| Editoriale

Applaudire la polizia: quali rischi?

28 Maggio 2018


Applaudire la polizia: quali rischi?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Maggio 2018



Battere le mani nei confronti di un agente con l’intenzione di prenderlo in giro è reato?

«Ma bravo… bravo!» hai detto al poliziotto mentre ti elevava una multa per divieto di sosta, ignorando invece tutte le altre macchine parcheggiate sulla stessa fila. «Complimenti!» gli hai detto con senso ironico battendogli anche le mani, a rimarcare quanto paradossale fosse la sua ottemperanza al dovere solo nei tuoi confronti. Anche se non lo hai manifestato apertamente, quel gesto di applauso voleva essere un’offesa per aver questi applicato la giustizia “a singhiozzo”, probabilmente a sfavore della persona meno influente. Lui, senza farselo ripetere due volte, ti ha detto che ti avrebbe denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale. La sua affermazione ti ha sorpreso ancora di più: «Cosa ho fatto?» gli hai risposto con tono candido e innocente. «Ho solo battuto le mani! Che c’è di male? Mica è un gestaccio!». Per lui invece conta l’intenzione ed è chiaro lo scopo denigratorio che ti ha mosso. Chi di voi ha ragione? Nell’applaudire la polizia, quali rischi si corrono? La risposta al quesito è in una storica sentenza della Cassazione di ormai tanti anni fa [1] che va letta, tuttavia, alla luce delle successive modifiche al codice penale.

Come abbiamo spiegato nella nostra guida sull’oltraggio a pubblico ufficiale, questo reato scatta solo in presenza di cinque condizioni:

  • innanzitutto bisogna trovarsi in un luogo pubblico o aperto al pubblico. Ai fini della configurabilità del delitto di oltraggio a pubblico ufficiale, l’area antistante un condominio, recintata ma priva di cancello, è stata ritenuta “luogo aperto al pubblico“, in quanto consente l’accesso ad una categoria indistinta di persone e non solo ai condomini [2];
  • in secondo luogo devono essere presenti più persone (almeno due). Attenzione però: i presenti devono aver percepito l’oltraggio. Secondo infatti la Cassazione [3], non c’è reato di oltraggio a pubblico ufficiale se le frasi offensive non siano state ascoltate da altre persone;
  • bisogna offendere l’onore o il prestigio del pubblico ufficiale, il che richiede una parola o anche un semplice gesto diffamante (si pensi a una “mossaccia”);
  • l’azione deve avvenire mentre il pubblico ufficiale sta svolgendo le sue mansioni d’ufficio. Quindi mandare a quel paese un vigile in un bar non è oltraggio al pubblico ufficiale (potrà tutt’al più integrare la calunnia che, come noto, non è più un reato);
  • l’offesa deve essere effettuata proprio a causa dell’adempimento delle proprie mansioni da parte del pubblico ufficiale (quindi è reato dare una rispostaccia al vigile mentre eleva una multa, ma non lo è se questi ha occupato il tuo posto auto).

Veniamo ora al caso di chi applaude le mani al poliziotto. Fermo restando la necessità di verificare se tutti gli altri presupposti del reato sussistono (luogo pubblico, presenza di più persone, svolgimento delle proprie funzioni, ecc.), bisogna verificare se il gesto di battere le mani può essere considerato un’offesa. Sul punto la Cassazione non ha dubbi e spiega: «può costituire offesa all’onore ed al prestigio del pubblico ufficiale il gesto di battere le mani in circostanze in cui tale comportamento non possa essere inteso quale segno di plauso o di approvazione bensì appaia palesemente rivolto, in relazione alla concreta situazione, ad esprimere non tanto dissenso, disapprovazione o protesta, quanto ingiuria e disprezzo verso il funzionario pubblico».

Sarà in verità assai difficile per il giudice del procedimento penale capire la differenza tra un applauso fatto in segno di protesta e quello invece rivolto al disprezzo. Il caso concreto deciso dalla Cassazione potrebbe aiutare, ma non più di tanto. Nella specie uno studente aveva battuto le mani vicino al viso di un docente, fischiandogli nel contempo vicino all’orecchio.

Lo scopo quindi dell’agente deve essere molto più specifico e “cattivo” (se vogliamo usare questo termine) rispetto alla semplice manifestazione di dissenso: bisogna voler umiliare la vittima. Chiaramente, se non ci sono altre persone davanti, il reato viene escluso proprio per l’assenza dell’elemento della pluralità delle persone che, come abbiamo detto, è necessario per far scattare il penale.

Non ci si salva dal reato neanche sostenendo di essere stati un po’ “brilli” e di non aver avuto il pieno controllo delle proprie reazioni. In questo caso, infatti, il solo stato di ubriachezza non riduce la responsabilità penale a meno che non si provi che vi sia una cronica intossicazione da alcool [4].

note

[1] Cass. sent. n. 6126/1979.

[2] Cass. sent. n. 959/2017.

[3] Cass. sent. n. 49544/2014. Cfr. anche Trib. Napoli, sent. n. 10817/2017.

[4] C. App. Perugia, sent. n. 106/2018.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI