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Lo sai che? Fermo amministrativo sull’auto a nome della società: è legittimo?

Lo sai che? Pubblicato il 1 giugno 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 giugno 2018

L’Agenzia delle Entrate Riscossione ha respinto la mia richiesta di annullamento del preavviso di fermo, in quanto non ho provato che il mezzo è strumentale all’attività che svolgo. Non ho mai cambiato lavoro dall’acquisto del mezzo a nome della società effettuato nell’anno 2005 dove avevo la carica di amministratore delegato. Il mezzo è stato da me acquistato con carica di amministratore unico nel 2015 ed io non ha cambiato ne lavoro né società. Inoltre, ho richiesto il 30 marzo tramite pec all’Agenzia delle Entrate Riscossione (lo stesso giorno dell’invio della richiesta di annullamento del fermo auto) le relate di notifica riguardanti le cartelle oggetto del fermo ma non ho ancora avuto risposta se non una richiesta per l’invio del documento d’identità e codice fiscale. Se mi appello al fatto che non posso esercitare la mia attività che mi impegna a continui spostamenti, posso contro il fermo amministrativo ricorrere alla commissione tributaria o ad altra forma di ricorso che mi permetta di circolare? 

L’Agenzia delle Entrate Riscossione necessita di una specifica prova documentale dell’utilizzo professionale/imprenditoriale del veicolo ai fini della non iscrizione del fermo amministrativo. Più precisamente, non basta che il contribuente affermi di aver acquistato il veicolo quando era amministratore dell’azienda; occorre allegare il libretto/carta di circolazione dalla quale risulti la destinazione del veicolo (come auto aziendale), oppure il registro di beni ammortizzabili nel quale rientri l’auto, o ancora la fattura di acquisto intestata all’azienda con Partita Iva. Un conto infatti è dimostrare per il lettore di aver acquistato l’auto quando era amministratore della società, un altro conto è dimostrare che questi ha acquistato l’auto proprio in qualità di amministratore, a prescindere dal fatto che non abbia cambiato lavoro nel corso degli anni.

Purtroppo l’Agenzia delle Entrate Riscossione, soprattutto nell’ultimo periodo – per via delle numerose domande di rottamazione bis delle cartelle -, non riesce ad evadere le richieste di accesso agli atti in tempi brevi. Il consiglio pertanto al lettore è quello, se possibile, di recarsi fisicamente presso gli sportelli per richiedere tutta la documentazione relativa alla sua posizione (estratti di ruolo e relate di notifica).
Per evitare l’iscrizione del fermo amministrativo, il lettore può ricorrere a due strade:
a) richiedere la rateizzazione delle cartelle oggetto del preavviso: è sufficiente il pagamento della prima rata e la procedura viene sospesa (il fermo non verrà iscritto o se già iscritto verrà sospeso); b) presentare ricorso contro il diniego di annullamento del fermo: questa strada è tuttavia sconsigliabile in quanto il lettore non avrebbe i documenti da esibire in giudizio per dimostrare che l’auto è funzionale allo svolgimento dell’attività lavorativa/aziendale.
Per il momento, se l’obiettivo principale del lettore è quello di evitare il fermo, si consiglia di presentare istanza di rateizzazione (72 rate) delle cartelle inserite nel preavviso di fermo. In tal modo egli evita tempestivamente l’iscrizione del fermo auto. Nel frattempo, visto che la rateizzazione non preclude l’impugnazione, quando avrà contezza di tutti gli estratti di ruolo e delle relate di notifica, il lettore potrà valutare il ricorso per l’annullamento delle cartelle non dovute (per esempio perché non regolarmente notificate o prescritte). 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone


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