Diritto e Fisco | Editoriale

Lettera anonima: come si scrive e che valore ha

31 Maggio 2018


Lettera anonima: come si scrive e che valore ha

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 Maggio 2018



Come scrivere, spedire e firmare la segnalazione anonima: il valore legale delle lettera inviata alla polizia, ai carabinieri, al datore di lavoro, all’ordine professionale.

La paura di una possibile ritorsione è la principale ragione per cui si fa ricorso alle lettere anonime per segnalare comportamenti scorretti o illeciti tenuti da altre persone e ottenerne la punizione. Ma vi ricorre anche chi non vuole esporsi personalmente per la vicinanza al soggetto accusato, chi ha con questi rapporti di parentela o di lavoro, chi non è sicuro delle proprie affermazioni e tuttavia spera che vengano eseguiti i dovuti accertamenti. La lettera anonima è una via di mezzo tra il “lasciar correre” e il proporre una formale denuncia. Non sono pochi gli italiani che inviano la lettera anonima alla finanza, alla procura della Repubblica, all’Ispettorato del Lavoro, ai carabinieri, all’Agenzia delle Entrate, alla moglie tradita, al datore di lavoro, all’amministratore di condominio. Ma come si scrive una lettera anonima e che valore ha nel nostro ordinamento? Di tanto parleremo nel seguente articolo.

Come scrivere una lettera anonima?

Chi vuol segnalare un comportamento scorretto e non metterci la faccia ha la facoltà – non invece il diritto – di inviare una lettera anonima. Questo chiarimento è essenziale perché il destinatario non ha il dovere di prendere in considerazione la lettera anonima, anche se si tratta di una autorità pubblica come la polizia o il Comune. La segnalazione non firmata, infatti, lascia libero chi la riceve di strapparla o di dar corso a più approfondite indagini. Chiaramente, l’indagine avviata sulla base di una lettera generica (e tale è spesso quella non sottoscritta onde non rendere evidente l’identità del suo autore) è molto più difficile da eseguire, mancando gli elementi di prova su cui esso è fondato (peraltro non è infrequente procedere prima con l’audizione del soggetto denunciante).

Ma come si scrive una lettera anonima? Innanzitutto è bene non utilizzare email o posta elettronica certificata che consentono sempre di risalire al suo autore. Si può sempre utilizzare degli appositi servizi disponibili online che consentono di aprire account provvisori in perfetto anonimato, ma bisogna stare attenti a non connettersi dal wifi di casa propria visto che, diversamente, la polizia postale sarebbe in grado di risalire all’ID della connessione.

La lettera anonima è, per antonomasia, necessariamente scritta. Anche la forma della scrittura non deve consentire di risalire al suo autore mediante una perizia calligrafica, cosa possibile anche scrivendo in stampatello. Se, per ipotesi, l’autore della segnalazione dovesse accusare di un reato una persona che invece sa essere innocente potrebbe essere incriminato per calunnia nell’ipotesi in cui, sussistendo qualche sospetto sulla sua identità, il giudice dovesse avviare una perizia calligrafica.

Dunque, il modo migliore per scrivere una lettera anonima è utilizzare il computer e la stampante. Quanto alla possibilità di risalire alle impronte digitali lasciate sul foglio di carta, è da escludere che una tale indagine – se mai fosse possibile anche dopo i numerosi passaggi di mano che la busta subisce all’ufficio postale – possa essere effettuata per questioni di poco conto. Di solito attività ispettive di questo tipo vengono eseguite per crimini particolarmente gravi ed efferati come il contrabbando, il terrorismo internazionale, la strage, ecc. In ogni caso, qualora il mittente volesse essere sicuro anche di ciò ed escludere la possibilità di inviare un foglio di carta con le tracce delle proprie “dita” può sempre usare il sistema della raccomandata senza busta: seguendo le istruzioni che abbiamo dato nella guida Come spedire una raccomandata senza busta, egli farà in modo che il documento su cui è contenuto il testo della segnalazione sia anche la stessa busta con cui questo viaggia. In tal modo ci sarà una contaminazione delle impronte digitali da rendere pressoché impossibile risalire al suo autore.

Come firmare una lettera anonima?

Fin troppo scontato dire che la lettera anonima non deve essere firmata. Lo spazio ove viene normalmente apposta la sottoscrizione deve quindi essere lasciato bianco. L’utilizzo di uno pseudonimo di fantasia o di un nome e cognome falso non rende la segnalazione da “anonima” a “nominativa” e, quindi, non cambia le sorti del procedimento che, come detto, sarà facoltativo e non obbligatorio.

Come inviare la lettera anonima?

Una volta scritto il testo della lettera al computer andrà stampato in casa o presso qualsiasi negozio, avendo però cura a non salvare il file e lasciarlo nella disponibilità di un terzo. Dopodiché si potrà andare dal tabacchino, affrancare la busta con un francobollo di posta ordinaria e immettere in una cassetta delle lettere.

