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La morte di Rita Levi Montalcini: la redazione la vuole ricordare così

30 Dicembre 2012
La morte di Rita Levi Montalcini: la redazione la vuole ricordare così

Poche ore fa si è spenta, nella sua casa di Roma, Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina e senatrice della Repubblica. Aveva 103 anni.

La Montalcini è stata un esempio per tutti gli italiani e, in particolare, per le donne.

Negli anni cinquanta le sue ricerche la portarono alla scoperta e all’identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa o NGF, scoperta che le è valso, nel 1986, il Nobel per la medicina.

Rita è stata la prima donna a essere ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze.

Levi-Montalcini ha sempre affermato di sentirsi una donna libera. Cresciuta in «un mondo vittoriano, nel quale dominava la figura maschile e la donna aveva poche possibilità», ha dichiarato d’averne «risentito, poiché sapevo che le nostre capacità mentali – uomo e donna – son le stesse: abbiamo uguali possibilità e differente approccio».

Attiva in campagne di interesse politico e sociale, come quelle contro le mine anti-uomo, o per la responsabilità degli scienziati nei confronti della società, nel 1992 istituì in memoria del padre, la Fondazione Rita Levi-Montalcini, rivolta alla formazione dei giovani e al conferimento di borse di studio universitarie a giovani studentesse africane  (progetto “Un convitto per le ragazze Tuareg”), con l’obiettivo di creare una classe di giovani donne che svolgessero un ruolo da leader nella vita scientifica e sociale del proprio paese.

Il 1º agosto 2001 è stata nominata senatrice a vita “per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo scientifico e sociale“.

Famosa per le sue idee di eguaglianza tra uomini e donne (“L’umanità è fatta di uomini e donne e deve essere rappresentata da entrambi i sessi”, diceva), nel 2009, compiuti i cento anni, ha raggiunto vari record: è stata la prima tra le vincitrici e i vincitori del premio Nobel a superare il secolo di vita ed è stata la più anziana tra i senatori e senatrici a vita della storia repubblicana italiana [1].

In occasione del suo centesimo compleanno dichiarò: “Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente”.

Ci piace ricordarla con un altro suo famoso aforisma: “Ho un’intelligenza mediocre. Il mio merito è l’impegno“.

Foto: Ansa


note

[1] Più anziano di lei fu solo il Senatore del Regno Giovanni Battista Borea d’Olmo.


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