Diritto e Fisco | Editoriale

Donare il sangue: quando non lo si può fare?

21 giugno 2018 | Autore:


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Quali sono le malattie o le circostanze che impediscono o che ritardano la donazione: dalle patologie infettive allo stile di vita sbagliato.

Tempo fa, una campagna pubblicitaria diceva: «Chi dona il sangue dona una vita». Forse ci hai pensato anche tu a diventare donatore di sangue ma non ti sei mai deciso a farlo perché non sai se sei nelle condizioni di farlo oppure no. Basterebbe rivolgersi ad una delle strutture autorizzate al prelievo per scoprirlo, cioè ad una delle associazioni di volontariato che operano in questo settore o ad una struttura ospedaliera che si occupa della raccolta. Ma donare il sangue non sempre lo si può fare. Ci sono delle situazioni in cui, per quanto si abbia tutta la buona volontà di aiutare gli altri, è meglio rinunciarvi, sia per tutelare la salute di chi vuole donare sia per tutelare quella di chi deve ricevere il sangue. Per uno stile di vita sbagliato, perché il potenziale donatore ha bisogno del suo sangue più per sé che per gli altri. Altre volte si tratta di uno stop temporaneo perché chi vuole donare il sangue ha subìto in intervento chirurgico, ha deciso di fare un tatuaggio oppure ha fatto un viaggio in una zona a rischio di malattie particolari, come ad esempio un Paese tropicale. Insomma, donare il sangue quando non lo si può fare? O quando si è obbligati a rimandare la donazione?

Donare il sangue: i requisiti

Per potersi candidare a donare il sangue bisogna rispettare certi requisiti. I più importanti sono:

  • essere maggiorenne e non avere superato i 60 anni di et. In realtà, è possibile donare il sangue per la prima volta dopo i 60 anni e non oltre i 70, ma è indispensabile il parere favorevole del medico incaricato della selezione dei donatori;
  • avere un peso superiore ai 50 kg;
  • godere di buona salute;
  • avere uno stile di vita che non comprometta la salute del potenziale donatore o quella di chi, eventualmente, riceverà il suo sangue.

Donare il sangue: come funziona?

Chi vuole donare il sangue deve, innanzitutto, rivolgersi ad una delle associazioni o delle strutture sanitarie incaricate dei prelievi. Il candidato donatore deve, innanzitutto, compilare un questionario su cui riportare stato di salute e stile di vita. Passo successivo, un colloquio ed una visita con il medico autorizzato. Se tutto va bene, verrà fissato l’appuntamento per il primo prelievo.

Quando si va a donare il sangue, non è necessario presentarsi a digiuno ma sì dopo aver fatto una colazione leggera. Ad esempio, con tè o caffè poco zuccherati, frutta fresca o spremuta, pane non condito, fette biscottate, ecc.

Il sangue prelevato, e sempre per tutelare sia chi lo dona sia chi lo riceve, viene sottoposto ad alcuni esami e, in particolare:

  • esame emocromocitometrico completo;
  • esami per la qualificazione biologica del sangue e di emocomponenti come l’antigene del virus dell’epatite virale, l’anticorpo dell’epatite C, l’anticorpo dell’Hiv, ecc.

Alla prima donazione, inoltre, si eseguono questi esami per determinare il gruppo sanguigno:

  • fenotipo ABO e Rh completo;
  • determinazione dell’antigene Kell e, se positivo, ricerca dell’antigene Cellano;
  • ricerca di anticorpi irregolari.

Infine, chi dona il sangue regolarmente deve effettuare con cadenza almeno annua il controllo di alcuni parametri come la glicemia, il ferro, i trigliceridi, ecc.

Donare il sangue: chi non lo può fare?

Ci sono dei casi in cui donare il sangue non lo si può fare per un periodo di tempo determinato, trascorso il quale è possibile mettersi di nuovo a disposizione dell’associazione o della struttura sanitaria che si incarica del prelievo. Vediamo quali sono.

Donne in gravidanza

Se la gravidanza viene portata a termine, la donna non può donare il sangue fino al sesto mese dopo il parto. In caso di interruzione di gravidanza, non può farlo entro i primi 6 mesi dopo la data dell’aborto.

Persone sottoposte ad interventi chirurgici

In questo caso bisogna distingue tra i vari tipi di interventi:

  • interventi minori come prelievo di cisti, tunnel carpale, piccole operazioni estetiche, punti di sutura, asportazione di verruche, interventi oculari con laser, ecc.: non può donare il sangue chi non è del tutto guarito. Non lo si può fare nemmeno entro i 15 giorni successivi alla fine di una terapia antibiotica;
  • interventi chirurgici maggiori come operazioni al torace o all’addome, al sistema nervoso centrale o all’apparato muscolo-scheletrico: il paziente non può donare il sangue entro i 4 mesi successivi all’intervento;
  • interventi odontoiatrici come implantologie, protesi, innesti, ecc.: anche in questo caso, il paziente non può donare il sangue entro i 4 mesi successivi all’intervento.

