Addio tutor in autostrada

29 maggio 2018


Addio tutor in autostrada

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 maggio 2018



Addio multe per eccesso di velocità basate sulla distanza media tra due punti: con la condanna di Autostrade per l’Italia il tutor deve rimanere chiuso.

In autostrada il tutor è stato spento. Non ci saranno più multe per eccesso di velocità, neanche per chi passa sotto le colonnine con la telecamera a 200 km/h. Nonostante le dichiarazioni di Autostrade per l’Italia (Aspi) che, dopo la condanna da parte della Corte di Appello di Roma per violazione di brevetto, aveva affermato che i misuratori elettronici della velocità avrebbero continuato ad operare (si era detto che era meglio pagare le penali anziché lasciare gli italiani in balia dei pirati della strada), oggi invece la notizia contraria. La stessa Aspi, subito dopo la sentenza, aveva assicurato che nel giro di tre settimane dal 10 aprile avrebbe messo in regola il sistema. Rassicurazioni che invece sono rimaste nell’aria. Lo spegnimento, probabilmente, sarà eseguito fino a quando non sarà deciso l’ennesimo grado di questa infinita vicenda che ora ritornerà per la seconda volta in Cassazione. Addio tutor in autostrada? In questi mesi certamente.

Questo non toglie che gli apparecchi del tutor potrebbero essere usati, anziché per misurare la velocità media tra due punti, quella istantanea e in funzione di autovelox. A quel punto, per gli automobilisti basterebbe rallentare in prossimità delle telecamere per evitare le multe. Senza contare che, in questi ultimi mesi,  la giurisprudenza ha affermato che è illegittima la contravvenzione per eccesso di velocità, elevata tramite il sistema del tutor in modalità “autovelox”, se non è espressamente indicato nei cartelli della segnaletica e, nei tratti di strada extraurbane, se non c’è l’autorizzazione del Prefetto [1]. Del resto è la direttiva Minniti, approvata la scorsa estate, ad aver chiarito che gli automobilisti devono essere informati sulle rilevazioni in corso e che queste devono essere segnalate in modo adeguato, senza cioè sorprese.

Pericolo per la sicurezza stradale? Per la Cassazione non è un problema di Autostrade per l’Italia

Senza contare che gli autovelox – e lo stesso vale per i tutor – devono essere tarati ad alte velocità in autodromi e di tanto vi deve essere la prova con un verbale. Cosa che non sempre è possibile dimostrare. Leggi sul punto: Multe in autostrada: i tutor non sono a norma.

Per quanto invece riguarda le multe passate, la violazione del brevetto di cui si è resa responsabile Autostrade per l’Italia non tocca la legittimità degli atti di accertamento: una cosa sono le norme del diritto industriale, un’altra la legittimità dei controlli che, in ogni caso, sono stati eseguiti con apparecchi a norma (circostanza, come detto, però tutta da dimostrare).  Quindi, inutile spulciare nel cassetto tutte le vecchie contravvenzioni già pagate e contattare l’amico avvocato perché provveda a farsi restituire i soldi versati. Sarebbe come ammettere il diritto al rimborso del biglietto di un concerto, da parte dei fan di un artista che perde una causa per plagio di un brano musicale. 

Torniamo all’addio ai tutor in autostrada. Dicevamo che il sistema di controllo della velocità tutor è stato spento in attesa degli sviluppi del contenzioso che il 10 aprile ha visto la Corte d’appello di Roma condannare Autostrade per l’Italia (Aspi) per la contraffazione del suo brevetto. C’è stata una dichiarazione ufficiale? No, nulla di tutto ciò. Lo si desume però chiaramente dall’ordinanza con cui proprio ieri la Corte di Cassazione, cui Aspi si è rivolta per rivedere la predetta sentenza di condanna, ha respinto la richiesta di sospensione dell’esecutività della sentenza di secondo grado, in attesa della sentenza della Suprema Corte. Questo significa, in termini concreti, che la pronuncia della Corte di appello di Roma continua ad essere esecutiva e il tutor non può essere usato. Salvo ovviamente incorrere in ulteriori sanzioni – 500 euro al giorno – che probabilmente Aspi non ha la possibilità di pagare. 

500 euro di multa per ogni giorno di violazione della sentenza di primo grado è un conto troppo salato anche per Aspi

La Cassazione ha ritenuto insufficienti le ragioni di Autostrade per l’Italia basate sulla sicurezza stradale e l’irreparabilità del danno che la distruzione del sistema comporterebbe se la Cassazione accogliesse l’ulteriore ricorso della società.

Quanto alla sicurezza stradale, la Corte d’appello ha affermato che non è tra gli interessi di cui Aspi si può considerare portatore, «essendo sottoposti alla cura dello Stato». Per questo, devono restare fuori dal giudizio civile sulla contraffazione del brevetto.

Secondo il Sole 24Ore «Non è chiaro se la disattivazione del sistema, che è in grado di controllare anche la velocità media, riguardi le sole strade (in prevalenza autostrade gestite da Aspi, ma ci sono anche alcune provinciali) su cui è installata la sua versione originaria o anche quelle dove viene utilizzata la sua variante “semplificata” (nota soprattutto col nome di Vergilius, acquisita soprattutto dall’Anas, per i tratti iniziali dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria e delle statali Aurelia, Domiziana e Romea). Potenzialmente, la questione della contraffazione del brevetto tocca ogni versione del tutor, tanto da essere già stata sollevata nei confronti del ministero delle Infrastrutture».

Né Aspi né la Polizia hanno rilasciato commenti dopo l’ordinanza di ieri. Ovviamente si rischia che l’incidentalità e la mortalità riprendano a salire, in un periodo già non favorevole.

note

[1] Cfr. GdP Fermo, sent. n. 190/18.

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7 Commenti

  1. In questo paese di merda l’unica cosa che gli interessa è fare cassa, altro che rischi di incidenti, sai quanto glie ne frega!!

  2. A chi genericamente afferma che l’Italia è un paese di merda, suggerisco di modificare tale affermazione, la famiglia Italia è orfana di veri genitori, che in quanto tali condividono in prima persona i sacrifici con i figli, invece in questa Italia ci sono molti figli che sostengono innumerevoli sacrifici ogni giorno, ed altri figli che contagiati dal marciume si disinteressano di tutto, e così abbiamo il risultato di pagare tassazioni visibili e invisibili a fronte di una assenza di conduzione del nostro paese che è bellissimo per il solo fatto che ancora ci sono milioni di per don per bene che sacrificano hle loro risorsrec, grazie ak tutte queste persone e q uindi caso mai scrivete bene: tutta laclasse dirigente di questo paese dovrebbe rinunciare ai loro privilegi in favore del popolo continuamente tartassato, quasi a livello delle condizioni della rivoluzione francese, ma qui non siamo capaci di farci valere i nostri diritti, togliendo la vera merda.

    1. Ma vi siete accorti che si stava meglio quando si credeva di stare peggio ? Purtroppo un altro Mussolini non c’è !!! Io penso così, voi fate come credete !

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