Diritto e Fisco | Editoriale

Come fare una richiesta di lavoro

23 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 giugno 2018



La lettera di presentazione, il curriculum, il colloquio: il modo (e i modelli) per presentarsi in modo efficace ad un’azienda.

Ti è mai capitato di inviare il tuo curriculum a diverse aziende e di aspettare inutilmente una risposta? Avrai pensato che nemmeno è stato preso in considerazione o che, forse, hai sbagliato nel modo di presentarti. Avresti potuto farlo in modo più mirato, puntando sulle esigenze delle singole aziende anziché mandare lo stesso curriculum a tutte, indipendentemente dal settore in cui operano o della figura che stanno cercando. È fondamentale, quindi, sapere come fare una richiesta di lavoro. Come scrivere il curriculum, ma anche come impostare la lettera di presentazione che lo accompagnerà, anzi: molto spesso quest’ultima è molto più importante del cv stesso. Serve, infatti, ad evitare quello che abbiamo appena detto, cioè di essere troppo generici, di dare l’impressione che si inviano quattro righe stampate per ogni evenienza. Bisogna essere più diretti, puntare dritto all’obiettivo. Vediamo come fare una richiesta di lavoro partendo proprio da qui.

Richiesta di lavoro: la lettera di presentazione

Per fare una richiesta di lavoro il più efficace possibile, dunque, si parte dalla lettera di presentazione che accompagna il curriculum. Come detto, deve essere rivolta ad un destinatario preciso e non ad un generico «responsabile delle Risorse umane» o ad una qualsiasi «spettabile ditta». Meglio, quindi, indirizzarla a un’azienda con tanto di nome, per far capire che la richiesta di lavoro viene fatta proprio a quel posto e non ad un altro.

Altro elemento importante: se si risponde ad un annuncio di lavoro, è importante segnalarlo nella lettera di presentazione, spiegando brevemente che si è in possesso delle capacità e delle caratteristiche richieste nell’annuncio.

Richiesta di lavoro: modello di lettera di presentazione

Ecco un esempio di come si potrebbe impostare una lettera di presentazione per accompagnare il proprio curriculum. Immaginiamo di doverla inviare ad un’azienda che ha pubblicato un annuncio di lavoro per trovare un addetto all’ufficio estero. Il candidato, quindi, dovrà avere tra i requisiti una buona conoscenza delle lingue straniere, oltre a saper usare alcuni programmi al computer e sapersi rapportare con i clienti.

Il modello di lettera di presentazione, dunque, sarebbe questo:

Spett.le Rossi spedizioni,

con la presente sottopongo alla Vostra attenzione la mia candidatura per la posizione di addetto all’ufficio estero relativa all’annuncio pubblicato sul Vostro sito.

Sono laureato in lingue straniere (inglese, spagnolo e tedesco). Ho maturato cinque anni di esperienza in una posizione simile presso una multinazionale del settore metalmeccanico. Come da Voi richiesto, ho perfetta conoscenza del pacchetto Office, che ho utilizzato quotidianamente.

A causa di una ristrutturazione all’interno dell’azienda in cui mi trovo attualmente, sto valutando nuove proposte di lavoro per mettere a disposizione la mia esperienza e le mie capacità che, dopo aver visionato il Vostro annuncio ed il Vostro sito, sono sicuro potranno esserVi utili. Sono, pertanto, a disposizione per un colloquio conoscitivo con i Vostri responsabili.

Distinti saluti,

Mario Bianchi.

Richiesta di lavoro: come impostare il curriculum

Sfatiamo subito un mito: il curriculum vitae perfetto per chi vuole fare una richiesta di lavoro non esiste. Esistono i cv fatti bene o fatti male, questo sì. Ma un modello preciso, standard, valido per tutti, questo no. Un determinato tipo di curriculum può andare bene per rispondere ad una precisa offerta di lavoro, un altro per proporsi in modo generico, ecc.

Per fare bene un curriculum bisogna, comunque, seguire certe regole che consentano di attirare l’attenzione necessaria del destinatario e di essere presi in considerazione. Il che, comunque, non vorrà dire lavoro assicurato: un curriculum è efficace quando serve ad essere convocati per un colloquio. Sarà a questo punto quando ci si giocherà l’assunzione.

