Riforma pensioni: quota 100, Ape, opzione donna, salvaguardia

2 Giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Giugno 2018



Pensione anticipata quota 100 e quota 41, Ape quota 100, proroga opzione donna, nona salvaguardia: tutto sulla revisione della Legge Fornero.

Addio alla Legge Fornero: la tanto odiata riforma delle pensioni avrebbe le ore contate, in base a quanto anticipato dal nuovo Governo in materia di pensioni. La Legge Fornero [1], però, non sarà abolita completamente ed in modo immediato, ma sarà attuato un suo superamento graduale, con diversi interventi, mirati a superare le disparità generate dalla normativa “Salva Italia”: si tratterà, insomma, di una riforma delle pensioni in più passaggi che dovrebbe lasciare inalterata la struttura della normativa attuale. Resterebbero in piedi, dunque, la pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi, assieme all’applicazione degli adeguamenti alla speranza di vita che porterebbero i requisiti a 67 anni di età, per la pensione di vecchiaia, ed a 43 anni e 3 mesi di contributi per la pensione anticipata; questi trattamenti, però, sarebbero affiancati dalle nuove prestazioni della Riforma pensioni: quota 100, Ape, opzione donna, quota 41, nona salvaguardia.

La pensione anticipata quota 100 e quota 41 sono rivolte alla totalità dei lavoratori e consentirebbero di anticipare la pensione di circa 3 anni, a seconda della carriera personale: in un primo momento, però, potrebbero essere rivolte soltanto ad alcune categorie tutelate, o comportare delle penalizzazioni nel calcolo della pensione.

Per evitare un impatto eccessivo nei conti pubblici, è stata prevista anche l’Ape quota 100, cioè la possibilità di accedere all’Ape sociale per chi raggiunge la quota 100.

Più circoscritti risulterebbero, invece, gli interventi della nona salvaguardia, riservata agli esodati, e la proroga dell’opzione donna, che consentirebbe alle lavoratrici un anticipo più consistente, in cambio però del ricalcolo contributivo della prestazione.

In attesa di saperne di più, vediamo che cosa ci aspetta con la nuova riforma pensioni: quota 100, Ape, opzione donna, quota 41, nona salvaguardia.

Pensione anticipata quota 100

La cosiddetta pensione anticipata quota 100 è un trattamento che darà la possibilità di uscire dal lavoro quando la quota, cioè la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore, è almeno pari a 100.

Sono numerose le proposte formulate sulla pensione anticipata quota 100:

  • secondo alcune ipotesi, per pensionarsi con la quota 100 sarebbe comunque necessaria un’età minima di 64 anni e un minimo di 36 anni di contributi;
  • secondo altri, per non influenzare negativamente i conti pubblici la pensione quota 100 dovrebbe comportare delle penalizzazioni sulla pensione, come il ricalcolo contributivo dell’assegno o una sua decurtazione percentuale;
  • è stata anche ipotizzata una pensione Quota 100 riservata soltanto ad alcune categorie svantaggiate di lavoratori, come disoccupati, addetti ai lavori gravosi o usuranti, invalidi e caregiver.

La quota 100 risulterebbe, in ogni caso, notevolmente più vantaggiosa dell’attuale pensione anticipata, che ad oggi si può ottenere con 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini (dal 2019, saranno necessari, rispettivamente, 42 anni e 3 mesi di contributi e 43 anni e 3 mesi): ad esempio, se il lavoratore ha 64 anni di età, con la quota 100 potrebbe pensionarsi con soli 36 anni di contributi.

Il vantaggio è evidente anche nei confronti della pensione di vecchiaia, per la quale sono necessari, attualmente, 66 anni e 7 mesi di età, e addirittura 67 anni dal 2019: la pensione quota 100 consentirebbe dunque un anticipo medio di 3 anni.

Come funziona la pensione con le quote?

La quota, cioè il risultato della somma dell’età pensionabile dell’interessato e degli anni di contributi posseduti, non è una novità assoluta, in quanto, prima che entrasse in vigore la legge Fornero, era possibile ottenere la pensione di anzianità (ora abolita e sostituita dalla pensione anticipata) con le quote.

Ad oggi sopravvivono alcune tipologie residuali di pensione di anzianità con le quote: si tratta delle pensioni degli addetti ai lavori usuranti, delle pensioni dei beneficiari delle salvaguardie e del cosiddetto salvacondotto per i nati sino al 1952.

