’intenzione di prendersi gioco dell’agente è altresì vero che per il reato in questione non basta una semplice offesa. Come abbiamo spiegato nella nostra guida sull’oltraggio a pubblico ufficiale, perché si possa parlare di questo reato sono necessarie cinque condizioni:

  1. la parola o il gesto offensivo;
  2. che il pubblico ufficiale stesse svolgendo le proprie mansioni (non si può parlare di oltraggio a pubblico ufficiale per un’offesa fatta in un bar a un poliziotto che sta prendendo il caffè);
  3. che l’offesa sia stata fatta al pubblico ufficiale proprio a causa dell’esercizio delle proprie funzioni (quindi il reato c’è quando si reagisce a una multa, ma non scatta quando si tira il dito medio a un’auto della polizia che taglia la strada a un’altra);
  4. che l’offesa avvenga in un luogo pubblico o aperto al pubblico;
  5. che l’offesa sia fatta alla presenza di più persone (ne bastano anche due).

Per stabilire se il dito medio contro la polizia vicina all’autovelox possa far scattare il reato di oltraggio a pubblico ufficiale bisogna quindi verificare se il gesto sia stato percepito anche da altre persone. Non basta quindi la semplice presenza delle auto davanti e di dietro a chi provoca l’offesa, ma è necessario che i relativi conducenti si siano accorti del dito medio [2]. Solo in questo caso si potrà avviare un procedimento penale contro l’autore. E sul punto non è necessario che vi sia una fotografia scattata dall’autovelox essendo sufficiente la semplice dichiarazione dei verbalizzanti che, in qualità di pubblici ufficiali, possono attribuire alle loro percezioni, il valore di pubblica fede, senza contare che la vittima del reato è anche testimone del fatto.

note

[1] Cass. sent. n. 6126/1979.

[2] Cass. sent. n. 49544/2014.

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4 Commenti

  1. Poniamoci un’altra domanda, perché devono essere collocate apparecchiature autovelox, dopo aver opportunamente abbassato, e non di poco, i limiti di velocità su tratti di strade extraurbane di prima categoria (limite consentito dal C.d.S. 90-110 km/h)? Ad esercitare questo abuso sono tutti i Comuni nel cui territorio ricadono queste strade veloci, pur non avendo competenza sulla sicurezza e sulla gestione delle stesse. Qual è lo scopo, se non possono spendere questi soldi né per la sicurezza né per la manutenzione delle stesse?

  2. C’é un altro motivo che potrebbe far elevare una contravvenzione: il conducente non può staccare le mani dal volante o dal manubrio se non per motivi inerenti la conduzione del veicolo (manovrare la leva del cambio, azionare i vari interruttori e via dicendo).
    Sollevare il braccio per mostrare il dito medio o le corna non rientra nei casi sopra previsti.
    Se proprio non riuscite a farne a meno, lasciate all’eventuale passeggero la libertà di “esprimersi” nei confronti delle apparecchiature.
    Cordiali saluti,
    Giuseppe Maranghi – Laveno (VA)

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