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Disdetta canone rai

31 maggio 2018 | Autore:


> Moduli Pubblicato il 31 maggio 2018



Quando è possibile disdire il canone televisivo? Qual è il modulo per la disdetta dell’abbonamento rai? Dove va inviato? Come compilare l’autocertificazione? Ecco tutte le risposte.

Da qualche anno la legge italiana ha inserito il canone rai all’interno della bolletta della luce. Questa misura è servita a combattere l’evasione di quanti erano oramai abituati a non pagarlo. Non tutti sanno, infatti, che il canone rai è una vera e propria imposta che deve essere obbligatoriamente versata da quanti posseggono un televisore o qualsiasi altro apparecchio atto o adattabile alla ricezione di programmi tv.

Il canone rai, però, non deve essere pagato sempre e comunque. In altre parole, quando vengono meno i presupposti per il pagamento di questa imposta, è giusto effettuare la disdetta rai. Se anche tu ti trovi in una delle situazioni che, di qui a breve, elencheremo, allora sarai interessato a questo articolo, che tratta di come fare la disdetta canone rai.

Canone rai: quando va pagato?

Prima di preparare la disdetta canone rai, dobbiamo essere sicuri che questo canone non debba essere effettivamente pagato. Come anticipato, il canone rai non è un comune abbonamento ad una pay-tv o ad un servizio telefonico privato: in questi ultimi casi, infatti, l’utente è libero di recedere in qualsiasi momento, salvo il pagamento dei costi di gestione della disattivazione (vedi, ad esempio, la disdetta telecom o la disdetta mediaset premium).

Il canone rai, invece, è un tributo dovuto da chiunque possegga (anche non essendone proprietario) un televisore o un qualsiasi apparecchio che consenta di ricevere o vedere i programmi televisivi trasmessi dalla rai. Condizione essenziale, quindi, perché il canone rai debba essere pagato è il possesso di un apparecchio del genere appena descritto. Va da sé che, venuta meno questa condizione, non si sarà più tenuti a pagare alcunché. È un po’ come l’auto: il bollo dovrete pagarlo fintantoché sarete proprietari dell’autovettura; nel momento in cui ve ne disfate, non dovrete più pagare la tassa di circolazione.

Disdetta canone rai: qual è il modello?

Se non sei più in possesso di un televisore o di un apparecchio che, comunque, ti consente di ricevere i canali tv, hai pienamente diritto a disdire il canone rai. Come fare? Non è difficile: basta seguire le indicazioni qui riportate.

Se non hai più il televisore, devi presentare la dichiarazione sostituiva di non detenzione compilando e inviando questo modello al seguente indirizzo:

  • Agenzia delle Entrate, Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello Abbonamenti Tv – Casella postale 22 – 10121 Torino.

In alternativa, se sei in possesso delle credenziali che ti consentono l’accesso alla tua area personale, il modello può essere inviato anche telematicamente all’Agenzia delle Entrate.

Si noti, inoltre, che Il modello deve essere presentato esclusivamente dai titolari di utenza di fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale. Questo perché, come detto in premessa, il canone rai viene oggi pagato direttamente in bolletta.

Disdetta canone rai: come compilarla?

Dopo aver visto quando inviare la disdetta, vediamo ora come compilarla. Il modello che abbiamo allegato è unico, nel senso che va bene anche per gli altri casi che legittimano a disdire il canone rai. Per il momento, la parte del modulo che ci interessa è quella del quadro A, inerente proprio alla non detenzione di un apparecchio televisivo.

Compilare la disdetta è semplicissimo: dopo aver riempito gli spazi dedicati alle generalità, occorre barrare una delle due caselle presenti nel quadro A, a seconda che si dichiari:

  1. che in nessuna delle abitazioni per le quali è titolare di utenza elettrica è detenuto un apparecchio tv da parte di alcun componente della famiglia anagrafica;
  2. che in nessuna delle abitazioni per le quali è titolare di utenza elettrica è detenuto un apparecchio tv, da parte di alcun componente della famiglia anagrafica, oltre a quello/i per cui è stata presentata la denunzia di cessazione dell’abbonamento radio televisivo per suggellamento.

Canone rai: cos’è il suggellamento?

Orbene, se la prima casella indica la circostanza in cui non si sia più in possesso di un televisore o apparecchio analogo, la seconda fa riferimento all’ipotesi in cui in casa non sia abbia alcun televisore, al di fuori di quelli suggellati. Cosa significa? Quando un televisore è suggellato?

