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Cane randagio: cosa fare?

23 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 giugno 2018



Come potete procedere se trovato un cane abbandonato o senza padrone: denuncia all’asl veterinaria, adozione o canile? Il cane di quartiere: caratteristiche e responsabilità.

Il cane randagio è sicuramente parte della nostra vita quotidiana. Soprattutto nei piccoli centri, magari circondati ancora dalla campagna, il cane randagio è ancora frequente. Ed allora se incontri un cane randagio cosa puoi o devi fare? Lo puoi portare in casa tranquillamente, senza fare altro oppure devi denunciarlo ed affidarlo alle autorità competenti? E se lo curi, ma all’esterno della tua abitazione, rendendolo stabile nei dintorni della tua residenza, ciò è consentito?

Cane randagio: l’adozione

Se trovi un cane randagio per strada, la cosa più semplice da fare è l’adozione. Ovviamente, se lo fai è perché evidentemente hai notato che l’animale in questione è mansueto. Ebbene, questo nobile gesto non può limitarsi all’accoglienza e basta. Infatti se trovi ed accogli in casa tua un cane randagio devi assumertene tutte le responsabilità, denunciandolo e registrandolo all’anagrafe canina (quale nuovo proprietario dello stesso), facendogli innestare il microchip per poterlo identificare successivamente e non solo (dovete recarvi presso l’asl veterinaria di zona) e vaccinandolo secondo quanto previsto dalla legge. Ovviamente non dimenticate che un cane randagio potrebbe essere un animale perso da qualcuno. Ed allora, se ha il microchip, potrà essere restituito al suo proprietario. Si tratta pertanto, di un modo molto semplice per risolvere ogni problema, ma se incontri un cane randagio e non hai alcuna intenzione di prendertene carico cosa devi fare?

Cane randagio: chi devo chiamare?

Se incontri un cane randagio non sei certamente obbligato a prendertene cura. Magari non sei un amante degli animali o non hai spazio in casa oppure, più semplicemente, si tratta di un animale dall’aspetto pericoloso. Ed allora chi devi chiamare? La polizia municipale del vostro comune è sicuramente il primo riferimento: ricordatevi, infatti, che è il comune ad essere responsabile degli animali presenti all’interno del suo territorio. Ed allora, la polizia municipale, investita del problema, dovrebbe chiamare l’asl sanitaria canina di zona per la concreta cattura del cane randagio e per l’accompagnamento dello stesso presso le strutture di accoglienza comunali oppure presso quelle convenzionate con l’ente. Se volete un consiglio, non limitatevi alla semplice segnalazione telefonica, ma recatevi presso l’ufficio più vicino per una segnalazione scritta: soprattutto nei comuni più piccoli e peggio amministrati, non sempre c’è un’efficiente gestione delle descritte situazioni. Pertanto, una prova scritta della vostra denuncia sulla presenza nel territorio di un cane randagio, magari potenzialmente pericoloso per la pubblica incolumità o la salute, potrebbe tornarvi utile per eventuali circostanze successive e per invocare la dovuta responsabilità del comune (ad esempio se il cane morde qualcuno oppure continua a bazzicare dalle vostre parti, molestando le persone, abbaiando e ringhiando ai passanti).

Cane di quartiere

Se trovate un cane randagio ed è mansueto e carino, ma non avete alcuna intenzione di accoglierlo presso la vostra abitazione (ad esempio, avete vostra suocera in casa ed avete paura che se lo possa mangiare…), una soluzione al problema potrebbe essere quella del cosiddetto cane di quartiere. Previsto ormai da tutti i regolamenti regionali attuativi della legge in materia [1], il cane di quartiere è sostanzialmente quello che può essere lasciato libero di circolare tranquillamente nel territorio del comune. Ovviamente deve trattarsi di una cane mansueto che non minaccia o disturba nessuno, dovrà essere regolarmente microchippato e vaccinato e ne dovrà essere individuato un responsabile (tecnicamente definito tutore).

Cane di quartiere senza un responsabile

È assai frequente, vedere che alcune persone, trovato un cane randagio, vogliono poi trasformarlo in cane di quartiere senza fare nulla, cioè semplicemente facendolo stanziare all’esterno della propria abitazione, dandogli da mangiare e qualche carezza ogni tanto: ma è possibile? Assolutamente no. È sicuramente un abuso della legge regionale di riferimento ed attuativa di quella nazionale, ma soprattutto può essere di fastidio a chi non è d’accordo con l’uso indiscriminato del territorio pubblico (cioè quello comunale). Ricordatevi, infatti che la cura e la custodia di un cane, privo di un soggetto responsabile e potenzialmente pericoloso per l’incolumità e la salute pubblica, non è assolutamente consentito. In un caso come quello descritto, chi non è d’accordo con quanto sta avvenendo, non può far altro che denunciare i fatti(fate una denuncia/segnalazione scritta e non limitatevi ad una semplice telefonata) alla polizia municipale (per invocare la dovuta responsabilizzazione del comune in merito) o ai carabinieri: tenete conto che potrebbe persino configurarsi un illecito amministrativo a carico dell’autore dell’abuso, con relativa sanzione amministrativa per il responsabile (in particolare, si potrebbe applicare l’ipotesi dell’omessa custodia o mal governo degli animali, attualmente depenalizzata e degradata ad illecito amministrativo).

note

[1] Legge 281/191

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