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Pensione, aumento di 50 euro. Chi ne ha diritto e come fare la richiesta

21 Maggio 2017


Pensione, aumento di 50 euro. Chi ne ha diritto e come fare la richiesta

> Business Pubblicato il 21 Maggio 2017



Destinato a chi ha perso il coniuge ed è inabile al lavoro: si tratta di un assegno di 52,91 euro al mese.

È un diritto di cui non tutti sono a conoscenza e, quindi, in molti non ne fanno richiesta: è l’aumento della pensione per le vedove o i vedovi dei dipendenti pubblici e privati. Il coniuge, a seguito della morte del partner, ha diritto – non solo alla pensione di reversibilità – ma anche a un assegno fino a 52,91 euro al mese laddove sia “inabile al proficuo lavoro”.

Un diritto che pochi conoscono…

Una possibilità che in pochi conoscono e che può farsi rientrare in quei “diritti inespressi” su cui l’Inps tace, salvo espressa richiesta dell’interessato. Non viene infatti riconosciuto in automatico, bisogna fare una domanda. L’integrazione alla pensione di reversibilità, in caso di invalidità, è un diritto poco noto che, tuttavia, trova il suo ancoraggio nella Legge [1] ed è stato confermato anche dalla Corte di Cassazione [2].

Chi ha diritto all’ assegno?

Hanno diritto all’assegno a nucleo familiare, le vedove o i vedovi dei dipendenti pubblici o privati che siano riconosciute inabili a proficuo lavoro. Per essere riconosciuti inabili al proficuo lavoro, bisogna presentare tre condizioni fondamentali al beneficio:

  • invalidi al 100%;
  • titolari di pensione di accompagnamento;
  • richiesta di un certificato specifico (SS5).

In quest’ultimo caso, sostanzialmente, chi non è invalido al 100% né percepisce l’accompagnamento, potrà chiedere al proprio medico di famiglia di certificare l’inabilità al proficuo lavoro, inoltrando poi all’Inps il documento SS5 che, in quanto atto legale, potrà costare fino a 50 euro.

Come fare la richiesta

La domanda all’Inps va trasmessa telematicamente, anche avvalendosi dell’ausilio del patronato, che provvederà gratuitamente all’inoltro se le persone interessante, spesso non avvezze all’uso delle moderne tecnologie, non sono in grado di effettuarlo da sole.

Comunque, prima di procedere alla richiesta del certificato è consigliabile fare un controllo della pensione: un servizio che offrono tutti i patronati in modo gratuito. Basta presentarsi alla sede del patronato di fiducia e consegnare il modello ObisM – Cedolino paga del pensionato, il numero della posizione Inps e copia di un documento d’identità valido.

Chiedendo il controllo della pensione si potrà vedere se manca qualche voce. Attraverso il controllo è possibile recuperare:

  • integrazione al trattamento minimo;
  • maggiorazioni sociali della pensione e incremento;
  • importo aggiuntivo dell’assegno pensionistico;
  • quattordicesima mensilità;
  • prestazioni a favore degli invalidi civili;
  • assegno al nucleo familiare.

A chi spetta?

Per redditi familiari fino a euro 27.899,67, l’assegno è pari a euro 52,91 che scendono a euro 19,59 per redditi da 27.899,68 fino a euro 31.296,62.

Non spettano assegni familiari, invece, se il reddito supera quest’ultimo valore. Il riconoscimento è anche retroattivo di cinque anni dal momento della domanda: ciò significa che si ha diritto anche agli arretrati che possono arrivare a circa 3.400 euro.

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note

Autore immagine: Google Immagini

[1]  D.L. 13.05.1988, n. 69  (convertito nella legge 153/88).

[2] Sent.  n. 7668/96.


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10 Commenti

  1. Vorrei capire se anche chi ha la pensione di invalidita 289 euro e 100 % di invalidita non abile al lavoto . Pero senza accompagnamento , non sono una dipendente statale e non sono vedova . Grazie

    1. Bell articolo però non dicono che tale assegno tocca solo ai pensionati inps mentre restano fuori i pensionati ex Inpdap….

      1. Dopo aver presentato tutta la documentazione necessaria (più volte)l’esito è stato che non ne ho diritto! Mentre ci sono persone non invalidi che percepiscono tale assegno!

  2. Ho assistito mio marito disabile per 19 anni , ho 63 anni e diversi problemi alla schiena .Dalla D5 in giù con assenza totale di sensibilità ( mio marito ) .Ho gestito tutto da sola , la sanità e il comune non mi hanno certo aiutata .Da due anni lui non c’è più .Percepisco la pensione di reversibilità , tanta voglia di lavorare , ma alla mia età non credo che sarei assunta .Ho lasciato il lavoro per assistere mio marito e il suo era l’ unica entrata .Potrei avere diritto ai 50€ ?

  3. Siamo alle solite! Questa è l’italia dei ns. politici.
    All’inps fanna sempre i furbetti: se gli devi un cent ti corrono dietro fin sotto il letto ma se ti devono dare un tuo diritto sfanno gli smemorati e tu devi richiedere ma sessuno ti informa dei tuo diritti. Dà l’impressione di uno stato truffaldino.

  4. Io resto sempre piu basita da queste leggi assurde.
    Per aver diritto a 52 euro al mese ne devo spendere 50 per far domanda.
    Ma se ne ho diritti perché mi fate spendere?

    Chi ha diritto? Devo essere vedova, 100% invalida, nn abile al lavoro, con accompagnamento e poi?

    L’unghia incarnita del mignolo del piede sinistro no? E se l’unghia incarnita è al destro?

    Ci danno le briciole ma solo se si rientra in certi canoni assurdi. Giusto per nn darci nemmeno quelli.

    Che schifo.

  5. Ai fini della riduzione della pensione di reversibilità come viene considerato il reddito della seconda casa?Grazie

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