Diritto e Fisco | Editoriale

Se lei non vuole fare l’amore, lui può andare con l’amante?

30 maggio 2018


Se lei non vuole fare l’amore, lui può andare con l’amante?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 maggio 2018



Il rifiuto ai rapporti sessuali può essere una giustificazione a tradire la moglie o il marito senza subire perciò l’addebito?

La questione dei rapporti sessuali tra coniugi è particolarmente delicata. Si tratta di argomenti delicati e personali che le coppie non amano sbandierare e condividere come invece si fa quando ci sono altri problemi, fosse anche un tradimento. Restano nascoste – si può dire in modo tutt’altro che metaforico – sotto le coperte. Fare l’amore, avere rapporti sessuali è un obbligo sia del marito che della moglie (obbligo ovviamente subordinato alla richiesta dell’altro): a detta della Cassazione, infatti, è possibile un diniego saltuario solo quando vi sono validi motivi contingenti (il classico mal di testa) o se la coppia è già in crisi. Resta scontato che, nonostante l’impegno reciproco, con il matrimonio, ai “doveri coniugali”, compreso quindi il sesso, obbligare il coniuge quando questi non vuole è violenza sessuale. La domanda che ci poniamo in questa sede è però un’altra: se lei non vuole fare l’amore, lui può andare con l’amante? Di fronte alla scoperta di un tradimento, il marito potrebbe giustificarsi sostenendo di non essere soddisfatto della vita sessuale intrattenuta con la moglie, dell’insufficienza dei rapporti avuti con questa e di tutti i dinieghi ricevuti negli ultimi mesi? Cerchiamo di capirlo qui di seguito.

Fare l’amore tra marito e moglie è obbligatorio?

Anche leggendo l’intero codice civile, non troverai mai una norma che parla di rapporti sessuali tra coniugi. Eppure, fare l’amore tra marito e moglie è obbligatorio. Lo si desume – a detta della giurisprudenza – dal dovere della reciproca assistenza morale e materiale, nel quale rientra appunto il sesso. Se è obbligatorio fare l’amore, è anche vero che, non ci si può rifiutare senza una valida giustificazione. La ragione deve essere comunque momentanea: non si può trattare di un “no” definitivo, né di una limitazione quantitativa (ad esempio una volta al mese o, peggio, all’anno). È comunque legittimo dire di no al coniuge che predilige pratiche sessuali svilenti e contrarie a un sano e normale rapporto di coppia. Di tanto abbiamo già parlato in Fare sesso con la moglie o il marito è obbligatorio?

Se il coniuge non vuol fare l’amore cosa si può fare

Cosa rischia chi si rifiuta di fare l’amore? L’altro coniuge non può certo andare dal giudice affinché gli imponga di dire di “sì”; tantomeno obbligarlo ricorrendo a ricatti psicologici o con la violenza (morale o materiale): in questi casi scatterebbe il reato di violenza sessuale. Tutto ciò che si rischia, allora, è che l’ex chieda la separazione con addebito. Con l’addebito, in particolare, viene attribuita la colpa della fine del matrimonio al comportamento dell’altro coniuge.

Se il coniuge non vuol fare l’amore il tradimento è giustificato?

Al pari del rifiuto degli atti sessuali, anche il tradimento è una violazione degli obblighi del matrimonio. In presenza di comportamenti colpevoli da ambo le parti il giudice può dichiarare l’addebito reciproco: una sorta di “pareggio” che non darebbe né al marito né alla moglie la possibilità di chiedere all’altro il mantenimento.

Tuttavia, l’imputazione dell’addebito a carico di un coniuge dipende solo da una circostanza che va verificata caso per caso: la rottura del legame deve essere stata determinata dallo specifico comportamento in contestazione e non da altri e magari pregressi fatti. Così, per fare un esempio, se la moglie abbandona la casa e il marito si trova l’amante, lei non gli può recriminare nulla; se il marito ha dei comportamenti violenti nei confronti della moglie, l’umilia, la mortifica e si comporta in modo prevaricatore non può contestarle l’abbandono del tetto coniugale, sicché l’addebito finisce in capo al primo e non certo alla seconda. Ed ancora, se un coniuge tradisce l’altro perché ha scoperto una relazione extraconiugale del primo, può ben farlo senza subire l’addebito (leggi È lecito il tradimento per ripicca?).

Il semplice fatto che la moglie non voglia fare l’amore non giustifica il diritto del marito di andare con altre donne. Difatti, per non subire l’addebito, questi dovrà dimostrare non solo che detti rifiuti sono stati ingiustificati, ma che hanno determinato una vera e propria crisi irreversibile del matrimonio, con reciproco allontanamento. Questo significa che, se il coniuge “non insiste” o comunque non cerca di comprendere le ragioni dell’astinenza dell’altro, e non gli fa presente che la situazione è per lui intollerabile e che da questa dipende il buon esito del matrimonio, non potrà giustificarsi solo nel momento in cui il suo tradimento viene scoperto. Risulterebbe del resto fin troppo facile una giustificazione di questo tipo.

Del resto non capita raramente che i coniugi non fanno l’amore per un’inerzia reciproca, perché vi è una sorta di “tacito consenso”. E questo situazione non può certo essere considerata come anticamera di una separazione. Anzi, ci sono molte coppie che non hanno più rapporti sessuali da anni ma vivono ugualmente felici (si pensi agli anziani).

Insomma, non è giustificabile un tradimento sulla scorta di uno o più rifiuti a fare l’amore se ciò non abbia già generato una rottura definitiva del legame.

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