Il suggellamento era una procedura (oramai superata) che consentiva di disdire il canone rai rendendo inutilizzabile la tv. In buona sostanza, il suggellamento permetteva di disdire il canone rai senza disfarsi fisicamente dell’apparecchio: fatta la segnalazione alla rai, questa avrebbe inviato un proprio tecnico per modificare la tv impedendole di captare i segnali rai. In passato, il tecnico provvedeva addirittura ad inserire la televisione in un sacco di iuta.

A partire dal 2016 questa procedura è stata completamente rimossa e, pertanto, potrete spuntare la seconda casella del quadro A solamente se avete in casa solamente televisori che, in passato, sono stati sigillati con uno dei procedimenti visti sopra.  Per ulteriori approfondimenti si consiglia la lettura di questo articolo.

Disdetta rai: quando ha effetto?

Abbiamo visto come disdire il canone rai inviando una semplice dichiarazione di non detenzione (Quadro A). Il problema è che, per avere effetto per l’intero anno, questo modello deve essere presentato a partire dal primo luglio dell’anno precedente ed entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento. La dichiarazione presentata dal primo febbraio ed entro il 30 giugno dell’anno di riferimento ha effetto per il canone dovuto per il semestre luglio-dicembre del medesimo anno.

Ad esempio, per l’anno 2018 la dichiarazione presentata dal 1° luglio 2017 al 31 gennaio 2018 esonera dal pagamento per l’intero anno 2018, mentre quella presentata dal 1° febbraio al 30 giugno 2018 esonera dal pagamento per il secondo semestre (luglio-dicembre 2018)

La dichiarazione sostitutiva di non detenzione di un apparecchio televisivo va presentata ogni anno: lo Stato, quindi, non presumerà che tu continui a non possedere un televisore, ma dovrai di anno in anno inoltrare la medesima richiesta.

La corretta presentazione della dichiarazione interrompe l’addebito del canone dalla prima rata utile successiva alla ricezione della stessa, tenendo conto della data di decorrenza dei presupposti attestati, fermo restando il diritto del contribuente a chiedere il rimborso dell’importo eventualmente versato in eccesso. Per fare ciò, puoi utilizzare  l’apposito modello Richiesta di rimborso da inviare all’Agenzia delle Entrate con le stesse modalità..

Disdetta canone rai: quali sono gli apparecchi televisivi?

Abbiamo detto fin da subito che il canone rai non è un normale abbonamento, ma un’imposta dello Stato che si applica a tutti coloro che detengono un apparecchio televisivo. Ma cosa deve intendersi con tale ultima definizione? Cos’è un apparecchio televisivo? Fino a qualche anno fa non avremmo avuto problemi ad identificare il televisore con quella scatola (divenuta col tempo sempre più sottile) che si trova nelle cucine e nei salotti degli italiani.

La tecnologia, però, è portatrice di cambiamenti: oggi i canali tv possono essere visti comodamente dal proprio tablet, dal pc e perfino dallo smartphone. Anche questi ultimi possono essere definiti apparecchi televisivi? La risposta proviene direttamente dal ministero dello sviluppo economico, secondo cui «per apparecchio televisivo si intende un apparecchio in grado di ricevere, decodificare e visualizzare il segnale digitale terrestre o satellitare, direttamente (in quanto costruito con tutti i componenti tecnici necessari) o tramite decoder o sintonizzatore esterno. Per sintonizzatore si intende un dispositivo, interno o esterno, idoneo ad operare nelle bande di frequenze destinate al servizio televisivo secondo almeno uno degli standard previsti nel sistema italiano per poter ricevere il relativo segnale TV. Non costituiscono quindi apparecchi televisivi computer, smartphone, tablet, ed ogni altro dispositivo se privi del sintonizzatore per il segnale digitale terrestre o satellitare».

Cosa significa? Bisogna pagare il canone rai anche senza televisione? Spieghiamo meglio.

Devo pagare il canone se guardo la rai dal computer?

In teoria, anche guardare la tv sul computer potrebbe comportare il pagamento del canone. In realtà, dipende da come lo si fa. Se guardiamo i canali televisivi in streaming, cioè usando una connessione dati che può essere la classica adsl, come la fibra o anche quella cellulare, non dobbiamo pagare alcun canone rai.

Se invece utilizziamo il computer come monitor cui colleghiamo un decoder o un tuner tv (interno o esterno), allora in questo caso dobbiamo pagare il canone rai. Oggi ci sono decoder che si possono collegare esternamente al monitor del pc o tuner tv che si collegano invece al computer.

