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Lo sai che? Permessi 104 non goduti: posso recuperarli?

Lo sai che? Pubblicato il 31 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 31 maggio 2018

Se il lavoratore non gode dei permessi mensili per l’assistenza di un familiare disabile può recuperarli?

Hai diritto ai permessi legge 104 ma questo mese non sei riuscito a goderli? Purtroppo non hai la possibilità di recuperarli, perché i permessi per l’assistenza del familiare disabili, a contrario degli ordinari permessi retribuiti, come ex festività, Rol e banca ore, non sono cumulabili e non possono essere nemmeno liquidati, in caso di mancato godimento. Tuttavia, se non hai goduto dei permessi, o questi ti sono stati ridotti dal datore di lavoro perché hai fruito di altre assenze, come quelle per malattia o maternità, devi sapere che i permessi legge 104 non possono essere riproporzionati: i permessi legge 104, difatti, hanno la finalità di garantire assistenza al disabile, quindi non possono essere ridotti perché il lavoratore ha beneficiato di assenze con una finalità diversa.

Ma procediamo per ordine e, dopo aver ricordato come funzionano i permessi retribuiti per l’assistenza di un familiare disabile, vediamo che cosa succede in caso di permessi 104 non goduti, quando devono essere ridotti e quando vanno fruiti per intero nonostante le assenze.

Chi ha diritto ai permessi legge 104

I permessi Legge 104 spettano ai lavoratori che assistono un familiare con handicap in situazione di gravità. Nel dettaglio, spettano per i seguenti familiari:

  • ai genitori;
  • al coniuge;
  • al convivente more uxorio;
  • al partner unito civilmente;
  • ai parenti e affini entro il 2° grado;
  • ai parenti e affini entro il 3° grado (solo in casi particolari).

I familiari entro il 3° grado hanno diritto ai permessi se il genitore o il coniuge (e ora il convivente) del disabile:

  • hanno compiuto i 65 anni;
  • sono invalidi a carattere permanente;
  • sono deceduti o mancanti (assenza naturale o giuridica).

Per fruire dei permessi retribuiti per l’assistenza del disabile, questi, come anticipato, deve avere un handicap grave riconosciuto: deve dunque essere in possesso della certificazione medica rilasciata dall’apposita Commissione medica Asl.

Come funzionano i permessi legge 104

I permessi legge 104 sono permessi retribuiti che spettano nella misura di 3 giorni mensili, continuativi o frazionati.

Il tipo di permesso richiesto può essere cambiato dal lavoratore da un mese all’altro, previa modifica della domanda precedentemente presentata. La variazione può essere eccezionalmente consentita anche nell’ambito di ciascun mese, nel caso in cui sopraggiungano esigenze improvvise e non prevedibili all’atto della richiesta dei permessi; queste esigenze devono essere opportunamente documentate dal lavoratore.

Riduzione permessi legge 104 per part time

Se il lavoratore che beneficia dei permessi legge 104 ha un contratto part time, i permessi possono essere ridotti di conseguenza, ma soltanto se si tratta di un contratto a tempo parziale verticale e le giornate di lavoro risultano inferiori alla metà delle giornate lavorative ordinarie.

In questo caso, il numero dei giorni di permesso spettanti deve essere ridimensionato proporzionalmente. Il risultato numerico della proporzione deve essere arrotondato all’unità inferiore o a quella superiore, a seconda che la frazione sia fino allo 0,50 o superiore.

Riduzione permessi legge 104 per altre assenze

Se il richiedente nel corso del mese ha legittimamente beneficiato di altre tipologie di permessi, assenze o congedi (come, ad esempio, permesso sindacale, maternità o malattia), non è possibile che i permessi legge 104 siano riproporzionati. La finalità di garantire al disabile un’assistenza adeguata non può subire infatti una riduzione a causa della fruizione di assenze aventi funzione, natura e caratteri diversi.

Riduzione permessi legge 104 per ferie

Se il lavoratore, nel mese, beneficia delle ferie, i permessi legge 104 non devono essere riproporzionati in base ai giorni di ferie fruiti nel medesimo mese, poiché i due istituti hanno natura diversa e non sono interscambiabili.

Permessi legge 104: assistenza per periodi inferiori al mese

Se il dipendente presenta domanda per usufruire dei permessi legge 104 per la prima volta nel corso del mese (ad esempio il giorno 20), è possibile ridurre il numero dei giorni mensili di permesso spettanti, in base ai criteri indicati dall’Inps [1].

Se l’assistenza è prestata per periodi inferiori a un mese, i 3 giorni di permesso mensili devono essere ridotti in base al criterio secondo cui se l’assistenza non viene prestata abitualmente, per ogni 10 giorni di assistenza continuativa spetta al richiedente un giorno di permesso.

In base a quanto esposto:

  • l’assistenza per un periodo inferiore a 10 giorni continuativi non dà diritto ad alcuna giornata di permesso o frazione di essa;
  • per i periodi superiori a 10 giorni ma inferiori a 20 giorni spetta un solo giorno di permesso (come avviene, ad esempio, nell’ipotesi in cui il lavoratore che assiste un disabile sia in cassaintegrazione per 1 o 2 settimane al mese, data la ridotta entità della prestazione lavorativa richiesta in pendenza di Cig);

Chi non chiede i permessi legge 104 li perde?

Non è necessario inviare ogni mese domanda di permessi legge 104 al datore di lavoro, ma bisogna concordare preventivamente i giorni di fruizione. Se, per svariati motivi, durante un mese risultano permessi legge 104 non goduti, non si possono recuperare, come già osservato, ma non si perdono nemmeno. In altre parole, il diritto a fruire dei permessi 104 nei mesi successivi resta, in quanto si perde solo per il venir meno dei requisiti che danno diritto a queste assenze retribuite.

I permessi legge 104, dunque, non si perdono perché non goduti, ma perché, ad esempio, il familiare assistito non è più in possesso di handicap grave, oppure è ricoverato a tempo pieno, o perché il lavoratore non lo assiste più.

note

[1] Inps Circ. n. 128/2003; Risp. Interpello Min. Lav. N.24/2012.


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