I più maniaci della segretezza potranno recarsi in un altro Comune e spedire da lì la lettera anonima, di modo da non lasciare tracce neanche della provenienza geografica del mittente ed eludere anche i minimi sospetti.

Lettera anonima: cosa deve contenere

Affinché una lettera anonima possa suscitare l’interesse del destinatario è necessario che sia credibile. Questo significa che la contestazione deve essere precisa, dettagliata e deve, compatibilmente con la natura anonima della stessa, riferire le prove su cui si fonda (allegandole o indicando dove è possibile reperirle). Sarà necessario descrivere minuziosamente l’illecito che si intende segnalare, la data nonché l’occasione in cui lo stesso è stato commesso. Tanto per fare un esempio, la segnalazione secondo cui un negoziaante non emette gli scontrini fiscali è fin troppo generica: sarebbe più opportuno dire che, in più occasioni (indicando quali) ci si è recati nell’esercizio commerciale in questione per acquistare determinati oggetti (specificare la natura) e che non è stato emesso lo scontrino.

A nulla vale dire che un avvocato o un medico non ha voluto emettere la fattura a richiesta del cliente se quest’ultimo non può essere identificato per accertare l’illecito.

Se si vuole segnalare al datore di lavoro il comportamento scorretto di un dipendente (ad esempio la commessa di un negozio) bisognerà spiegare le ragioni di tale contestazione indicando l’occasione in cui è stato realizzato il comportamento in contestazione e descrivendolo quanto più dettagliatamente possibile.

Lettera anonima: che valore legale ha?

Come abbiamo anticipato in apertura, è semplice facoltà, ma non dovere, di chi riceve una lettera anonima di avviare indagini o accertamenti. Lo stesso valore delle indagini eventualmente originate da una segnalazione anonima a volte è più debole del normale. Se però vogliamo capire bene che valore legale ha una lettera anonima dobbiamo analizzare le singole ipotesi. Ecco le principali.

Lettera anonima al datore di lavoro

Una segnalazione anonima all’azienda non determina in automatico l’avvio di un procedimento disciplinare, procedimento che, per legge, deve essere (oltre che scritto e tempestivo) specifico,  deve cioè indicare al dipendente i singoli comportamenti contestati e le occasioni in cui questi sono stati commessi. Una lettera priva di firma non può che essere, per sua stessa natura, generica (diversamente, nell’indicare le circostanze di luogo e di tempo dell’illecito finirebbe anche per identificare il suo mittente o quantomeno restringere la cerchia dei soggetti). Anche lo stesso datore di lavoro non può avviare una contestazione sulla base di mere illazioni non supportate da prove; in caso contrario le eventuali sanzioni sarebbero illegittime.

Denuncia e querela anonimi

Non sono ammessi, nel nostro ordinamento, querele anonime. Le querele riguardano quei reati perseguibili a richiesta di parte (evidentemente la vittima). Se la vittima non è identificabile non può avviarsi il procedimento penale, visto che solo questa – e non terzi – hanno la possibilità di chiedere la punizione del colpevole (la lettera anonima invece non garantisce l’identificazione del mittente e quindi la sua legittimazione ad avviare il procedimento penale). Ad esempio, se un vicino di casa ti ha minacciato e vuoi querelarlo, non puoi inviare una querela anonima ai carabinieri, ma dovrai necessariamente metterci la faccia. Lo stesso dicasi, ad esempio, in caso di diffamazione.

Parzialmente diverso è il caso della denuncia. La denuncia si ha invece per quei reati perseguibili anche d’ufficio, ossia su iniziativa della Procura della repubblica, dietro segnalazione delle pubbliche autorità (polizia, carabinieri, ecc.) o degli stessi privati. Quindi, non essendo la segnalazione del cittadino un elemento essenziale per far partire il procedimento, la denuncia anonima avrà una funzione di semplice “solletico” all’autorità giudiziaria, che poi potrà valutare se avviare o meno le indagini. In teoria la denuncia anonima non può essere ritenuta valida. L’impossibilità di raccogliere una denuncia anonima è disposta anche al fine di garantire il diritto alla difesa al presunto reo, che solo conoscendo i fatti che gli vengono addebitati e l’autore di tali dichiarazioni può provvedere a una valida tutela dei propri diritti. Secondo la Cassazione però le indagini avviate da una denuncia anonima sono legittime anche se non può dar vita ad atti tipici di indagine come perquisizioni, sequestri e intercettazioni telefoniche, trattandosi di atti che possono essere disposti sono in presenza di gravi indizi di colpevolezza. Ma l’informativa inviata in modo anonimo da un comune cittadino può comunque stimolare l’attività di indagine d’iniziativa della polizia giudiziaria.

