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«Scenda, c’è un pacco»: bloccata in ascensore dai ladri

20 maggio 2017


«Scenda, c’è un pacco»: bloccata in ascensore dai ladri

> Business Pubblicato il 20 maggio 2017



Una delle truffe più utilizzate nell’ultimo periodo. E anche una delle truffe più odiose perché fatta ai danni di persone aziane e/o sole.

È una delle truffe più conosciute. Ma che, purtroppo, neanche con il passare del tempo, accenna a diminuire! I sistemi e i trucchi per difendersi ci sono, ma – come capita spesso – non vengono adoperati. Anche perché è una di quelle truffe fatte, di frequente, alle persone anziane che vivono da sole. In cosa consiste? Semplice suonare al campanello e pronunciare la solita frasetta: «Scenda, c’è un pacco». Una frase semplice, corta, ma – dietro la quale – si nascondono i malintenzionati di turno…

È successo recentemente a Brescia, ad esempio, dove – in via Einaudi – un gruppo di ladri ha derubato una donna utilizzando la fatidica frase. Vediamo cosa è successo.

Il cosa consiste la truffa

Ci sono diverse varianti della truffa. I malviventi in azione a Brescia si sono semplicemente introdotti in casa dell’ignara signora, non prima di averla rinchiusa nell’ascensore. A quanto pare, hanno atteso che la vittima scendesse in ascensore e l’hanno poi bloccata all’interno, mentre i complici svuotavano l’appartamento lasciato incustodito. Per liberare la signora sono arrivati, poi, i vigili del fuoco, intervenuti assieme a personale del 118 e alla Polizia, che indaga sul caso.

Un mese fa, si era anche verificato un episodio simile, accaduto in corso Magenta, a Milano.

Una variante del furto

È capitato, in altri frangenti, che i malviventi ricorressero in un diverso espediente.

Dopo essersi introdotti nel palazzo e nascosti al piano superiore, fanno un cenno al loro complice (con il cellulare) rimasto fuori dal portone d’ingresso. Quest’ultimo, pronunciando la solita frase, «Scenda c’è un pacco», attira la vittima che, scendendo le scale o prendendo l’ascensore, lascia la porta di casa socchiusa.

Così, i complici nascosti all’interno si introducono e arraffano ciò che trovano velocemente. Spesso la vittima non si accorge subito del furto lasciando passare minuti preziosi prima di chiamare i Carabinieri o la Polizia.

Come difendersi?

I sistemi sono tanti. Uno è chiedere sempre chi spedisce il pacco direttamente al citofono e, se non si sa nulla di chi sia, meglio lasciar perdere o chiamare un vicino in aiuto.

Quando si esce dall’appartamento, poi, anche solo per scendere fino al portone o al cancello, è sempre meglio chiudere a chiave la porta. E in ogni caso, se ci si accorge che si tratta di un tentativo di furto, avvertire le forze dell’ordine.

note

Autore immagine: Pixabay.com


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