Ci sono diverse tipologie di tuner tv. Ci sono innanzitutto quelli interni, che vanno inseriti su uno slot della scheda madre del pc e a cui va poi collegata l’antenna per ricevere il segnale. Esistono poi quelli che si possono collegare esternamente al pc attraverso la porta usb. Sono molto simili a una pendrive e anche in questo caso si deve poi collegare l’antenna per ricevere il segnale.

Ci sono infine anche tuner tv che non si collegano fisicamente al computer ma che possono inviare il segnale via wireless. Anche in questo caso però il segnale televisivo proviene sempre da un’antenna.

In pratica, per capire facilmente se il canone è dovuto o meno, basta considerare da dove proviene il segnale televisivo: se proviene da un’antenna (classica o parabola) il canone si paga, se proviene da internet, il canone rai non è dovuto.

Disdire canone rai: come fare in caso di più utenze?

Quella che abbiamo appena analizzato è la disdetta canone rai più classica, cioè quella che viene presentata quando non si possiede (più) un apparecchio televisivo. C’è però un’altra circostanza che consente di disdire il canone: quando quest’ultimo è addebitato ad una persona che appartiene alla stessa famiglia anagrafica di persona che già lo paga. Esempio: nella stessa famiglia anagrafica (cioè, quella risultante nei registri del Comune), sia Tizio, padre, che Caio, figlio, pagano il canone rai. Ciò non è ammesso, in quanto il canone rai grava sulla famiglia intera, non su ciascun membro.

Se due soggetti hanno residenza nello stesso luogo, è dovuto il pagamento del canone una sola volta, quindi da uno soltanto di loro. Chi non intende ricevere l’addebito dell’imposta sulla bolletta deve inviare l’autocertificazione sopra allegata all’Agenzia delle Entrate entro i termini già visti (tra il 1° luglio e il successivo 31 gennaio di ogni anno).

A tal fine bisogna compilare il Quadro B del modello di dichiarazione sopra allegato. Il modulo si può presentare sfruttando l’applicazione web presente sul sito di Agenzia delle entrate o tramite il proprio commercialista o, in ultimo, con raccomandata (il documento non va imbustato, ma va ripiegato su sé stesso e affrancato).

Attenzione: a differenza del caso del soggetto non possessore della televisione, in questo caso l’autocertificazione va presentata una sola volta e non annualmente. Il che semplifica di molto la vita dei contribuenti cui era stata inizialmente prospettata la necessità di inviare, ogni anno, il modello sostitutivo in commento.

Tuttavia, qualora vengano meno i presupposti dichiarati mediante la compilazione del Quadro B (ad esempio perché il famigliare è uscito dalla famiglia anagrafica), deve essere presentata una ulteriore dichiarazione avendo cura di compilare la sezione “Dichiarazione di variazione dei presupposti” contenuta nel Quadro C del modello.

Quindi, sintetizzando, nel caso in cui due o più componenti della stessa famiglia anagrafica siano titolari di più contratti per utenza elettrica e risiedono nella stessa abitazione si dovrà pagare un solo canone tv, comunicando all’amministrazione su quale fattura elettrica dovranno essere effettuati gli addebiti. Qualora invece i due soggetti abbiano residenza diversa, entrambi dovranno pagare il canone rai attraverso la bolletta della luce loro intestata.

Disdetta canone rai: come inviarla

Il modello di disdetta canone rai può essere presentato all’Agenzia delle Entrate attraverso due modalità:

  • mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento all’indirizzo Agenzia delle Entrate, Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello Abbonamenti Tv – Casella postale 22 – 10121 Torino.
  • Mediante spedizione telematica.

Vediamo in concreto come fare.

Disdire canone con raccomandata

Se vuoi inviare il tuo modello di disdetta del canone mediante tradizionale raccomandata, dovrai fare attenzione a non imbustare la certificazione. In altre parole, non dovrai inserire il modulo (e copia della carta di identità) nella classica busta da affrancare, ma dovrai piegare l’autocertificazione su se stessa. Si tratta della cosiddetta raccomandata senza busta o in “in foglio”, che consente di non avere contestazioni sul contenuto della missiva. Se vuoi sapere come fare a piegare il documento da inviare, leggi questo articolo.

Disdire canone con invio telematico

Un’alternativa alla disdetta rai inviata a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento è quella effettuata direttamente dal contribuente mediante una specifica applicazione web disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle entrate, utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel rilasciate dall’Agenzia delle entrate; oppure avvalendosi di un intermediario abilitato, quali Caf e patronati.


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