Persone sottoposte a cure odontoiatriche:

Anche se non c’è stato un intervento chirurgico, chi ha fatto una cura odontoiatrica non può donare il sangue entro questi limiti di tempo:

  • medicazioni, otturazioni, igiene (pulizia dei denti): non si può donare il sangue prima che siano trascorse 48 ore dalla cura o 15 giorni nel caso in cui sia stata fatta una terapia antibiotica;
  • devitalizzazioni, estrazioni o terapie canalari: non si può donare il sangue entro una settimana o entro 15 giorni nel caso sia stata fatta una terapia antibiotica.

Persone con particolari comportamenti sessuali

Attenzione anche ai comportamenti sessuali: donare il sangue non lo può fare chi:

  • ha avuto negli ultimi 4 mesi dei rapporti occasionali a rischio di trasmissione di malattie infettive (ad esempio chi non ha usato il profilattico);
  • si è esposto attraverso un rapporto sessuale ad un alto rischio di contrarre una malattia infettiva trasmissibile con il sangue, come ad esempio l’Aids: in questo caso non potrà mai donare il sangue;
  • ha avuto negli ultimi 4 mesi dei rapporti con persone infette o a rischio di infezione da epatite B o C e Aids;
  • è partner sessuale di persone risultate positive al test dell’epatite B o C o dell’Hiv ed ha avuto rapporti negli ultimi 4 mesi;
  • ha convissuto (anche se vaccinato) con persone affette da epatite B o C negli ultimi 4 mesi.

Alcolisti cronici

Chi è riconosciuto come alcolista cronico non può mai donare il sangue.

Persone che hanno viaggiato in zone a rischio

Anche le persone che hanno fatto un viaggio in un Paese in cui è facile contrarre una malattia pericolosa sono escluse per un periodo di tempo dalla donazione del sangue. Per esempio:

  • chi si è recato in una zona endemica per malattie tropicali: non può donare il sangue prima di 6 mesi dalla data di rientro;
  • chi ha fatto un viaggio in una zona endemica per malaria e non ha avuto episodi febbrili non può donare il sangue entro 6 mesi dalla data di rientro;
  • chi ha vissuto in una zona malarica i 5 primi anni di vita o per 5 anni consecutivi non possono donare sangue, emazie e piastrine per 3 anni dalla data dell’ultimo rientro, purché non abbia in questo periodo i sintomi della malattia. È ammessa, però, la donazione del plasma senza sospensione;
  • chi ha contratto la malaria non può mai donare il sangue. Può soltanto donare il plasma dopo la completa guarigione:
  • chi ha soggiornato tra il 1980 ed il 1996 per più di 6 mesi nel Regno Unito o chi ha ricevuto in quel Paese dopo il 1980 una trasfusione allogenica non può mai donare il sangue per il rischio di Encefalopatia Spongiforme Trasmissibile (come il Morbo di Creutzfeldt-Jakob).

Persone che assumono farmaci

Premessa fondamentale: i tempi di attesa tra la fine di una terapia farmacologica e la possibilità di donare il sangue possono cambiare da soggetto a soggetto, a seconda del motivo per cui ha iniziato la terapia stessa. La regola generale, comunque, è questa:

  • chi prende antibiotici o farmaci con cortisone non può donare il sangue fino a 15 giorni dopo il termine della terapia;
  • chi prende antinfiammatori non può donare le piastrine fino a 7 giorni dopo il termine della terapia;
  • chi prende antiaritmici non può donare il sangue fino al termine della terapia;
  • chi prende antipertensivi e psicofarmaci (tranne ansiolitici, con i quali è possibile la donazione) deve consultare il medico per sapere se può donare il sangue;
  • chi prende finasteride non può donare il sangue fino a 2 mesi dalla fine della terapia;
  • chi prende retinoidi per la cura della psoriasi non può mai donare il sangue;
  • chi prende stupefacenti per vena non può mai donare il sangue, In caso contrario, deve sentire il parere del medico;
  • chi ha avuto un’allergia grave in seguito all’assunzione di farmaci non può donare il sangue fino a 1 anno dalla fine della terapia.

Persone che sono state vaccinate

  • chi ha fatto un vaccino con virus o batteri vivi attenuanti, ad esempio contro la parotite, la febbre gialla, il tifo, il morbillo, la rosolia, il vaiolo o il botulino, non può donare il sangue per 4 settimane dalla data di somministrazione del siero;
  • chi ha fatto un vaccino con virus, batteri o rickettsie inattivati o uccisi, ad esempio per l’influenza, il tetano, la pertosse o la meningite, non può donare il sangue nelle 48 ore successive;
  • chi ha fatto l’antitetanica o il vaccino contro l’epatite A non può donare il sangue nelle 48 ore successive;
  • chi ha fatto il vaccino contro l’epatite B non può donare il sangue nei 7 giorni successivi;
  • chi ha fatto il vaccino contro la rabbia o contro l’encefalite da zecche non può donare il sangue nelle 48 ore successive o entro 1 anno se il vaccino è stato fatto dopo l’esposizione alla malattia;
  • chi ha fatto un vaccino desensibilizzante non può donare il sangue nelle successive 72 ore.

Persone che soffrono di allergie

  • chi soffre di allergia con una sintomatologia importante non può donare il sangue fino a nuova valutazione del medico;
  • si ha un eczema nel punto in cui avviene il prelievo non può donare il sangue finché non è completamente guarito;
  • chi soffre di allergia a farmaci o alimenti in forma grave non può donare il sangue fino a 2 mesi dopo l’ultima assunzione;
  • chi soffre di allergia con shock anafilattico non può mai donare il sangue.

Persone che soffrono di patologie particolari

Qui l’elenco delle sospensioni temporali o definitive della donazione del sangue è lungo. Alcune delle patologie sono davvero rare o conosciute solo da chi le soffre, ma tanto vale citarle, per completezza.

Non può mai donare il sangue chi è affetto di:

  • amebasi, schistosomiasi o encefalite da arbovirus;
  • babesiosi;
  • diabete in trattamento con insulina;
  • tendenza ad emorragie o coagulopatie;
  • encefalopatia spongiforme trasmissibile;
  • epatite B o C oppure ad eziologia indeterminata;
  • filariosi;
  • gravi affezioni gastrointestinali , epatiche, renali, metaboliche, respiratorie, immunologiche, ematologiche o edocrinopatiche attive, croniche o con recidiva;
  • Hiv;
  • Htlv;
  • leishmaniosi viscerale;
  • lebbra;
  • malattie cardiovascolari;
  • malattie organiche del sistema nervoso centrale;
  • neoplasie o malattie maligne (ad esempio tumori);
  • psoriasi cutanea con danno all’organo;
  • sifilide;
  • tripanosoma Cruzi (morbo di Chagas)

Ci sono, invece, delle restrizioni per donare il sangue per le persone che soffrono di:

  • broncopneumopatia acuta: tempo di attesa, 1 mese dalla guarigione o dalla fine della terapia;
  • brucellosi: tempo di attesa, 2 anni dalla guarigione;
  • epatite A: tempo di attesa, 4 mesi dalla guarigione;
  • febbre Q e febbre reumatica: tempo di attesa, 2 anni dalla guarigione;
  • glomerulonefrite acuta: tempo di attesa, 5 anni dalla guarigione;
  • herpes semplice: tempo di attesa fino alla guarigione delle lesioni;
  • herpes zoster: tempo di attesa, 2 settimane dalla guarigione;
  • influenza: tempo di attesa, 2 settimane dalla guarigione;
  • malaria: tempo di attesa, 6 mesi dalla cessazione dei sintomi e dalla fine della terapia;
  • malattia di Lyme: tempo di attesa, 12 mesi dalla guarigione;
  • malattie autoimmune: tempo di attesa secondo decisione del medico;
  • mononucleosi infettiva: tempo di attesa, 6 mesi dalla guarigione;
  • osteomielite: tempo di attesa, 2 anni dalla guarigione;
  • pneumotorace spontaneo: tempo di attesa, 4 mesi dalla guarigione previa visita specialistica;
  • pneumotorace traumatico: tempo di attesa, 4 mesi dalla guarigione;
  • toxoplasmosi: tempo di attesa, 6 mesi dalla guarigione;
  • tubercolosi: tempo di attesa, 2 anni dalla guarigione.

Persone sottoposte ad agopuntura

Chi si è sottoposto a delle sessioni di agopuntura da persone non qualificate con ago usa e getta non può donare il sangue prima di 4 mesi dall’ultima seduta.

Persone con tatuaggi o pearcing

Non può donare il sangue chi ha fatto un tatuaggio o un pearcing negli ultimi 4 mesi.

Persone in situazioni a rischio

Ci sono delle situazioni in cui è possibile la trasmissione di una malattia attraverso la donazione del sangue e che, quindi, comportano un limite temporale di 4 mesi prima di poter effettuare la donazione. Si tratta di:

  • esami endoscopici con strumenti flessibili;
  • spruzzi delle mucose con sangue o lesioni da ago;
  • contatto con liquidi biologici;
  • trapianto di tessuti o di cellule di origine umana.
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