Diritto e Fisco | Editoriale

Contratto firmato da persona diversa: è valido?

4 giugno 2018


Contratto firmato da persona diversa: è valido?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 giugno 2018



Solo colui che assume che la firma non sia la propria può contestare il contratto con la sottoscrizione falsificata.

Ti è mai capitato di sbandierare un contratto come prova di un tuo credito e che l’altra parte, per esonerarsi da ogni responsabilità, ti abbia detto che la firma non è sua? Cosa succederebbe se una società dell’energia elettrica dovesse attivarti una fornitura sulla base di un modulo che non hai mai sottoscritto? Potresti delegare un amico o un parente alla firma di una scrittura privata che ti riguarda (ad esempio l’assicurazione o l’attivazione di una linea telefonica) senza che l’altro contraente possa obiettare nulla? L’ipotesi del contratto firmato da persona diversa è tutt’altro che remota. Sebbene gli accordi negoziali possono essere conclusi anche oralmente – o, per i diffidenti, con l’invio di una posta elettronica certificata – spesso viene richiesta la vecchia e tradizionale firma sul foglio di carta. La firma serve a garantire la provenienza della volontà manifestata sul contratto: chi lo ha sottoscritto, in pratica, è anche colui che ha deciso di obbligarsi. Non si può impegnare un’altra persona con la propria firma. Ecco perché la firma deve essere “autografa”: deve cioè essere fatta di proprio pugno.

Un contratto firmato da persona diversa non è quindi valido e ammissibile, anche se, come vedremo a breve, l’eccezione può essere fatta valere solo dal soggetto obbligato e non dall’altro. Per non cadere nella teoria e nelle parole astratte facciamo qualche esempio pratico.

Se la firma sul contratto non è la tua cosa puoi fare?

Immagina che una società ti invii una fattura per un pagamento non ancora ricevuto. Non ricordi però di aver mai intrattenuto con questa alcun rapporto di natura commerciale. Cosa fai? Per prima cosa chiedi una copia del contratto per verificare se c’è la tua firma. Se dovessi accorgerti che la sigla non è la tua, come puoi difenderti? È molto semplice: ti basta contestarne la provenienza. In altre parole, dovrai inviare una comunicazione formale al presunto creditore in cui gli comunichi che la sottoscrizione non è la tua. Sarà poi questi, se davvero vorrà recuperare il proprio credito, a dover dimostrare il contrario. Lo farà con un procedimento chiamato “istanza di verificazione” nel quale, davanti a un giudice, dovranno essere prodotti altri atti contenenti la tua firma (evidentemente apposta in passato, come la sottoscrizione su eventuali richieste depositate in Comune, su assegni, su contratti di vendita immobiliare, ecc.). Un perito nominato dal tribunale valuterà se la scrittura è la stessa o meno.

In buona sostanza è chi vuol utilizzare il contratto che deve dimostrare la corretta provenienza delle firme e non chi invece lo disconosce.

Se la controparte contesta la propria firma: che fare?

Mettiamoci ora nella situazione opposta a quella appena descritta. Hai un contratto firmato con un’altra persona ma questa assume che la firma non è la sua. Magari lo sta facendo solo per metterti i bastoni tra le ruote, complicarti la vita e importi di andare in tribunale. Probabilmente ha davvero usato una sigla diversa da quella che gli è propria quando ha firmato il contratto o ha utilizzato la mano sinistra pur non essendo mancino per alterare la propria grafia. Che puoi fare? Purtroppo dovrai rivolgerti al giudice per far dichiarare l’autenticità della sottoscrizione tramite la comparazione con altri documenti sottoscritti dallo stesso soggetto. Il quale, se anche ha utilizzato una grafia diversa, può essere facilmente smascherato da un tecnico del settore il quale vaglia non solo la firma in sé per sé ma una serie di fattori come la pressione sul foglio, la velocità di scrittura, ecc..

Tieni conto che il giudice potrebbe, a proprio insindacabile giudizio, ammetterti alla possibilità di dimostrare l’esistenza di un contratto anche con testimoni che abbiano partecipato al momento di conclusione dell’accordo, visto che per tutti i contratti – salvo casi eccezionali – c’è libertà di forma e la stipula può avvenire anche oralmente.

Puoi far firmare un contratto a un’altra persona?

Immaginiamo che tu sia fuori sede per lavoro e che ci sia bisogno di firmare un contratto con una ditta per lavori urgenti a casa. Come puoi fare? Sicuramente puoi conferire una delega a un’altra persona affinché firmi al posto tuo il contratto che ti riguarda. La delega dovrà essere rilasciata per iscritto. Il contratto dovrà però indicare il nome e il cognome del delegato e menzionare il fatto che questi firma in nome e per conto tuo; dovrà essere poi allegata la delega stessa.

Immaginiamo però che tu non abbia né tempo, né voglia di firmare neanche la delega; chiedi così a un parente di recarsi in un negozio a mettere una sigla al posto tuo. Puoi farlo? Certo, non si tratta di un comportamento illegittimo. Difatti, a far valere la non autenticità della sottoscrizione potrai essere solo tu e non la controparte alla quale non spetta stabilire se la firma è davvero la tua o meno. Tuttavia quest’ultima, a propria garanzia, potrà legittimamente opporsi al fatto che il foglio sia sottoscritto da un soggetto diverso e ciò proprio per evitare comportamenti strumentali di chi non voglia poi rispettare gli accordi presi. In buona sostanza, se mandi un tuo genitore in un negozio a concludere un contratto al posto tuo e il negoziante pretende che ci sia tu in persona, non potrai vietarglielo salvo che tu abbia conferito una apposita delega scritta al tuo familiare. Nel qual caso egli può legittimamente agire in nome e per conto tuo.

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