Esposto anonimo alla polizia, al Tribunale o alla Procura della Repubblica

Abbiamo appena detto che ogni denuncia anonima, anche se indirizzata al Tribunale, al Pubblico Ministero o alla Procura della Repubblica, finisce automaticamente in archivio. Ciò vale, dunque, per tutte le lettere prive di firma o di ogni altro elemento utile a identificare il mittente. A differenza della denuncia e della querela, tuttavia, l’esposto può essere anonimo. L’esposto è una semplice segnalazione senza però richiesta di avvio di indagini penali o amministrative. Con l’esposto ti limiti a segnalare un fatto (quasi a dire: guarda polizia che secondo me in quel posto vendono auto usate, vedi tu se ho ragione, se c’è bisogno di intervenire). Tale atto, benché possa costituire una valida segnalazione per l’autorità giudiziaria non potrà essere utilizzato (né prodotto) in nessun processo e, soprattutto, non consentirà a chi svolge le indagini di approfondire i temi esposti, non sapendo a chi potersi rivolgere per un riscontro. Ciò non toglie che l’esposto anonimo sia ammesso dalla legge. Ad esempio, con un esposto puoi segnalare al Comune che il tuo vicino ha commesso un abuso edilizio. Leggi a riguardo Esposto anonimo e Facsimile denuncia anonima abuso edilizio.

Denuncia anonima dell’azienda all’Ispettorato del Lavoro

È lecita la denuncia anonima del proprio datore di lavoro all’Ispettorato del Lavoro. Il datore però avrà diritto a prendere visione degli atti da cui è partito il procedimento. Sul punto leggi Denunciare l’azienda in forma anonima all’Ispettorato del Lavoro. In questo modo potrai anche denunciare la presenza di lavoro irregolare o lavoro nero.

Denuncia anonima alla Guardia di Finanza o all’Agenzia delle Entrate

Le segnalazioni fatte alla finanza o all’agenzia delle Entrate per evasione fiscale devono essere nominative. Gli stessi moduli scaricabili dai relativi siti presentano lo spazio per indicare il nome e cognome del mittente. Questo non toglie che il cittadino possa sempre inviare una segnalazione anonima all’Agenzia delle Entrate o alla Guardia di Finanza nei confronti di un’altra persona. Non appena arriva una raccomandata, infatti, l’amministrazione è tenuta a protocollarla e, quantomeno, ad aprirla e leggerla. Il che non esclude che qualche ispettore o funzionario possa ritenere l’esposto fondato e andare a effettuare ulteriori indagini, sia pure dalla propria scrivania. Ma la segnalazione anonima presenta due “controindicazioni”. Innanzitutto non è necessario rispondere (del resto, a chi si deve rispondere se il mittente è anonimo?). In secondo luogo il fisco non è tenuto ad avviare l’indagine, ben potendo l’esposto anonimo rimanere lettera morta. Non solo. Anche qualora la Finanza o l’Agenzia delle Entrate decidano di avviare un’indagine, resterebbero preclusi alcuni degli strumenti più incisivi che ha il fisco per stanare l’evasione, come perquisizioni, intercettazioni e sequestri. Non in ultimo, non essendo la denuncia anonima un grave indizio di evasione, l’Agenzia delle Entrate non ha la possibilità di richiedere al giudice l’accesso al domicilio fiscale del contribuente per sottoporlo a verifica.

Lettera anonima alla moglie o al marito tradito

L’invio di lettere anonime che denunciano il tradimento di un coniuge è considerato reato: quello di molestia o disturbo alle persone. Il destinatario potrà sporgere denuncia contro ignoti e se le indagini dovessero avere risultato positivo, il colpevole sarà costretto a difendersi in un procedimento penale.

Lettera anonima a un giornale

La lettera anonima inviata a un giornale e da questo pubblicata, contenente accuse nei confronti di un soggetto, potrebbe invece integrare il reato di diffamazione. Lo stesso dicasi della missiva spedita ai parenti della vittima.

Lettere anonime minacciose

Scatta il reato di  minaccia nel caso di cui il contenuto della lettera anonima sia tale coartare la libertà morale del destinatario anche mediante riferimenti indiretti o allusivi. Ad esempio, secondo la Cassazione è reato spedire una lettera anonima ove si fa riferimento alla vita privata e ai familiari del destinatario in maniera chiaramente allusiva al pericolo di cagionare un male ingiusto alla vittima, incidendo sui suoi affetti ed interessi, pur senza dare testuale conto di ciò.


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1 Commento

  1. certo, ovvio è che proprio voi scrivete che è inutile segnalare un avvocato che non emette fattura. eppure niente è più semplice che andare in tribunale vedere le cause che ha in corso l’avvocato x e andare a verificare quante fatture ha emesso in base alle cause che ha trattato. il 90% non emette fatture!

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