Diritto e Fisco | Editoriale

Come difendersi dai ladri

3 giugno 2018


Come difendersi dai ladri

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 giugno 2018



La stagione estiva è alle porte e con essa il timore di lasciare la casa disabitata in balia di ladri e malintenzionati. Lo stesso timore che ormai accompagna ogni proprietario di casa quando si allontana dalla propria abitazione anche solo per qualche ora.

Hai paura che qualcuno possa entrare in casa tua quando non ci sei, o mentre stai comodamente rilassato in poltrona e non sai come agire? Questo articolo fa al caso tuo, cerchiamo di spiegare come difendersi dai ladri e quali sono i metodi più validi per tenere gli estranei lontani dalla nostra abitazione.

La sicurezza passiva è una difesa attiva?

Le prime accortezze da utilizzare riguardano gli infissi. Dotatevi di una porta blindata e di chiavi che rientrino nel sistema di sicurezza europeo. Questi metodi terranno alla larga, almeno, i ladri meno esperti. Se abitate al piano terra o in quartieri poco sicuri le inferriate sono le vostre più valide alleate, insieme agli infissi blindati. Un buon sistema di blocco delle serrande ed un impianto di allarme professionale sono elementi a cui non rinunciare.
Le porte blindate sono molto utili perché i ladri, solitamente, valutano il tempo che impiegheranno per commettere il furto e se per realizzarlo dovranno fare rumore ed attirare così l’attenzione di qualcuno. Questi fattori di per se scoraggiano al furto. La scelta di una porta blindata non è di poco conto. Forse non sapevi che queste vengono catalogate per classi: dalla classe 1, la meno sicura, alla classe 6, in grado di resistere persino all’impiego di strumenti elettrici.
I costi di una buona porta blindata sono variabili. In media una porta blindata di classe 3 costa circa 1200 euro e una di classe 4 intorno agli euro 1600. Sul costo incidono anche il tipo di manodopera richiesta per il montaggio ed il trasporto. Discorso affine vale per l’installazione di finestre blindate (dette anche di sicurezza).
Tuttavia è interessante sapere che le spese sostenute per installare o sostituire infissi, porte o finestre blindate, possono essere calcolate ai fini della detrazione IRPEF sino al 60%.

Sicurezza nel condominio?

E’ possibile cercare di tenere lontani i ladri anche nei condomini.
Oltre ai sistemi di sicurezza passiva appena elencati sia che si viva in una casa isolata, in una villa, in una abitazione a schiera o in un condominio, un’altro strumento di sicurezza passiva è costituito dalla possibilità di installare sistemi di videosorveglianza. Certo è che mentre la scelta di ricorrere a questi tipi di impianti quando si vive in situazioni indipendenti non è subordinata al rispetto di particolari regole, lo stesso non si può dire quando si vuole avanzare la proposta di ricorrere ai sistemi di video sorveglianza all’interno di un condominio.
Posso installare videocamere senza previa autorizzazione del condominio? La questione non è semplice come sembra.
La riforma sul condominio [1] ha stabilito che il condomino può singolarmente ed autonomamente installare video camere per la sorveglianza senza aver ottenuto una previa autorizzazione dal condominio, purché i sistemi riprendano solo ed esclusivamente le aree di sua proprietà. L’unico onere che il singolo ha il dovere di rispettare è quello di darne notizia ai condomini (obbligo di informazione).
Diverso è il discorso di videosorveglianza per il condominio.
In questo caso deve essere convocata un’assemblea condominiale. Se si ottiene il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti, i quali devono rappresentare metà del valore del’edificio (rispetto alla ripartizione effettuata sulla base delle tabelle millesimali) si può decidere di installare impianti che riprendano le parti comuni del palazzo allo scopo di tutelare beni e persone fisiche. La collocazione delle telecamere viene solitamente disposta in zone quali: atri o ingressi, rampe di accesso a garage, cortili e simili.
E’ inoltre fondamentale il rispetto della privacy [2].
Anche per l’installazione delle inferriate si pone lo stesso problema al quale si somma quello del decoro dei condomini. Tema questo molto dibattuto e al contempo causa di scontri. Le inferriate, sicuramente incidono sull’estetica dei palazzi e si pone il dubbio: devo ottenere l’autorizzazione degli altri condomini per poter procedere? Se il vicino dispettoso non è d’accordo come posso fare?
Buone nuove provengono dal tribunale di Roma nei confronti dei condomini che vogliono adottare questi sistemi di difesa contro i ladri. Vengono citati anche autorevoli precedenti della Cassazione, per confermare l’orientamento secondo il quale per installare le inferriate non serve il consenso e l’autorizzazione nè degli altri condomini nè tanto meno dell’amministratore. Procediamo con ordine.
Innanzitutto il condominio, per legge, deve aver adottato un regolamento. Se questo nulla prevede sul tema il problema, chiaramente, non si pone.
Potrebbe al limite parlarsi di un interesse al decoro e all’estetica dell’edificio. Ma proprio sul punto si è pronunciato il tribunale romano stabilendo che le inferriate non aggiungono nuove “cubature” e devono, pertanto, semplicemente essere considerate come delle mere integrazioni delle finestre. E’ comunque importante che queste non siano realizzate o installate in modo da non contrastare con lo stile architettonico del palazzo, in quets’ultimo caso, se la maggioranza dei condomini, le riterrà di poco pregio, il condomino si troverà costretto a rimuoverle e a pagare anche le varie spese processuali.
Certo è che se il regolamento vieta l’installazione di questi sistemi di protezione senza l’autorizzazione dell’assemblea condominiale, non si potrà trasgredire al disposto regolamentare. Però questo vale solo nel caso in cui tutti i proprietari del condominio abbiano approvato all’unanimità il regolamento.
La decisione del tribunale esprime un concetto di primaria importanza che è quello di diritto e garanzia della tutela e sicurezza di beni e persone diritto che prevale su altri interessi secondari, come quello dell’estetica.

