Diritto e Fisco | Editoriale

Studenti universitari, cosa scaricare nel 730

31 Mag 2018 | Autore:


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Tasse universitarie, libri di testo, affitto studenti fuori sede, riscatto anni di laurea: quali spese si possono detrarre?

Frequentare un corso di laurea è un vero e proprio investimento: dalle tasse universitarie, al costo dei libri, alle innumerevoli spese per gli studenti fuori sede (affitto, vitto, trasporti…), gli oneri da sostenere sono tutt’altro che indifferenti. La situazione non è cambiata con l’entrata in vigore del cosiddetto Student Act, grazie al quale si è esenti dalle tasse universitarie, a determinate condizioni, con Isee sotto i 13mila euro: a incidere, difatti, non sono solo le tasse (peraltro, per ottenere l’esenzione totale non bisogna essere più di un anno fuori corso e si deve possedere un certo numero di crediti universitari), ma anche le numerose spese legate al corso di laurea, senza dubbio più pesanti per chi si trova fuori sede.

Fortunatamente, tra le somme che si possono detrarre dalla dichiarazione dei redditi, figurano numerose spese sostenute dagli studenti universitari per frequentare i corsi di studio scelti. È difatti possibile, per gli studenti universitari, scaricare nel 730 le tasse universitarie, i costi dell’affitto, la spesa per la frequenza di master e corsi di specializzazione, il riscatto della laurea ai fini della pensione. Questi costi possono essere detratti anche dai familiari che li hanno a carico.

Ma procediamo per ordine e vediamo quali spese è possibile scaricare nel 730 per gli studenti universitari, come chiedere le detrazioni e che cosa fare in casi particolari (ad esempio nel caso in cui le tasse già detratte siano state rimborsate).

Come funziona la detrazione delle tasse universitarie

La detrazione delle tasse universitarie consente di sottrarre dall’Irpef (l’imposta sui redditi delle persone fisiche) il 19% di quanto versato per la frequenza delle Università statali e non statali, con alcuni limiti a seconda del corso frequentato [1].

In buona sostanza, se lo studente ha speso, nel 2017, 1500 euro di tasse universitarie, potrà togliere il 19% dalle imposte, cioè 285 euro. La spesa può essere detratta anche dal genitore, o dai genitori, dello studente, se questi risulta fiscalmente a carico.

Per beneficiare della detrazione, bisogna indicare quanto pagato nella dichiarazione dei redditi, cioè nel modello 730 o nel modello Redditi.

Quali tasse si possono detrarre

La detrazione delle tasse universitarie spetta per la frequenza di [2]:

  • corsi di laurea triennale;
  • corsi di laurea magistrale;
  • corsi di specializzazione;
  • master universitari;
  • dottorati di ricerca;
  • istituti tecnici superiori;
  • corsi dei conservatori di musica statali;

Nel dettaglio, si possono poi detrarre i seguenti costi:

  • la tassa di immatricolazione e iscrizione (anche per i fuori corso);
  • le sopratasse per esami di profitto e laurea (compresa l’indennità di pergamena);
  • la partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea;
  • la frequenza dei tirocini formativi attivi (Tfa);
  • i trasferimenti di Ateneo;
  • i passaggi di corso;
  • le spese di frequenza all’estero di corsi universitari;
  • le spese di frequenza per le Università telematiche.

Chi frequenta un’università privata può detrarre le tasse?