Certe regole, dicevamo. La prima: inserire soltanto le informazioni essenziali, quelle che possono interessare ad un potenziale datore di lavoro. Un cv di tre o più pagine non verrà, sicuramente, letto fino in fondo. Tanto vale andare al sodo, scrivere soltanto quello che riguarda la propria preparazione, la propria esperienza professionale e la posizione a cui si aspira. Condirlo con interessi e passioni va bene, ma entro un certo limite: in fase di colloquio ci sarà il tempo per approfondire questo aspetto, se l’interlocutore lo riterrà opportuno.

Altro aspetto da non trascurare: la forma. Sembra superfluo dirlo, ma bisogna curare bene il linguaggio e la grammatica. Un errore, che può essere frutto anche di un banale disguido, potrebbe tagliare le gambe al candidato, o perché poco preparato o perché troppo sbadato.

Per quanto, come dicevamo, non esiste un modello-tipo di curriculum per ogni evenienza, chi lo legge deve trovare sempre una risposta a queste domande:

  • chi è il candidato;
  • da dove arriva;
  • qual è la sua preparazione;
  • che cosa ha fatto fino ad oggi;
  • che cosa vuole fare da oggi in poi.

Per dare la possibilità ad un’azienda di avere queste informazioni, sul curriculum occorrerà sempre inserire:

  • i propri dati personali: nome e cognome, indirizzo, stato civile, recapiti telefonici e telematici (e-mail, eventuale sito o account su social network come Twitter o LinkedIn);
  • le esperienze professionali, partendo a ritroso dalla più recente. Conviene inserire anche eventuali stage: anche quelli rilasciano un’esperienza lavorativa;
  • gli studi compiuti: anche qui a ritroso, dall’esperienza formativa più recente (compresi eventuali master) alla più remota;
  • le conoscenze linguistiche, citando eventuali attestati o periodi di soggiorno o di studio all’estero;
  • le conoscenze tecniche o informatiche;
  • le ambizioni professionali.

Attenzione: non dimenticare mai in fondo al curriculum l’autorizzazione al trattamento dei dati personali, altrimenti resta carta straccia. Bisognerà, quindi, scrivere: «Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del Dlgs. n. 196/2003 del 30 giugno 2003».

Richiesta di lavoro: modello di curriculum

Puoi scaricare qui un modello di curriculum da compilare.

Richiesta di lavoro: il colloquio

Se arrivi a questo stadio nella tua richiesta di lavoro, significa che la lettera di presentazione ed il curriculum sono stati efficaci e che hanno convinto l’azienda a convocarti per un colloquio. L’abbiamo già detto: qui è dove ti giochi il posto, nulla è ancora conquistato. Dall’altra parte del tavolo ci sarà un «cacciatore di teste» oppure il responsabile delle Risorse umane di un’azienda che ti rivolgerà alcune domande per approfondire quello che ha letto sul tuo cv. Ogni colloquio è a sé, ma ci sono delle domande «standard» che vengono poste quasi sempre. Ad esempio:

  • riassumere l’esperienza lavorativa;
  • che cosa fai attualmente;
  • perché vuoi lavorare con noi;
  • quale importanza dài al lavoro rispetto ad altri interessi;
  • sei abituato a lavorare in team;
  • come hai superato le difficoltà al lavoro;
  • perché vuoi cambiare lavoro.

Può anche succedere che, prima di fare qualsiasi di queste domande ti venga chiesto di presentarti liberamente. In questo caso, come nella stesura della lettera di presentazione o del curriculum, è importante andare al sodo, senza dilungarsi troppo e senza rischiare di annoiare l’interlocutore o di dire delle cose che possono essere poco o per nulla interessanti. Insomma, parlare lo stretto necessario (senza, però, fare la «statuina» di cera), ascoltare e rispondere alle domande in modo disinvolto, determinato e corretto.

Congedarsi ringraziando dell’opportunità avuta può essere la ciliegina sulla torta.

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