Quando l’età o le annualità di contribuzione non corrispondono a una cifra esatta, per calcolare la quota i mesi devono essere trasformati in decimi:

  • ad esempio, se Tizio ha raggiunto 63 anni e 6 mesi di età, ai fini del calcolo della quota dovrà indicare 63,5;
  • potrà ottenere la pensione quota 100 se possiede almeno 36 anni e 6 mesi di contributi (perché 100-63,5= 36,5, ossia 36 anni e 6 mesi).

Pensione anticipata quota 41

Assieme alla pensione anticipata quota 100 è stata anche formulata la pensione quota 41: questo trattamento consente di uscire dal lavoro con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età. Non si tratta quindi di una vera e propria pensione con le quote, perché la cifra 41 rappresenta i soli anni di contributi necessari per ottenere il trattamento, non la somma di contributi ed età.

Ad oggi la possibilità di pensionarsi con 41 anni di contributi esiste già, ma soltanto per i lavoratori precoci, cioè per coloro che possiedono almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del 19° anno di età. Non basta, poi, essere lavoratori precoci, ma si deve risultare iscritti alla previdenza obbligatoria prima del 1996 e appartenere a una delle seguenti categorie: disoccupati (che abbiano cessato di percepire da almeno 3 mesi il trattamento di disoccupazione), caregiver (che assistono da almeno 6 mesi un familiare convivente entro il 2°grado con handicap grave), invalidi dal 74%, addetti ai lavori usuranti o gravosi.

La nuova pensione quota 41 sarebbe comunque soggetta agli adeguamenti legati alla speranza di vita: dal 2019, pertanto, sarebbe possibile pensionarsi con 41 anni e 5 mesi di contributi, dal 2021 con 41 anni e 8 mesi, dal 2023 con 41 anni e 11 mesi, e così via, con aumenti di 3 mesi ogni biennio.

Per approfondire: come si calcolano gli adeguamenti alla speranza di vita?

Ape quota 100

Anche se, secondo le ipotesi prevalenti, l’Ape volontario e l’Ape sociale, cioè l’anticipo pensionistico volontario e l’anticipo pensionistico a carico dello Stato a 63 anni, dovrebbero essere aboliti, alcune proposte vorrebbero riunire la pensione quota 100 e l’Ape sociale in un unico trattamento, l’Ape quota 100.

Con l’Ape quota 100 sarebbe possibile, in pratica, ottenere l’Ape sociale una volta che il lavoratore raggiunge la quota 100: questa possibilità dovrebbe essere, però, riservata soltanto alle categorie tutelate dall’Ape sociale: disoccupati, addetti ai lavori gravosi o usuranti, invalidi e caregiver.

Proroga opzione donna

Un altro punto più volte affrontato in campagna elettorale è la proroga dell’opzione donna, una pensione agevolata dedicata alle sole lavoratrici, che possono anticipare notevolmente l’uscita dal lavoro in cambio del ricalcolo contributivo della prestazione.

Ad oggi, per potersi pensionare con opzione Donna devono essere rispettati precisi requisiti di età:

  • per le lavoratrici dipendenti, è necessario aver raggiunto 57 anni e 7 mesi di età entro il 31 luglio 2016, e 35 anni di contributi al 31 dicembre 2015; dalla data di maturazione dell’ultimo requisito alla liquidazione della pensione è prevista l’attesa di un periodo, detto finestra, pari a 12 mesi;
  • per le lavoratrici autonome, è necessario aver raggiunto 58 anni e 7 mesi di età entro il 31 luglio 2016, e 35 anni di contributi al 31 dicembre 2015; dalla data di maturazione dell’ultimo requisito alla liquidazione della pensione è prevista l’attesa di un periodo di finestra pari a 18 mesi.

In pratica, possono ottenere la pensione le dipendenti che hanno compiuto 57 anni e le autonome che hanno compiuto 58 anni entro il 31 dicembre 2015, se possiedono 35 anni di contributi entro la stessa data.

Con la proroga dell’opzione donna si vorrebbe rendere strutturale questo trattamento, rendendo così possibile ottenere la pensione per tutte le lavoratrici con un minimo di 57 anni e 7 mesi (o 58 anni e 7 mesi) di età, eventualmente adeguabili all’aspettativa di vita,  e 35 anni di contributi.

