Diritto e Fisco | Editoriale

Multe: come evitare di rifare l’esame per la patente

30 maggio 2018


Multe: come evitare di rifare l’esame per la patente

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 maggio 2018



Perdita dei punti della patente: se manca la comunicazione del ministero, si continua a circolare con l’auto.

Chi finisce i punti della patente per aver collezionato troppe multe deve rifare gli esami di guida. Su questo non ci piove: è la natura stessa della patente a punti che lo lascia intuire anche a chi non conosce come funziona il codice della strada. Volendo, prima di finire tutti i punti si può evitare il peggio ricorrendo ai corsi di recupero della patente: 12 ore di lezioni per massimo 6 punti recuperati a volta. In questo modo non rischi di trovarti, sul più bello, a piedi. Cosa che invece succede se perdi tutti i punti o se, nell’arco di un anno, prendi tre contravvenzioni che comportano la sottrazione di cinque punti ciascuna. Ma esiste un modo, in caso di multe, per evitare di rifare l’esame della patente? Esiste, almeno a detta di numerosi tribunali. La conferma la dà una recente sentenza del Tar Lazio [1]. Vediamo di che si tratta.

Quando perdi tutti i punti della patente, il Ministero ti invia una raccomandata con cui ti invita a rifare i quiz di guida per poter recuperare tutti e 20 i punti persi. Ti dà 30 giorni di tempo per farlo, durante i quali puoi comunque continuare a circolare. Se però non provvedi a regolarizzarti, alla scadenza di questo termine resti a piedi: la patente ti viene sospesa a tempo indeterminato. Chi vuole maggiori chiarimenti su questi aspetti può leggere Come recuperare i punti della patente.

Ci si potrebbe a questo punto chiedere: come faccio a sapere quanti punti ho e che li sto per perdere tutti? Lo puoi fare da solo consultando il portale dell’automobilista (http://www.ilportaledellautomobilista.it/) oppure telefonando al numero verde 848782782. Oppure tieni il conto: ogni volta che ti arriva una multa ne prendi nota e li sottrai a quelli rimasti. E qui sta l’aspetto cruciale. A leggere attentamente il codice della strada [2] si intuisce che, dopo la multa, l’anagrafe degli automobilisti è tenuta a mandare una lettera al trasgressore confermandogli il taglio dei punti che gli era stato, in realtà, già anticipato con la multa stessa. La norma non dice entro quanto tempo va fatta questa comunicazione, sicché molti giudici hanno ritenuto che la stessa non sia indispensabile. Ma sul punto non c’è uniformità di vedute. E anzi, la sentenza in commento dimostra che più di un tribunale la pensa diversamente. Così, oltre al Tar Lazio, di recente si è espresso anche il Tar Umbria (ne avevamo parlato in Decurtazione punti patente: comunicazione obbligatoria?). In pratica, secondo questo indirizzo, se perdi tutti i punti della patente ma ogni volta che hai collezionato una contravvenzione non ti è arrivata – dopo la multa – anche la comunicazione dell’anagrafe degli automobilisti, allora pur restando con “zero punti” non ti può essere sospesa la patente a tempo indeterminato. E ciò anche se, nei 30 giorni, non hai fatto l’esame.

In verità questo indirizzo interpretativo è tutt’altro che pacifico. Anzi, la Cassazione ha più volte detto il contrario. Secondo la Corte [3], infatti, non è possibile annullare il provvedimento di revisione della patente di guida per azzeramento del credito lamentando il mancato ricevimento postale delle comunicazioni di decurtazione. Anche perchè alla base di ogni taglio di punti ci deve essere una multa notificata al trasgressore. Dunque l’interessato non può dire di non essere stato informato preventivamente. L’eventuale omessa comunicazione del taglio dei punti della licenza di guida non esclude la validità del provvedimento di revisione, specifica la corte. Le infrazioni sono sicuramente state contestate al trasgressore ed inoltre lo stesso ha sempre facoltà di conoscere in tempo reale lo stato del suo credito residuo. Dunque l’informativa postale non ha alcun valore.

Non è tutto. Oltre alle comunicazioni dei singoli provvedimenti di decurtazione dei punti, il Ministero dei Trasporti deve dimostrare di aver anche notificato all’interessato il provvedimento di revisione della licenza di guida, quello cioè finale con cui gli impone i quiz. Dall’omissione dell’amministrazione ne consegue l’annullamento definitivo dello stop alla patente.

D’altronde la sospensione della patente può essere disposta soltanto se prima risulta notificata la revisione al titolare della licenza: il provvedimento ha proprio la funzione di avvisare l’interessato che deve sottoporsi a una nuova prova di idoneità tecnica teorica e pratica. Ma senza prova di notifica andata a buon fine non decorre il termine di trenta giorni per rifare l’esame.

Può sembrare strano, ma un errore del genere viene spesso ripetuto in presenza di un trasferimento. Sebbene la legge non preveda più l’obbligo per l’automobilista, nel momento in cui cambia casa, di comunicarlo anche alla motorizzazione (ci pensa direttamente il Comune, nel momento in cui viene fatta la dichiarazione di nuova residenza), l’amministrazione spesso non provvede ad aggiornare i propri archivi o le comunicazioni interne si perdono. Fatto sta che le notifiche vengono inviate non poche volte al precedente indirizzo e, chiaramente, non hanno alcun valore legale. Ne consegue che anche le stesse multe, quando non inviate alla nuova residenza, sono illegittime e, con loro, anche le successive cartelle di pagamento.

note

[1] Tar Lazio, sent. n. 1337/18.

[2] Art. 126 bis codice strada.

[3] Cass. sent. n. 9270 del 16.05.2018,

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