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Cos’è l’assegno universale per i figli a carico?

22 Maggio 2017


Cos’è l’assegno universale per i figli a carico?

> Business Pubblicato il 22 Maggio 2017



Il Senato riprende i lavori per la messa in cantiere di una nuova misura più equa e certa delle attuali agevolazioni. Chi potrà usufruirne?

Si parla di un assegno universale anche per gli autonomi con 30mila euro di soglia Isee e gli incapienti.

È la rivoluzione per gli sconti dedicati ai figli che sta preparando la commissione Finanze del Senato, riprendendo dopo diversi mesi l’esame di un disegno di legge delega che riscrive le detrazioni e gli assegni familiari traducendoli in un unico strumento universale.

La proposta è in Parlamento da tempo, ma è stata rilanciata ultimamente dal senatore Stefano Lepri del Pd. Il nuovo assegno familiare per figli a carico sarà fruibile da tutte la famiglie indipendentemente dalla situazione lavorativa, e consisterà in un aiuto economico mensile che si riduce gradualmente all’aumentare dell’età dei figli.

Chi potrà usufruire dell’assegno familiare: i requisiti

L’assegno universale figli a carico 2017, è una nuova misura in favore delle famiglie con almeno un figlio a carico.

La principale novità del nuovo assegno è di essere «universale»: questo vuol dire che ne avranno diritto tutti i genitori con figli a carico, indipendentemente dalla propria situazione lavorativa.

Fino ad ora, infatti, i lavoratori autonomi o incapienti (cioè contribuenti con un reddito fino a 8mila euro l’anno) non hanno potuto beneficiare degli assegni familiari. L’assegno mensile verrà disposto alle famiglie fino al compimento dei 26 anni di ciascun figlio, con una riduzione progressiva in base all’età secondo questo schema:

  • 200 euro al mese fino ai 3 anni;
  • 150 euro al mese fino ai 18 anni;
  • 100 euro al mese fino ai 26 anni.

In dettaglio, in base a quanto previsto dal disegno di legge delega Lepri, i requisiti assegno universale figli a carico 2017, sono:

  • avere almeno un figlio a carico di età compresa tra 0 e 26 anni (per sapere quando un figlio è considerato a carico, leggi il paragrafo successivo);
  • avere un reddito Isee sotto i 30mila euro, per avere l’assegno in misura intera;
  • avere un reddito Isee tra i 30mila e 50mila euro, per avere diritto all’assegno in misura parziale fino al suo azzeramento per i redditi più alti.

La copertura per la proposta

A lasciare qualche perplessità è soltanto il problema delle coperture, dal momento che la proposta di un assegno universale per i figli a carico dovrebbe richiedere 2 miliardi di euro in più (4 a regime), rispetto ai 19 miliardi attualmente spesi dallo Stato per le varie agevolazioni esistenti, che verrebbero tuttavia assorbite dal nuovo strumento di sostegno alle famiglie.

Resta il nodo coperture, visto che la proposta aggiunge 2 miliardi (4 a regime) ai 19 che oggi si spendono per i vari assegni familiari che sarebbero riassorbiti dal nuovo strumento.

Quando un familiare è considerato a carico?

Sono considerati a carico i figli (compresi i figli naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati) indipendentemente dal superamento di determinati limiti di età e dal fatto che siano o meno dediti agli studi o al tirocinio gratuito.

Possono essere considerati a carico anche i seguenti altri familiari, a condizione che convivano con il contribuente o che ricevano dallo stesso assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria:

  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato;
  • i genitori (compresi i genitori naturali e quelli adottivi);
  • i discendenti dei figli;
  • i generi e le nuore;
  • i fratelli e le sorelle (anche unilaterali);
  • il suocero e la suocera;
  • i nonni e le nonne (compresi quelli naturali).

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Autore immagine: Google Immagini


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