HOME Articoli

Lo sai che? La ricetta medica: cos’è e come si legge?

Lo sai che? Pubblicato il 3 giugno 2018

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 3 giugno 2018

Il significato, voce per voce, della ricetta medica rossa, del medico di base, dell’ospedale, dell’Asl o del pediatra.

Hai presente la ricetta rossa che il medico di base ti dà quando ti deve prescrivere le medice e che porti in farmacia per l’acquisto? Avrai certamente tentato di decifrarla qualche volta, anche per curiosità e per capire il significato di tutti quei codici alfanumerici. Ebbene questo ormai storico documento sta per andare in soffitta. Al suo posto sono arrivate le ricette elettroniche che stanno prendendo via via piede. Non dovremo più consegnare nulla in farmacia. Ma non è mai tardi per imparare. In questo articolo cercheremo di capire come si legge la ricetta medica e qual è il significato di tutte le voci e i campi che in essa sono compilati.

Cos’è la ricetta rossa?

La ricetta rossa viene chiamata così per i bordi colorati dei campi da compilare con i dati del paziente. Questa ricetta è di esclusivo appannaggio del medico dipendente di strutture sanitarie pubbliche (ospedali, Asl) oppure convenzionati con il servizio sanitario nazionale (medico di famiglia, pediatra) che la usano per prescrivere un farmaco, un esame diagnostico o di laboratorio, un trattamento medico o una visita specialistica a carico del servizio sanitario. Un medico che svolge anche attività privata, in uno studio in un ospedale in regime di intra moenia, non può in quel contesto prescrivere farmaci o altro a carico del servizio sanitario nazionale: quindi non può emettere la ricetta rossa, ma è obbligato a usare la ricetta bianca. In tal caso le medicine e le altre prestazioni sanitarie saranno interamente a carico del cittadino.

Come abbiamo anticipato in apertura, la ricetta rossa va scomparendo sostituita dalla ricetta elettronica, ma in ogni caso continua ad essere erogata è valida se non funziona il sistema informatico.

Come si legge la ricetta medica?

Vediamo ora come si legge la ricetta medica. Qui di seguito troverai dei punti che corrispondono ai numeri che abbiamo riportato sull’immagine qui sotto della ricetta medica, in modo che tu possa individuarli più facilmente. Ecco cosa significano tutti i codici e i numeri della ricetta.

1 – Nella parte alta della ricetta medica compaiono i dati dell’assistito: nome, cognome e indirizzo. A destra, un po’ più in basso, c’è il suo codice fiscale.

2 – Se il paziente ha diritto a un’esenzione, per malattia rara o cronica, o per invalidità, in questo campo della ricetta compare la specifica condizione. Se non ci sono esenzioni, il medico mette una croce sulla lettera N. Se l’esenzione è per il reddito viene marcata la lettera R oltre all’indicazione di un codice specifico.

3 –  In questo campo compaiono la provincia e il codice Asl del Comune di residenza del paziente. La ricetta vale in tutte le farmacie d’Italia, ma al di fuori della propria Regione di residenza bisogna pagare l’intero costo del farmaco, mentre nella propria Regione si paga solo il ticket e l’eventuale differenza rispetto al prezzo del generico meno caro.

4 – Nella parte centrale della ricetta trova posto la prescrizione scritta dal dottore. Se si tratta di farmaci occorre indicarne la quantità nel campo subito sotto.

Negli altri casi il medico dovrà indicare correttamente il tipo di esame, visita o terapia che sta prescrivendo, specificando se si tratta di primo accesso o di un controllo e la priorità (v. successivo punto n. 5). Oggi con i sistemi informatici, le prestazioni sono ben codificate ed è più facile per il medico compilare la ricetta in modo corretto. Nella metà inferiore del campo libero, il medico dovrà riportare il quesito diagnostico a giustificazione della prescrizione dell’esame o della visita, senza il quale la prestazione non viene prenotata.

5 – in questo punto compare la data. La ricetta usata per prescrivere visite ed esami specialistici vale generalmente un anno dalla data di rilascio. Più in alto sulla destra e indicata la priorità.

La U indica l’urgenza: la prestazione deve essere assicurata al paziente entro 72 ore, ma il cittadino e tenuto a prenotarla entro le 48 ore dalla stesura della ricetta, altrimenti va in urgenza B, cioè prestazione da fornire entro 10 giorni.

La D va fornita entro 30 giorni per le prime visite e 60 giorni per i primi esami non di controllo; la P entro 180 giorni.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI