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Lo sai che? Rei: come si calcola

Lo sai che? Pubblicato il 29 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 maggio 2018

Reddito d’inclusione più alto e per tutti: a quanto ammonta, come si calcola il beneficio economico e l’Isr.

Messi da parte, a causa delle attuali vicissitudini del Governo, il reddito di cittadinanza ed il reddito di avviamento al lavoro, arrivano buone notizie in merito al Rei, il reddito d’inclusione introdotto di recente: questo assegno mensile di assistenza non sarà più soltanto a favore delle famiglie con figli minori o inabili, donne in gravidanza o disoccupati over 55. Dal 1° giugno 2018, difatti, il Rei spetterà a tutte le famiglie aventi i requisiti economici, a prescindere dalla composizione del nucleo familiare, e passerà dalla soglia massima di 485 euro al mese all’importo massimo mensile di circa 540 euro.

L’Inps, con un nuovo messaggio [1], ha recepito le novità in materia di Rei, sia per quanto riguarda i nuovi beneficiari del reddito d’inclusione, sia per quanto riguarda l’aumento dell’importo.

Ma procediamo per ordine e, dopo aver brevemente ricordato come funziona il reddito d’inclusione, cerchiamo di capire come si calcola il Rei.

Come funziona il Rei

Il Rei è un importo mensile erogato attraverso una carta acquisti, la carta Rei: come la vecchia Social Card, la carta Rei è emessa da Poste Italiane, consente l’acquisto dei generi di prima necessità e il pagamento delle utenze domestiche. Inoltre, offre la possibilità di prelevare contanti sino alla metà dell’importo mensile riconosciuto e dà diritto a degli sconti sugli acquisti nei negozi e nelle farmacie convenzionate e a delle riduzioni delle bollette di energia elettrica e gas.

Il Rei spetta alle famiglie più bisognose, con redditi e patrimonio inferiori a determinate soglie: può essere riconosciuto, peraltro, soltanto alle famiglie che aderiscono a un programma d’inclusione sociale e lavorativa. In parole semplici, i componenti del nucleo familiare si devono impegnare attivamente per conseguire una qualifica e trovare un impiego, secondo il progetto appositamente predisposto per loro, pena la revoca del beneficio.

Come si calcola il beneficio economico Rei

In base a quanto reso noto dall’Inps [2], grazie alla legge di Bilancio 2018 gli importi massimi del Rei sono stati aumentati. Gli importi soglia del reddito d’inclusione sono differenti a seconda del numero dei componenti della famiglia.

Nello specifico, il beneficio economico del Rei è pari, su base annua, al valore di 3mila euro moltiplicato:

  • per il parametro della scala di equivalenza (corrispondente alla specifica composizione del nucleo familiare, al netto delle maggiorazioni previste dal decreto Isee);
  • per un parametro pari, in sede di prima applicazione, al 75%.

La soglia è dunque pari a 3mila euro, ma in sede di prima applicazione viene coperta solo al 75%. Pertanto, inizialmente, la soglia con cui confrontare le risorse economiche del nucleo familiare è pari, per un singolo, a 2.250 euro(75 % di 3mila), e cresce a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare (viene infatti proporzionata per mezzo della scala di equivalenza).

I parametri della scala di equivalenza corrispondenti al numero di componenti il nucleo familiare, come definiti dal decreto Isee, sono i seguenti:

  • un componente: 1,00
  • 2 componenti: 1,57
  • 3 componenti: 2,04
  • 4 componenti: 2,46
  • 5 componenti: 2,85.

Il parametro della scala di equivalenza è incrementato di 0,35 per ogni ulteriore componente il nucleo familiare. Tuttavia, dato che nel 2018 si applica un tetto massimo di importo annuale, questo comporta l’abbattimento dell’importo massimo annuo erogabile ad un nucleo di 6 componenti, nella misura di 6.477,90 euro, e l’effettiva mancata applicazione dell’incremento di 0,35 per ciascun ulteriore componente.

A quanto ammonta il Rei

Come appena accennato, il Rei è soggetto, in sede di prima applicazione, a un tetto massimo, in quanto l’importo del beneficio non può essere superiore all’ammontare annuo dell’assegno sociale; la legge di Bilancio 2018 ha in seguito previsto che l’importo sia incrementato del 10%.