Ci sono norme e cautele da osservare?

Per scongiurare l’effrazione da parte dei ladri ciascuno può poi osservare delle piccole accortezze. Può essere buona norma e regola quella di fare amicizia col vicinato! L’unione fa la forza. Potete chiedere ai vicini di prestare attenzione per voi a movimenti -strani- se e quando non ci siete e di avvertirvi in caso di rumori sospetti.
Potete pensare di installare una cassaforte. Ricordate però che queste sono sicure solo se poste in luoghi nascosti e ben ancorate al muro, nel caso in cui abbiate oggetti di valore, il consiglio -spassionato- è quello di riporli nelle apposite cassette di sicurezza collocate presso le banche.
Quando decidete dove andare a vivere preferite quartieri calmi e a basso rischio di rapine o furti.
Ricordate di chiudere balconi, finestre e porte, anche quando vi assentate per un breve lasso di tempo.
Se la vostra porta ha una staffa o un gancio di blocco o una catenella, quando aprite ad uno sconosciuto non la togliete all’istante!

Social network alleati o traditori?

Se i ladri vi hanno preso di mira probabilmente controlleranno i vostri movimenti e la vostra abitazione. Leggendo nome e cognome dal citofono non gli sarà difficile cercare informazioni sui social network – nel caso in cui ne facciate uso- cercate sempre di utilizzarli con moderazione o quanto meno con intelligenza. Non tenete attive costantemente opzioni, come la geo-localizzazione, che possano fornire notizie sui vostri orari, spostamenti e frequentazioni.

Esistono assicurazioni sui furti?

L’adozione di sistemi di sorveglianza passiva e di comportamenti prudenti tuttavia non scongiurano totalmente il rischio che qualcuno si introduca nelle abitazioni altrui. Per ottenere una tutela a 360 gradi di difesa dai ladri puoi ricorrere alla stipula di una assicurazione.
Quando stipuli una RC auto puoi scegliere l’opzione che ti tutela dal furto. Ti stai chiedendo se puoi fare lo stesso con la tua casa? La risposta è sì. Le opzioni fornite dalle compagnie assicuratrici sono le più disparate. Ci sono varie formule di copertura per i furti avvenuti in casa tra cui chiunque può decidere di scegliere.
Esistono delle polizze definite all inclusive, tutto compreso, per dirla all’italiana. Queste proteggono l’abitazione da ogni tipo di danneggiamento: furti, incendi, scassi. Tuttavia esistono anche pacchetti mirati per tutelare chi sia stato vittima di un furto. Scegliere di stipulare una polizza del genere, consente di avere una copertura per tutti i danni che l’abitazione ha subito a seguito dell’introduzione in casa da parte dei malviventi. Attraverso queste polizze è possibile ottenere la copertura dei danni provocati dall’introsusione derivanti da:

  • scassi agli infissi
  • spese sostenute per la duplicazione e richiesta di eventuali documenti che sono stati sottratti
  • spese sostenute a causa dei danni arrecati agli arredi.

Quali sono le varie tipologie di furto coperte dalle differenti polizze assicurative?

Esistono contratti assicurativi che tutelano per i casi di furto avvenuti con scasso e rottura, i casi di effrazione a mezzo chiavi duplicate, i casi in cui il rapinatore entra in casa mediante vie poco comuni, in questo caso si parla di furto con scalata. Esistono poi, polizze per i furti cosiddetti ad introduzione clandestina, o quelli che tutelano il danneggiato quando il ladro si introduce in casa alla presenza dei suoi abitanti, nonchè polizze previste per i furti commessi dagli ausiliari domestici. Le tipoligie di contratti che possono essere stipulati con le compagnie assicuratrici sono le più disparate. Al cliente sarà sufficiente recarsi in una qualsiasi compagnia di assicurazioni e farsi assistere dagli agenti che lo aiuteranno a scegliere la formula più adatta alle sue esigenze, guidandolo fino alla sottoscrizione del contratto assicurativo. Questo funzionerà come una qualsiasi altra polizza. Si paga una somma a cadenza mensile (trimestrale, semestrale o annuale, a seconda degli accordi presi) e l’assicurazione, in caso di furto, coprirà i danni che rientrano all’interno del contratto entro il limite predeterminato, previsto sulla base dell’accordo contrattuale.

note

[1] La legge n. 220 del 2012 introduce un articolo ad hoc dedicato agli impianti di videosorveglianza per le parti ed aree comuni (art. 1122 ter).
[2] In materia d. lgs n. 1986 del 2003 e provvedimento n. 8 aprile 2010. Congiuntamente occorre tenere presente i disposto del garante della privacy aggiornato al 2013 recante il titolo “Il condominio e la privacy”.


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