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Multa sul parabrezza: cosa succede se qualcuno la butta?

30 maggio 2018


Multa sul parabrezza: cosa succede se qualcuno la butta?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 maggio 2018



Contravvenzioni per divieto di sosta senza avviso sul tergicristallo: è possibile fare la multa senza lasciare il verbale e costringere l’automobilista a pagare le spese postali?

Dopo aver fatto una lunga passeggiata sei tornato all’auto che avevi parcheggiato lungo il marciapiedi. Ti accorgi però che, proprio sullo stesso lato dove avevi lasciato la macchina, tutte quelle in fila prima e dopo di te sono state multate: c’è infatti, attaccato al tergicristalli, un bel verbale per divieto di sosta. Non però sulla tua. Che il vigile ti abbia voluto fare un piacere è fuori discussione: non conosci nessuno alla municipale né tantomeno hai un’auto elegante che può essere scambiata per quella di una persona influente. Non c’è altra spiegazione: qualcuno è passato di lì e si è divertito a strappare le contravvenzioni. Una bravata insomma. Che fare: puoi fingere di non aver ricevuto nulla oppure ti tocca pagare lo stesso? Cosa succede se qualcuno butta la multa sul parabrezza? Ecco la risposta al tuo quesito legale.

Quando si ha a che fare con le multe per divieto di sosta, per parcheggio in doppia fila, nell’area disabili, sulle strisce blu senza pagamento del ticket e, in generale, tutte le volte in cui il proprietario dell’auto non è nelle vicinanze, l’agente lascia sul parabrezza dell’auto un foglio di accertamento della contravvenzione. In realtà non si tratta della vera e propria multa ma solo di una comunicazione di cortesia che consente di pagare entro 15 giorni evitando le spese postali. Il conducente, sia che trovi o che non trovi il foglietto sul tergicristallo, riceverà comunque la multa a casa ed è da quel momento che decorrono i 60 giorni per pagare ed evitare le sanzioni più elevate o i 30 giorni per fare ricorso al giudice di pace.

Peraltro il vigile non ha l’obbligo di lasciare l’avviso sul parabrezza, ben potendo avere terminato i fogli del blocchetto; in tal caso potrà appuntare gli estremi dell’auto in un taccuino per compilare il verbale quando sarà tornato al comando.

Di recente, è stata anche avviata una nuova pratica di contestazione dei divieti di sosta che i giudici hanno ritenuto pienamente legittima: l’auto della polizia circola in prossimità dei marciapiedi e, con una telecamera, riprende le targhe delle auto in divieto. I filmati vengono analizzati in un successivo momento, all’interno dell’ufficio della municipale, ove saranno poi compilate le contravvenzioni.

Quindi non è detto che se sul parabrezza dell’auto lasciata in sosta irregolare non trovi il foglietto di accertamento o bolletta non riceverai la multa a casa. Né potrai contestare quest’ultima per non essere stato messo nella condizione di evitare le spese postali perché non hai ricevuto il foglio di cortesia. Il preavviso di contravvenzione non è obbligatorio e non è previsto da nessuna legge. Si tratta solo di una prassi interna all’amministrazione che consente agli agenti di non perdere tempo nelle operazioni di redazione del verbale, imbustamento e spedizione e che, dall’altro lato, consente al trasgressore di pagare in tempi più brevi senza l’aggravio delle spese di procedura e notifica del verbale vero e proprio. Peraltro, se il soggetto multato si affretta a pagare nei successivi cinque giorni può ricevere l’ulteriore beneficio dello sconto del 30%.

Le ipotesi per cui potresti non trovare l’avviso di cortesia sul parabrezza possono essere numerose: potrebbe essere stata la pioggia a distruggerlo; potrebbe essere stato lo stesso vigile a non aver portato con sé il libretto oppure ad aver terminato i fogli; la contravvenzione potrebbe essere stata elevata mediante rilevatori automatici e con l’ausilio di telecamere; potrebbe essere stato un passante a strappare il foglio o ad appropriarsene per usarlo a proprio vantaggio (c’è chi ritiene che, lasciando l’auto in divieto e apponendo sul parabrezza il foglio di una multa differente, si può trarre in inganno il vigile e fargli ritenere che l’auto sia già stata multata, cosa invece tutt’altro che probabile).

Resta l’obbligo per la polizia di inviare la multa entro 90 giorni da quello dell’accertamento (fa fede la data di spedizione e non quella in cui il verbale viene consegnato). Pertanto la prima cosa da controllare è il rispetto di tale termine.

La contravvenzione che perviene anche un solo giorno dopo è illegittima e può essere annullata o con una richiesta di sgravio in autotutela presentata alla polizia stessa o con un ricorso al giudice di pace (entro 30 giorni) o al prefetto (entro 60).

Se, facendo i debiti conteggi, ti accorgi che il verbale ti è stato recapitato oltre 90 giorni dopo, è bene approfondire la questione. L’approfondimento potrebbe essere più complicato di quanto tu pensi; infatti, non è sempre facile rilevare la data in cui l’atto è stato consegnato alla posta per l’inoltro al destinatario. Qualche Comune ha comunque inserito nei verbali una dicitura del tipo: “Consegnato in data… all’ufficio postale di…” o anche: “Il presente atto conforme all’originale viene notificato al destinatario a mezzo del servizio postale con raccomandata A/R consegnata in data… all’ufficio postale di…”. Ma non esiste un preciso obbligo di legge.

In assenza di diciture del tipo sopra riportato dovrai armarti di pazienza e chiedere indicazioni al comando di polizia che ha emesso l’atto. Se dovessi incontrare difficoltà nel farti dire la data in cui il plico o il flusso elettronico sono stati trasmessi alla posta, puoi prendere penna e carta e fare una richiesta di accesso agli atti che ti garantirà al meglio.

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