Altre proposte parlano invece di un’età più elevata per accedere all’opzione donna, pari a 63 anni, ma con minori penalizzazioni legate al calcolo della pensione.

Nona salvaguardia

Tra i vari interventi volti a limitare le conseguenze negative della Legge Fornero è stata ipotizzata anche la proroga delle salvaguardie.

In particolare, dovrebbe essere attuata una nona salvaguardia per consentire la pensione con le vecchie regole, cioè con le regole precedenti all’entrata in vigore della Legge Fornero: di anno in anno, a partire dal 2012, data di entrata in vigore della Riforma Fornero, si sono difatti succeduti otto decreti di salvaguardia.

La nona salvaguarda dovrebbe tutelare le stesse categorie beneficiarie dell’ultima salvaguardia, ossia:

Come cambiano le regole abolendo la Legge Fornero?

Nel caso in cui la legge Fornero sia abolita, o disapplicata per alcune categorie di lavoratori, cambierebbe l’età per la pensione di vecchiaia e sarebbero ripristinate le vecchie quote, assieme alle differenze nei requisiti per la pensione tra lavoratori dipendenti e autonomi, tra dipendenti pubblici e del settore privato.

In particolare, i lavoratori dipendenti potrebbero ottenere, sino al 2018:

  • la pensione di anzianità con quota 97,6, con un minimo di 35 anni di contributi e 61 anni e 7 mesi di età; per la liquidazione della pensione si dovrebbe attendere un periodo di finestra pari a 12 mesi dalla maturazione dell’ultimo requisito;
  • la pensione di anzianità con 40 anni di contributi ed una finestra di attesa di 15 mesi:
  • la pensione di vecchiaia con 65 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi, per gli uomini e le dipendenti pubbliche; con 61 anni e 10 mesi di contributi per le lavoratrici del settore privato; sarebbe necessaria una finestra di attesa di 12 mesi.

lavoratori autonomi potrebbero invece ottenere, sino al 2018:

  • la pensione di anzianità con quota 98,6, con un minimo di 35 anni di contributi e 62 anni e 7 mesi di età; per la liquidazione della pensione si dovrebbe attendere un periodo di finestra pari a 18 mesi dalla maturazione dell’ultimo requisito;
  • la pensione di anzianità con 40 anni di contributi ed una finestra di attesa di 21 mesi:
  • la pensione di vecchiaia con 65 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi, per gli uomini, e con 61 anni e 10 mesi di contributi per le lavoratrici del settore privato; sarebbe necessaria una finestra di attesa di 18 mesi.

Questi requisiti, ad oggi, sono comunque validi per i lavoratori beneficiari delle salvaguardie, ossia per gli esodati.



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21 Commenti

  1. ma scusate, sapete fare i conti? una persona mediamente ha cominciato a lavorare a 20 anni, a 60 anni ha 40 anni di contributi. Ha raggiunto quota 100. a 64 anni ha 44 anni di contributi, con la Fornero è già in pensione da più di 1 anno!!!!!!!!!!!!
    Quindi questa legge è peggiorativa? Ma che bravi….sono anche andati sotto casa della Fornero….

    1. Antonio continuano a non dire che c’e’ il paletto di anni 64 perché non hanno il coraggio di precisarlo. Vedrai che alla domanda precisa se un sessantenne con 40 anni di contributi puo’ andare in pensione la risposta sara’ evasiva.

    2. nessuno ha il coraggio di dire che per la quota 100 ci sara’ il paletto dell’eta’ anagrafica minima di anni 64

    3. Infatti! E chi, come nel mio caso ha 62 anni e meno di 20 di contributi che fa? Aspetta la pensione sociale…..E i contributi che ha versato, mettiamo in 18 anni di lavoro, dove vanno a finire? E’ sempre tutto così poco chiaro!!

    4. Ma infatti Antonio e’ proprio quello che sto urlando ogni volta che trovo commenti positivi su questo governo …possibile che nessuno si accorga come ci stanno fregando peggio della fornero …haime’ che popolo di ignoranti

  2. per la quota 100 c’e’ il paletto dell’eta’ anagrafica minima di anni 64. Trattasi di presa per i fondelli per tutti coloro che hanno interpretato la quota 100 senza se e senza ma così come detto in campagna elettorale.

  3. Ottimo articolo molto apprezzato dal Comitato esodati licenziati cessati che opera su tutto il territorio nazionale da fb .

    1. Condivido il commento di Eli sui lavoratori cessati, licenziati ed esodati, che come me, sono rimasti fuori dalle precedenti salvaguardie

  4. La solita storia sembra che cambi qualcosa….io che ho perso il lavoro .ho 62anni è circa 25 di contributi che faccio?…….

  5. io non ho mai creduto che dall oggi al domani si puo’ completament ribaltare la situazione…

    ci sono centinaia di migliaia di persone che in questi ultimi sono andate in pensione con 41, 41e mezzo, 42, 42 anni e mezzo e fino a 42 e 10 mesi…

    se cambiasse le cose per tutti i prossimi pensionandi dall oggi al domani senza alcuna ditinzione qelli che hanno lavorato oltre i 41 anni presenterebbero il conto…

    per cui ci saranno delle giuste correzioni ma verso una certa tipologia di potenziali pensionandi…ad esempio:

    per ottenere il max di miglior trattamento si dovrebbe parlare di lavoraratore “effettivamente precoce”…
    non e’ la stessa cosa aver lavorato un anno da apprendista prima dei 19 anni o averne lavorati 3 o 4…
    non e’ la stessa cosa aver iniziato a 14 o 15 anni rispetto a che ha iniziato a 17 o 18 anni…se non si considerano adeguatamente certe considerazioni si producono delle disparita’…
    e ci sono molte altre considerazioni da fare su quota 100 piuttosto che 41 ecc

  6. La possibilità di andare in pensione in anticipo la legge Fornero lo prevede già con l’articolo 4: per le aziende che ristrutturano è concesso al personale da esse dipendenti di anticipare fino ad un massimo di 4 anni l’accesso alla pensione sia di vecchiaia che anticipata.

  7. riguardo l’imbroglio della quota 100 vorrei sottoporre il seguente quesito:
    un sessantaquattrenne con 41 anni di contributi che quota ha raggiunto? In casa mia il totale fa 105.
    Vorrei quindi che gli scienziati che in campagna elettorale hanno sbandierato la quota 100 mi spiegassero il significato

    1. In campagna elettorale è facile e conveniente fare dichiarazioni mirabolanti su pensioni, reddito di cittadinanza ed altro ancora, poi però la realtà è diversa e si devono fare i conti con il nostro debito pubblico al 130% del pil. credo che sarà difficile modificare in modo sostanziale la Fornero, forse qualcosa verrà fatto ma sara assai marginale.

  8. Bisogna andare avanti con la Nona definitiva Salvaguardia x tutti noi 6000 esodati, esclusi dalle precedenti salvaguardie, e ormai da piu di 7 anni senza lavoro e senza reddito .

    1. io non so se è il tuo caso…
      ma gli incentivi che hanno dato in termini di migliaia di euro a ciascun esodato uscendo via dal lavoro molti anni prima del dovuto nessuno ne parla?
      le società che hanno liquidato i propri dipendenti oltre il TFR hanno dato l’incentivo…..
      quanti soldi volete, la pensione, l’incentivo, non lavorare?

  9. mi sembra da quanto leggo in questo articolo che si vada sempre peggio e se aboliscono anche quel poco già concesso siamo a cavallo senza avere il cavallo,,,,, ma insomma! tutto questo mi fa arrabbiare , non vedo perchè un lavoratore o una lavoratrice non possa andare in pensione quando vuole, con il conteggio dei contributi e degli anni versati ,,, e si qui si aspetta solo che la gente muoia prima e intanto nei posti di lavoro si schiatta. Io sono una impiegata statale , lavoro in un ufficio di circa 20 persone e 5 nel corso degli anni sono andate in pensione e tanto per cambiare non sono mai state sostituite. VERGOGNA SOPRATTUTTO A CHI AFFERMA CHE GLI ITALIANI SONO FANULLONI

  10. se mettono il minimo di 64 anni di età chi ha iniziato a lavorare a 14 anni ne deve lavorare 50 e finisce a quota 114 ! altro che 100 ! che schifo !

  11. Mi sembra una proposta sensata, per me ad esempio che sono disoccupato con 59 anni e 39 di contributi vorrebbe dire poter ricevere la pensione a 64 anni anziché a 68……

    1. Scusa Marco, ma sensata cosa???
      Sei senza pensione, in un’età che nessuno ti assume, dopo aver versato 39 e per 4/5 anni ricevi aria e vivi d’aria…ti pare pure sensato?

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