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Lo sai che? Esenzione tasse prima casa per i coniugi con residenza diversa

Lo sai che? Pubblicato il 30 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 30 maggio 2018

Imu e Tasi sull’abitazione principale: si pagano se marito e moglie non convivono nello stesso immobile?

Se marito e moglie risiedono in due case diverse possono avere ugualmente i benefici fiscali sull’abitazione principale? Immaginiamo una coppia che, almeno formalmente, non coabiti nello stesso immobile: il marito ha la residenza nella casa in città mentre la moglie l’ha fissata nella seconda casa, quella che viene destinata alle vacanze. Cosa succede in questi casi con riferimento all’Imu e alla Tasi? Devono pagare entrambi le imposte, lo deve fare uno soltanto o nessuno dei due? La questione è stata di recente decisa dalla Cassazione [1] che ha spiegato come funziona l’esenzione dalle tasse sulla prima casa per i coniugi con residenza diversa. La sentenza si riferisce al regime in vigore ai tempi dell’Ici, tuttavia è lo spunto per chiarire come stanno attualmente le cose.

Si può avere la residenza nella seconda casa?

Innanzitutto dobbiamo fare un importante chiarimento. La residenza non è un dato che si può cambiare a proprio piacimento e fissare dove si vuole. La residenza deve per forza coincidere con la dimora abituale, ossia con il luogo ove il soggetto di solito vive, dorme e (possibilmente) consuma i pasti. La stessa Suprema Corte, qualche giorno fa, ha detto che è vietato stabilire la propria residenza nella “seconda casa” se in questa non si dimora. Di tanto abbiamo parlato nell’articolo Residenza nella seconda casa: possibile? Chi cambia residenza solo per motivi fiscali o per ragioni di opportunità personale e la fissa in un’abitazione dove non abita può vedersi revocata la richiesta di trasferimento (e ripristinata la precedente residenza) a seguito di sopralluoghi della polizia che non l’abbia trovato sul luogo. Nei casi più gravi, quando a seguito di sopralluoghi durati non meno di un anno il soggetto dovesse risultare completamente irreperibile, il Comune potrebbe revocargli l’iscrizione all’anagrafe.

Esenzioni Imu e Tasi sulla “prima casa”

La legge stabilisce un’esenzione dal pagamento dell’Imu della Tasi per la “prima casa” o meglio, per essere più precisi, sulla abitazione principale (la differenza è sostanziale e sul punto ti rinvio all’articolo Differenza tra prima casa e abitazione principale).  L’abitazione principale è la casa dove il proprietario e la sua famiglia hanno la residenza e vivono abitualmente. L’esenzione vale anche per le pertinenze dell’abitazione principale, cioè per magazzini, box, garage, tettoie, ecc. In particolare si considerano pertinenze dell’abitazione principale solo quelle accatastate come C2, C6 e C7, fino a un massimo di una sola pertinenza per categoria. Ad esempio se il proprietario di casa ha due garage, può usufruire dell’esenzione dal pagamento di Imu e Tasi per uno solo; se invece è titolare di garage e soffitta, per entrambi non paga le imposte.

Coniugi con residenza diversa: quando spetta l’esenzione Imu e Tasi?

Vediamo ora il caso di marito e moglie con residenze diverse. Ai tempi dell’Ici [2], un’abitazione poteva essere ritenuta “principale” solo se adibita a dimora del contribuente e dei suoi familiari. Pertanto era possibile usufruire dell’esenzione e non pagare l’Ici solo se, all’interno della casa, coabitavano sia il contribuente che il coniuge. In caso di mancanza di convivenza non spettava il beneficio fiscale. 

Oggi, con l’arrivo dell’Imu e della Tasi, le cose sono in parte cambiate. Ne abbiamo già parlato in Tasse sulla casa: quando pagare? In pratica, per abitazione principale si intende l’immobile (iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare) nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Tuttavia, nel caso in cui i marito e moglie abbiano fissato la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio dello stesso Comune, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile. Viceversa, se ciascuno dei due coniugi (o delle parti dell’unione civile) è proprietario di una casa in cui ha residenza anagrafica e dimora abitualmente e queste sono ubicate in Comuni diversi, entrambi possono fruire, ciascuno per la propria abitazione, delle agevolazioni per l’abitazione principale. 

note

[1] Cass. ord. n. 12050/2018 del 17.05.2018.

[2] Art. 8 d.lgs. n. 504/1992.


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