Chi frequenta un’università privata può portare le tasse in detrazione, ma soltanto se l’importo non supera un tetto massimo di spesa, suddiviso per facoltà e regione, e fissato ogni anno da un decreto del Miur (ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca):

  • per le facoltà dell’area medica, in particolare, gli importi massimi su cui applicare la detrazione del 19% sono pari a:
    • 3700 euro (per il Nord Italia);
    • 2900 euro (per il Centro Italia);
    • 1800 euro (per il Sud Italia e le Isole);
  • per le facoltà dell’area sanitaria, gli importi massimi su cui applicare la detrazione del 19% sono pari a:
    • 2600 euro (Nord);
    • 2200 euro (Centro);
    • 1600 euro (Sud e isole);
  • per le facoltà dell’area scientifico-tecnologica, gli importi massimi su cui applicare la detrazione del 19% sono pari a:
    • 3500 euro (Nord);
    • 2400 euro (Centro);
    • 1600 euro (Sud e isole);
  • per le facoltà dell’area umanistico-sociale, gli importi massimi su cui applicare la detrazione del 19% sono pari a:
    • 2800 euro (Nord);
    • 2300 euro (Centro);
    • 1500 euro (Sud e isole).

Gli importi massimi detraibili per le spese sostenute per i corsi post-laurea sono invece i seguenti:

  • corsi specializzazione e master:
    • 3700 euro (Nord),
    • 2900 euro (Centro),
    • 1800 euro (Sud e isole).

Per le università pubbliche, invece, non ci sono tetti massimi di spesa: la detrazione del 19% viene calcolata sull’intero importo di spesa sostenuto.

Per quanto riguarda le università estere, vi sono ugualmente apposite tabelle che indicano diversi tetti massimi di spese in base alle diverse aree disciplinari.

Chi frequenta un’università telematica può detrarre le tasse?

Chi frequenta un’università telematica può scaricare il costo delle tasse nella dichiarazione dei redditi per intero, usufruendo della detrazione del 19%, soltanto se si tratta di un’università pubblica. Se privata (attualmente, le università telematiche italiane sono tutte private), invece, valgono le soglie massime su cui applicare la detrazione del 19% esposte nel paragrafo precedente.

Chi è fuori corso può detrarre le tasse?

Anche gli studenti fuori corso hanno il pieno diritto di detrarre le tasse universitarie.

I libri universitari si possono scaricare nel 730?

La maggior parte dei libri di testo universitari ha costi decisamente elevati. Sfortunatamente, non è possibile scaricare questi costi dalle tasse.

Le spese di trasporto per l’università si possono scaricare nel 730?

Dal pullman al treno, dalla nave all’aereo: più è lontana la sede universitaria, più pesanti sono i costi di trasporto da sostenere.

Purtroppo, non è possibile, per gli studenti universitari, detrarre i costi di trasporto nella dichiarazione dei redditi, anche se è raggiunta utilizzando soltanto mezzi pubblici.

Le spese di vitto e alloggio si possono scaricare nel 730?

Gli studenti universitari non hanno neppure la possibilità di detrarre le spese di vitto e alloggio sostenute, anche se fuori sede.

Come si scaricano le tasse universitarie nel 730?

Per detrarre le tasse universitarie utilizzando il modello 730, bisogna indicare l’importo versato nel Quadro E, dedicato a oneri e spese che danno diritto a deduzioni e detrazioni.

L’importo delle tasse pagate (entro il tetto massimo di spesa, per le università private o estere), deve essere indicato nei righi da E8 a E10, indentificandolo con il codice 13: in particolare, nella colonna 1 del rigo bisogna indicare il codice 13, nella colonna 2 l’importo di spesa su cui applicare la detrazione.

Come si scaricano le tasse universitarie nel modello Redditi?

Nel modello Redditi (che sostituisce il vecchio modello Unico) bisogna compilare il quadro RP Oneri e Spese, inserendo il codice 13 e l’importo su cui applicare la detrazione nei righi da RP8 a RP13.

Bisogna ricordare che, sia nel 730 che nel modello Redditi, devono essere detratte le tasse pagate nell’anno d’imposta a cui si riferisce la dichiarazione: ad esempio, nel 730/2018 si devono scaricare le tasse pagate nel 2017.

Bisogna conservare scrupolosamente tutte le ricevute di pagamento delle rette universitarie detratte, delle tasse regionali per il diritto allo studio, delle spese per i test di ingresso e ogni altro importo richiesto dall’Ateneo e scaricato nella dichiarazione.

