Diritto e Fisco | Editoriale

Quanti debiti può avere un debitore?

31 maggio 2018


Quanti debiti può avere un debitore?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 maggio 2018



Quando il debito fa scattare il penale e quando invece scattano ulteriori conseguenze. La segnalazione alla Centrale Rischi e i limiti per il debitore.

A tutto c’è un limite. C’è un limite, ad esempio, di multe oltre il quale ti viene revocata la patente (massimo tre in un anno con 5 punti ciascuna); c’è un limite alla possibilità di ritardare il pagamento dell’affitto oltre il quale vieni sfrattato (20 giorni dopo la scadenza); c’è un limite alle assenze di malattia dal lavoro (il periodo di comporto indicato dal contratto collettivo). Esiste anche un limite massimo ai debiti che una persona può avere? Immaginiamo che un soggetto abbia contratto un debito con la banca e poi abbia riconosciuto a una finanziaria la cessione del quinto dello stipendio: potrebbe, eventualmente, cedere un altro quinto oppure ottenere ulteriori prestiti privati? Cosa succede se una persona è troppo indebitata? Se ti stai chiedendo quanti debiti può avere un debitore, qui di seguito ti daremo qualche dritta che ti consiglio di tenere a mente nel momento in cui andrai a fare shopping.

Se vuoi sfuggire dai debiti, ne devi fare tanti!

I debiti di solito nascono da contratti, ossia da accordi tra privati. In alcuni casi, il debito può scaturire da un atto illecito, molto spesso involontario, ma comunque colpevole (si pensi al morso di un cane, alle tubature dell’appartamento che hanno rovinato il soffitto di quello di sotto, ad una causa persa, a un incidente stradale, ecc.). Poi ci sono i debiti col fisco, quelli cioè di chi non paga le tasse o che non rispetta gli adempimenti richiesti dalla normativa tributaria (ad esempio il mancato invio della dichiarazione dei redditi o la fruizione di sgravi che non competono). In tutti questi casi il debitore contrae il debito con soggetti diversi che non necessariamente sono a conoscenza delle altre obbligazioni pendenti sulla medesima persona. In questi termini, non è raro scoprire di avere un credito con una persona talmente indebitata da non poter far fronte neanche uno solo dei propri obblighi. È vero: esistono delle scorciatoie per togliersi un debito di dosso ma è anche vero che più sono elevati i debiti, minore è la possibilità di pagarli tutti. Ecco perché, provocatoriamente, si dice che se vuoi sfuggire ai creditori ne devi avere tanti: è lo stesso creditore che, reputando improbabile il recupero dei propri soldi, abbandonerà l’azione esecutiva, fonte per lui solo di costi.

Ma, al di là di come le persone si comportamento, cosa prevede a riguardo la legge? Quanti debiti può avere un debitore? Cerchiamo di scoprirlo qui di seguito.

Esiste un limite di debiti che si possono avere?

Da quanto abbiamo appena detto è chiaro desumere che non esiste un limite di debiti: la stessa persona può quindi avere delle esposizioni particolarmente rilevanti con le banche o con i privati e le conseguenze, in tal caso, sono le stesse di chi invece ha debiti per piccoli importi. Posto infatti che in Italia non si fa in carcere se non si pagano i creditori, l’unica arma che questi ultimi hanno per far valere i propri diritti è il pignoramento.

In casi eccezionali, però, esistono dei limiti ai debiti superati i quali, oltre al normale pignoramento, sono previste ulteriori conseguenze.

Limite debiti fiscali

Il primo di questi casi riguarda i debiti col fisco. L’evasione fiscale non è un reato solo se non supera predeterminate soglie. Oltre queste, invece, scatta il penale. Vediamo quali sono:

  • debiti Iva: 250mila euro annui;
  • debiti per contributi previdenziali: 10mila euro annui;
  • debiti per omesso versamento ritenute: 150mila euro annui;
  • debiti per dichiarazione dei redditi infedele: 150mila euro annui (i redditi non dichiarati devono superare il 10% del totale e comunque 3 milioni di euro).
  • Per maggiori chiarimenti leggi L’evasione fiscale è reato?

Ci sono poi dei limiti al di sotto dei quali l’Agenzia Entrate Riscossione non può agire per il recupero delle cartelle non pagate. Ad esempio:

  • per debiti inferiori a 20mila euro non si può iscrivere ipoteca;
  • per debiti inferiori a 120mila euro non si può pignorare la casa (anche se è la seconda);
  • per debiti inferiori al triplo dell’assegno sociale (circa 1340 euro) non si può pignorare la giacenza sul conto corrente su cui viene depositato lo stipendio.

Limiti ai debiti con le banche

Un secondo limite ai debiti che si può contrarre derivano dalle normative bancarie e dai regolamenti interni che gli istituti di credito si sono dati a salvaguardia dei propri diritti. Ad esempio, non si può avere un mutuo superiore all’80% del valore dell’immobile da acquistare. Chi ha la cessione di un quinto dello stipendio, troverà più difficile ottenere un altro prestito in assenza di ulteriori garanzie (quando però lo stipendio è elevato, la cessione del “secondo quinto” viene riconosciuta da alcune finanziarie).Non è possibile concedere un prestito a chi è segnalato alla Centrale Rischi interbancaria, a prescindere dall’entità del debito; tuttavia è anche vero che, a detta della giurisprudenza, tale segnalazione non può essere eseguita per piccole morosità, ma solo quando queste creano un allarme sulla potenziale insolvenza del debitore. Insomma, non si finisce né in Crif né in CAI se non si pagano cento euro.

Limiti ai debiti con i privati

Ultimo aspetto molto interessante è che esiste un limite ai debiti per poter accedere al cosiddetto piano del consumatore. Secondo la nuova legge sul sovrindebitamento, anche nota come «legge salva suicidi», intanto è  possibile cancellare una buona parte dei propri debiti ricorrendo al giudice a condizione che si sia “meritevoli” o, in altre parole, che l’eccessivo indebitamento non sia stato determinato da un comportamento colpevole. Questo significa che non puoi firmare contratti a destra e manca, accumulando debiti, e poi chiedere il beneficio al tribunale. Sul punto ti invito a leggere Indebitati: cosa fare.

Esiste un limite di debiti oltre il quale si va in prigione?

A differenza di quanto avviene col fisco, nei confronti dei privati non esiste un limite di debiti oltre il quale scatta il reato. Ciò vale anche con le banche. Quindi, ad esempio, un imprenditore che abbia accumulato diversi milioni di debiti con finanziarie, istituti di credito, fornitori e clienti non può subire procedimenti penali.

Esiste un limite di debiti oltre il quale si fallisce?

Ultimo capitolo va dedicato al fallimento. Un fallimento – sia della società che di una ditta individuale – non scatta per piccoli debiti. Affinché si possa avviare la procedura non basta essere imprenditori commerciali non piccoli ma è necessario che ricorrano i seguenti requisiti:

  • l’ammontare dei debiti scaduti e non pagati deve essere superiore a 30.000 euro;
  • aver avuto, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore a 300.000 euro;
  • aver realizzato, sempre nello stesso periodo, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore a 200.000 euro;
  • avere un ammontare di debiti (comprendenti sia quelli scaduti, sia quelli non scaduti) non superiore a 500.000 euro.

Leggi Fallimento: cos’è e quando scatta.

note

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