Diritto e Fisco | Editoriale

Multa con contestazione immediata: che fare?

31 maggio 2018


Multa con contestazione immediata: che fare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 maggio 2018



Diritti e doveri dell’automobilista a cui la polizia o i carabinieri hanno intimato lo stop per l’elevazione della contravvenzione: le perquisizioni, la firma del verbale e le giustificazioni da far riportare sul verbale stesso.

Quando la polizia stradale o quella municipale ti fermano per un controllo e, successivamente, ti consegnano una multa, si innesca un meccanismo detto contestazione immediata della contravvenzione. Questa procedura, che può apparirti eccezionale, è in realtà la regola: tutti gli automobilisti devono infatti potersi difendere immediatamente, senza dover essere costretti a ricorrere, in un momento successivo, al giudice. Chiaramente, ci sono dei casi in cui la contestazione immediata è impossibile, casi che però sono così ampi da essere divenuti la stragrande maggioranza: si pensi ai controlli con tutor e autovelox fuori dai centri urbani o sulle strade a scorrimento; al passaggio col semaforo rosso; all’inversione a “U” e a tutte le altre manovre che darebbero vita a un inseguimento pericoloso per la circolazione. In questo articolo ci occuperemo invece dei diritti e doveri dell’automobilista quando viene fermato e gli viene consegnato il fatidico verbale. In caso di multa con contestazione immediata, che fare? Ecco alcuni utili suggerimenti per evitare di non peggiorare le cose.

Cos’è la contestazione immediata

Il codice della strada [1] stabilisce che ogni infrazione al codice stesso deve essere contestata immediatamente. Significa che l’agente di polizia deve intimare l’alt al trasgressore, contestargli a voce  la violazione commessa, redigere dopo il relativo verbale, farlo firmare al conducente e consegnargli una copia. La consegna si considera come ufficiale notifica, per cui non verrà più spedita la multa a casa. Il vantaggio è che, così facendo, il trasgressore evita i costi di notifica (da 6 a 10 euro); lo svantaggio però è che esclude in radice la possibilità di contestare la multa per i consueti vizi di notifica quale, ad esempio, la spedizione dopo il 90° giorno dall’infrazione o l’invio a un indirizzo sbagliato, vizi che rendono il verbale illegittimo.

È in questa fase che comincia la difesa dei tuoi diritti: devi pertanto sapere cosa fare in caso di multa con contestazione immediata.

I diritti dell’automobilista in caso di contestazione immediata

È diritto dell’automobilista non firmare il verbale: da ciò non deriva alcuna sanzione. Così come è suo diritto rifiutarne la consegna; in tale ipotesi gli verrà spedita la multa a casa con tutti gli oneri postali che ne derivano.

Tieni conto che la tua firma può tranquillamente essere sostituita da una dichiarazione scritta dell’agente che attesta nel verbale il tuo rifiuto.

Di recente è stata introdotta la possibilità di invio delle multe tramite posta elettronica certificata: laddove il proprietario dell’auto sia un soggetto tenuto ad avere una Pec (società, autonomo o professionista) questi dovrà dare al verbalizzante il proprio indirizzo email. Per gli altri cittadini si tratta di una semplice facoltà.

I doveri dell’automobilista in caso di contestazione immediata

Innanzitutto l’automobilista cui sia intimato l’alt dalla polizia ha l’obbligo di fermarsi. Se non lo fa non commette però (come qualcuno ha pensato in passato) il reato di resistenza a pubblico ufficiale, ma un semplice illecito amministrativo passibile di multa. Multa che, per ovvie ragioni, non può essere contestata immediatamente, ma sarà notificata a casa, al pari di un comune eccesso di velocità o passaggio col rosso. La contravvenzione va da 84 a 335 euro: non molto per chi ha tanto da rischiare (pensa alla guida in stato di ebbrezza). Sul punto leggi Non fermarsi all’alt di carabinieri e polizia: quali rischi?