Lo studente universitario fuori sede può detrarre l’affitto dalle tasse?

Se lo studente universitario fuori sede è in affitto, ha diritto a una detrazione Irpef lorda del 19%, da calcolare sul canone d’affitto.

Lo studente ha diritto alla detrazione non solo per i contratti stipulati in base alla legge di riforma degli affitti, ma anche nel caso in cui abbia stipulato:

  • un contratto di ospitalità;
  • un contratto con un ente per il diritto allo studio, con un’università, un collegio universitario legalmente riconosciuto, un ente senza scopo di lucro o una cooperativa.

La detrazione spetta:

  • se l’università si trova in un comune distante almeno 100 km da quello di residenza dello studente e appartiene a una provincia diversa (la distanza scende a 50km se lo studente risiede in un comune montano/località disagiata);
  • se l’affitto è pagato dallo studente o il contratto è intestato a lui;
  • se l’affitto è pagato dai genitori o il contratto è a loro intestato.

La detrazione non spetta:

  • per il subaffitto;
  • per gli studenti che frequentano master, corsi di specializzazione o istituti tecnici superiori.

Quanto può detrarre nel 730 lo studente fuori sede in affitto?

Il tetto massimo su cui calcolare la detrazione del 19% sul canone di affitto, per gli studenti fuori sede, è pari 2.633 euro annui: questo vuol dire che è possibile sottrarre dalle tasse un massimo di 500,27 euro.

Il tetto massimo, però, vale per ciascuno studente: vuol dire che, nel caso in cui ci siano due figli universitari a carico di entrambi i genitori, ognuno di questi può beneficiare della detrazione del 19% sull’importo massimo di 2.633 euro.

La detrazione spetta ad entrambi i genitori per metà (salvo diversa percentuale di carico fiscale) e deve essere calcolata su un importo massimo non superiore a 2.633 euro, da ripartire tra i genitori con riferimento al loro effettivo sostenimento.

Come si detrae il canone d’affitto nella dichiarazione dei redditi?

La detrazione spettante sul canone d’affitto dello studente deve essere indicata nella dichiarazione dei redditi, nel quadro in cui si espongono oneri e spese (quadro E del modello 730; quadro RP del modello Unico). Se il contribuente è incapiente, cioè se l’imposta dovuta è inferiore alla detrazione spettante, ha diritto a un credito d’imposta pari alla quota di detrazione non fruita.

La spesa per il canone di affitto va indicata con il codice 18.

L’anno scorso ho detratto delle tasse universitarie che mi sono poi state rimborsate: e adesso?

Capita, alle volte, che siano richiesti dall’università degli importi non dovuti. Se abbiamo pagato delle tasse universitarie, le abbiamo scaricate nella dichiarazione dei redditi e l’anno dopo ci sono state rimborsate, dovremo indicare gli importi rimborsati:

  • nel quadro RM del modello Redditi: oneri rimborsati detratti in anni precedenti;
  • nel quadro D, rigo D7 del 730: imposte ed oneri rimborsati nell’anno precedente e altri redditi a tassazione separata.

Posso dedurre i contributi pagati per il riscatto degli anni di laurea?

Per non perdere gli anni del corso di studio universitario, ai fini della pensione, è possibile, pagando un costo alla propria gestione previdenziale, riscattarli.

Per quanto riguarda gli oneri di riscatto degli anni di laurea, in tutti i casi i costi possono essere dedotti fiscalmente dal reddito dell’interessato, come avviene normalmente per i contributi previdenziali obbligatori.

In pratica, il costo dei contributi diminuisce il reddito da tassare.

Se l’interessato non ha reddito, il familiare che lo ha fiscalmente a carico può detrarre il 19% dell’onere, cioè di quanto pagato, dalle imposte.

note

[1] Art. 15 del Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi).

[2] Agenzia delle entrate circolare n. 7/E.

[3] Agenzia delle entrate circolare n. 21/E del 2010.


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