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Oneri tariffari ARIM e ASOS per consumi di energia elettrica

8 giugno 2018


Oneri tariffari ARIM e ASOS per consumi di energia elettrica

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 giugno 2018



La nostra società gestisce istallazioni illuminate, ad esempio le pensiline delle fermate dei mezzi pubblici. Riceviamo per ognuno di questi impianti distinte fatture, in totale circa 20.000 fatture all’anno in totale. L’introduzione dell’aumento della “spesa oneri di sistema”, ARIM e ASOS, ha comportato un incremento considerevole dei costi, stimabile in circa 50.000 euro all’anno. L’incidenza di questa voce è praticamente raddoppiata, spesso superando anche il costo dell’energia stessa, che per la tipologia degli impianti è molto modesta. È corretto che vengano addebitati questi oneri allo stesso soggetto e su ogni singola fattura, a prescindere dal numero dei contratti? Cosa si può fare per ridimensionare l’ammontare totale della spesa?

Come noto, l’ARERA (Autorità di regolazione per Energia, Reti e Ambiente) ha deliberato (delibere 481/2017/R/eel e 922/2017/R/eel) le aliquote degli oneri generali di sistema da applicare, a decorrere dal 2018, a tutte le tipologie di contratto di fornitura di energia elettrica (contratti  domestici e non). In particolare, gli oneri di sistema sono stati distinti nelle seguenti componenti tariffarie:
– Oneri generali relativi al sostegno delle energie rinnovabili ed alla cogenerazione ASOS.
– Rimanenti oneri generali ARIM. 

Le componenti tariffarie ASOS e ARIM sono espresse in centesimi di euro/punto di prelievo per anno, centesimi di euro/kW impegnato per anno e centesimi di euro/kWh.
La componente ASOS è a copertura degli oneri generali relativi al sostegno delle energie rinnovabili ed alla cogenerazione CIP 6/92. Essa viene applicata in maniera distinta a seconda che un utente sia o meno incluso nelle imprese a forte consumo di energia elettrica, e, per quest’ultime, a seconda della classe di agevolazione. 

La componente ARIM è prevista a copertura degli oneri generali diversi da quelli coperti dalla componente ASOS e viene invece applicata in maniera indifferenziata rispetto alle classi di agevolazione di cui sopra.
Gli oneri generali di sistema, considerati legittimi in virtù degli obiettivi strategici per i quali sono stati deliberati, vengono applicati alle singole fatture, anche se relative al medesimo soggetto e comunque per ogni contratto di fornitura. 

È quindi legittima e incontestabile l’applicazione degli oneri generali Asos e Arim per ogni fattura e a prescindere dal numero di contratti. Inoltre si tratta di misure fisse, valide per tutti gli operatori del settore elettricità, e che non possono pertanto essere soggette a modifica.
Sarebbe opportuno verificare piuttosto la correttezza delle aliquote applicate, dal momento che, secondo quanto affermato dalla società lettrice, gli oneri in questione supererebbero addirittura il prezzo della fornitura. 

A tal proposito, la delibera Arera 921/2017/R/eel ha distinto le varie classi di agevolazione in base alle quali si computa la componente Asos. Si riportano di seguito a titolo esemplificativo:

1) Classe 0: tutti i clienti finali non rientranti nel novero delle imprese a forte consumo di energia elettrica di cui all’articolo 3 del decreto 21 dicembre 2017 nonché le utenze di tipo domestico, anche se nella titolarità di imprese a forte consumo di energia elettrica; 

2) Classi VAL.x: imprese a forte consumo di energia elettrica che hanno i requisiti di cui all’articolo 4, comma 1, lettera a), del decreto 21 dicembre 2017, secondo la seguente articolazione: 

– Classe VAL.1, per le imprese con intensità elettrica su VAL maggiore o uguale al 20% e inferiore al 30%; 

– Classe VAL.2: per le imprese con intensità elettrica su VAL maggiore o uguale al 30% e inferiore al 40%;Classe VAL.3: per le imprese con intensità elettrica su VAL maggiore o uguale al 40% e inferiore al 50%;

– Classe VAL.4: per le imprese con intensità elettrica su VAL maggiore o uguale al 50%;
3) Classi FAT.x: imprese a forte consumo di energia elettrica che hanno i requisiti di cui all’articolo 4, comma 1, lettera b), del decreto 21 dicembre 2017, secondo la seguente articolazione: 

– ClasseFAT.1:impreseconintensitàelettricasufatturatomaggioreougualeal2%eminore o uguale al 10%;

– Classe FAT.2: imprese con intensità elettrica su fatturato maggiore del 10% e minore o uguale al 15%;

– Classe FAT.3: imprese con intensità elettrica su fatturato superiore al 15%.
Per maggiori approfondimenti sulle tariffe obbligatorie per i servizi di distribuzione e misura dell’energia elettrica per i clienti finali non domestici, è possibile consultare le tabelle allegate alla Delibera 882/2017/R/eel (disponibile al seguente link www.arera.it/it/docs/17/882-17.htm). Come si può notare, si tratta di dati tecnici, comprensibili soltanto con l’ausilio degli operatori, al fine di individuare la classe di appartenenza e il calcolo della tariffa.

Premesso quanto sopra, si suggerisce alla società lettrice di presentare agli operatori di energia elettrica un reclamo per verificare i criteri di quantificazione degli oneri di sistema e, più precisamente, delle aliquote applicate, al solo fine di valutarne la correttezza e legittimità a fronte dei criteri stabiliti dall’ARERA. Le possibili contestazioni potrebbero infatti riguardare soltanto il quantum degli oneri addebitati e non la debenza, in sé incontestabile a causa dell’applicazione indifferenziata a tutte le tipologie di contratto di fornitura di energia elettrica.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone  

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