Se l’automobilista si ferma all’alt ha l’obbligo di mostrare la patente, la carta di circolazione e tutti gli altri documenti che gli vengono richiesti (ad esempio il certificato del contratto con l’assicurazione che, a differenza del tagliando, va conservato in auto, ma non necessariamente esposto).

Perquisizioni e ispezioni

Immaginiamo ora che la polizia (stradale o municipale) o i carabinieri ti chiedano di aprire il bagagliaio ed, eventualmente, anche le valigie per far vedere loro cosa porti con te. Sei tenuto a farlo se non c’è un “mandato” del giudice? La risposta è affermativa. Gli agenti possono procedere a ispezionare l’auto. Non si tratta di una attività di perquisizione vera e propria, per cui non serve un provvedimento di autorizzazione dell’autorità giudiziaria (come richiesto dalla Costituzione). Pertanto sei tenuto a collaborare. La resistenza passiva – ossia il rifiuto a collaborare – non può essere considerato un reato di resistenza a pubblico ufficiale; se, ad esempio, all’invito di aprire il portabagagli tu dovessi dire all’agente «Fallo tu» questo non potrebbe incriminarti.

Attenzione all’oltraggio a pubblico ufficiale

Ricordati che tutto ciò che dirai contro il pubblico ufficiale di offensivo potrebbe – ma non è detto che succeda – integrare il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. Affinché scatti questo reato sono necessarie quattro condizioni:

  • la frase offensiva;
  • il luogo pubblico (ad esempio la strada) o aperto al pubblico (il parcheggio privato);
  • la presenza di almeno due persone (quindi se siete tu e il vigile non puoi commettere reato);
  • l’offesa deve essere proferita mentre l’agente svolge le proprie funzioni e proprio a causa di ciò (e non di altri motivi come ad esempio delle rivalità personali tra vicini di casa).

Quale difesa in caso di multa con contestazione immediata?

L’automobilista che viene fermato dalla polizia ha il diritto di difendersi. Del resto è proprio questo lo scopo della contestazione immediata. Non perciò però ha il diritto di chiamare il proprio avvocato e di chiedere che si proceda solo in sua presenza. A meno che non si proceda con l’etilometro: in questo caso, infatti, la polizia ha il dovere di avvisare il conducente della possibilità di farsi assistere da un difensore (in caso contrario, sia la multa che il procedimento penale sono illegittimi).

La prima facoltà che può esercitare l’automobilista per difendersi è chiedere all’agente di spiegare quale infrazione è stata commessa e quale norma del codice della strada è stata violata. Ottenute queste informazioni puoi spiegare la ragione del tuo comportamento e motivarlo sulla base, ad esempio, di una necessità improvvisa e urgente che non ti ha consentito di fare altrimenti. Se le tue spiegazioni non dovessero essere ritenute sufficienti e il vigile eleva ugualmente il verbale hai una seconda opportunità di tutela che è senz’altro la più rilevante in questa fase.

Mettere a verbale le proprie affermazioni

È diritto di ogni automobilista, che sia stato fermato dal pubblico ufficiale per la contestazione immediata, far mettere a verbale le proprio dichiarazioni [2]. L’agente potrà anche farne una sintesi a condizione che non ne stravolga il senso. Si tratta di un passaggio importante poiché, in un successivo ricorso al giudice, le dichiarazioni inserite verranno valutate con attenzione. Ad esempio, se si superano i limiti di velocità per consegnare al pronto soccorso un passeggero che sta male, sarebbe quantomeno singolare non dichiararlo subito; sicché ogni successiva contestazione in merito potrebbe apparire infondata anche dal giudice. Potresti anche dire che un segnale strada non è visibile o è coperto dalla vegetazione.

Le dichiarazioni quindi devono riguardare situazioni che possano essere di conforto alla tua difesa e giuridicamente accoglibili: la semplice fretta o la distrazione non sono giustificazioni.

Se l’agente si rifiuta di riportare le tue dichiarazioni puoi anche rifiutarti di firmare il verbale.

Ricordati soprattutto che il vigile, se vuole, può annullare la multa lasciata sul parabrezza.

note

[1] Art. 200 cod. str.

[2] Art. 383 Dpr 495/1992.

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