Nel dettaglio, se la famiglia ha:

  • un solo componente, il Rei può essere pari a un massimo di 187,5 euro mensili;
  • 2 componenti, il massimo erogabile mensilmente è pari a 294,38 euro mensili;
  • 3 componenti, il massimo erogabile mensilmente è pari a 382,5 euro mensili;
  • 4 componenti, il massimo erogabile mensilmente è pari a 461,25 euro mensili;
  • 5 componenti, il massimo erogabile mensilmente è pari a 534,37 euro mensili;
  • 5 o più componenti, il massimo erogabile mensilmente è pari a 539,82 euro mensili.

Requisiti Rei

Il Rei, allo stato attuale, spetta alle famiglie:

  • il cui indice Isee, cioè l’indicatore della situazione economica della famiglia (si tratta, in parole semplici, di un indice che “misura la ricchezza” della famiglia), non supera 6mila euro; può essere utilizzato anche l’Isee corrente;
  • il cui indicatore Isre non supera i 3mila euro; si tratta dell’indicatore della situazione reddituale (Isr) presente nell’attestazione Isee diviso per il parametro della scala di equivalenza Isee ai fini Rei, come osservato precedentemente;
  • con un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro;
  • con un patrimonio mobiliare massimo tra i 6mila e i 10mila euro a seconda del numero dei componenti del nucleo;
  • senza imbarcazioni da diporto o navi;
  • senza, auto o moto immatricolate nei 24 mesi precedenti la richiesta del sussidio, salvo i veicoli destinati ai disabili.

Dal 1° giugno 2018, non è difatti più richiesto il requisito legato alla composizione del nucleo familiare: ciò vuol dire che possono ottenere il reddito d’inclusione tutte le famiglie aventi i requisiti patrimoniali e reddituali indicati, anche senza figli minori o inabili, donne in gravidanza o disoccupati over 55.

In ogni caso, chi richiede il Rei deve essere:

  • cittadino italiano;
  • in alternativa, cittadino dell’Unione Europea, o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, oppure cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o apolide in possesso di analogo permesso o titolare di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria);
  • deve poi risiedere in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento di presentazione della domanda.

Chi lavora ha diritto al Rei?

Il Rei è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa, purché non si superi il limite Isee di 6mila euro annui e il limite Isre di 3mila euro. Bisogna comunque comunicare lo svolgimento di attività lavorativa da parte di uno o più componenti del nucleo, attraverso l’apposito modulo Rei- Com (anche contestualmente alla presentazione della domanda: il Rei Com si trova in una sezione della domanda stessa).

Non è invece possibile ricevere assieme al Rei la Naspi o altri sussidi per la disoccupazione.

Chi ha diritto a un sussidio può chiedere il Rei?

Se un componente della famiglia, o più familiari, beneficiano di altri trattamenti di assistenza, esclusi quelli non sottoposti alla prova dei mezzi, il valore mensile del Rei viene ridotto in corrispondenza al valore mensile di queste prestazioni. Se le prestazioni sono corrisposte con periodicità diversa da quella mensile, il loro ammontare viene calcolato in rapporto al numero di mesi cui si riferiscono.

Nel caso, invece, di prestazioni corrisposte in un’unica soluzione, queste sono considerate in ciascuno dei dodici mesi successivi all’erogazione per un dodicesimo del loro valore.

Non sono comprese nel valore mensile dei trattamenti di assistenza che incidono sull’importo del Rei:

  • il pagamento di arretrati;
  • le indennità per i tirocini finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione;
  • le specifiche misure di sostegno economico, aggiuntive al Rei, individuate nell’ambito del progetto personalizzato a valere su risorse del comune o dell’ambito territoriale;
  • le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi, nonché eventuali esenzioni e agevolazioni per il pagamento di tributi;
  • le somme riconosciute come rimborso spese sostenute, i buoni servizio o altri titoli che svolgono la funzione di sostituzione di servizi.

note

[1] Inps Mess. n.2120/2018.

[2] Circ. n. 57/2018.

[3] Dpcm 159/2013.


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