Diritto e Fisco | Editoriale

Come pagano i contributi gli artigiani e commercianti?

24 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 giugno 2018



Indicazioni operative su come devono pagare i contributi previdenziali gli artigiani ed esercenti attività commerciali iscritti all’Inps. Ecco tutto quello che devi sapere

Sei un artigiano o un esercente attività commerciali. Per avviare la tua attività artigiana o commerciale ti sarai dovuto sicuramente iscrivere alla «Gestione artigiani ed esercenti attività commerciali» gestita dall’Inps (Istituto nazionale della previdenza sociale). Se hai aperto lo scorso anno la Partita Iva, ti sarai sicuramente chiesto come versare i tuoi contributi all’Inps e soprattutto a quanto ammontano. La prima cosa che devi sapere è che il versamento dei contributi previdenziali da parte degli artigiani e commercianti, seguono due differenti meccanismi in base al superamento o meno del reddito minimo imponibile (che varia di anno in anno e di cui l’Inps ne dà puntualmente informazione mediante apposita circolare [1]).

Ma come pagano i contributi gli artigiani e commercianti? Vi è un fisso da pagare o bisogna applicare una determinata aliquota sull’imponibile fiscale? È possibile pagare direttamente online o bisogna utilizzare il modello F24 cartaceo? In quest’ultimo caso, quali sono i codici tributo da utilizzare? Facciamo un passo indietro e vediamo nel dettaglio tutto quello che devi sapere per versare correttamente i tuoi contributi.

Qual è il meccanismo di versamento dei contributi degli artigiani e commercianti

Come appena accennato, non vi è un meccanismo univoco per il versamento dei contributi previdenziali Ivs (Invalidità vecchiaia superstiti). Essi si differenziano in base al reddito prodotto dall’artigiano o commerciante:

  • per gli importi al di sotto dei 15.710,00 euro (che corrisponde al reddito minimo imponibile per l’anno 2018), è necessario versare i contributi in misura fissa per trimestre (come vedremo in seguito);
  • diversamente, per gli importi oltre i 15.710,00 euro, il versamento contributivo avviene con lo stesso meccanismo di acconto e saldo e con le stesse scadenze previste dal fisco per i versamenti dell’Irpef, Ires e Irap.

Come si determinano i contributi in misura fissa?

La determinazione dei contributi IVS degli artigiani e commercianti dipendono essenzialmente da due dati:

  • il reddito minimo imponibile;
  • e l’aliquota contributiva da applicare.

Per l’anno 2018, le aliquote contributive per il finanziamento delle gestioni pensionistiche dei lavoratori artigiani e commercianti ha raggiunto la quota massima prefissata dalla legge [2], pari alla misura del 24%.

Per i soli iscritti alla gestione degli esercenti attività commerciali, alla predetta aliquota dovrà essere sommato lo 0,09%, a titolo di aliquota aggiuntiva istituita [3], ai fini dell’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale. L’obbligo al versamento di tale contributo è stato prorogato fino al 31 dicembre 2018.

Per quest’anno, quindi, l’aliquota ammonta:

  • al 24% per gli artigiani;
  • al 24,09% per i commercianti.

Per quanto riguarda gli artigiani e gli esercenti attività commerciali con più di 65 anni di età, già pensionati presso le gestioni dell’Istituto, anche per il 2018 si continua ad applicare la riduzione del 50% dei contributi. Mentre i coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni versano un’aliquota minore del 21%.

Artigiani
Commercianti
Titolari di qualunque età e coadiuvanti/coadiutori maggiori di 21 anni. 24%
24,09%
Coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni (*). 21%
21,09%
(*) La riduzione contributiva al 21% (artigiani) e 21,09% (commercianti) è applicabile fino a tutto il mese in cui il collaboratore interessato compie i 21 anni.

L’altro dato che ci serve per determinare i contributi in misura fissa è il reddito minimo annuo, che viene aggiornato annualmente in base alla variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo, per le famiglie degli operai e degli impiegato (FOI) comunicato dall’ISTAT. Per l’anno 2018, come già accennato in precedenza, tale importo è pari a 15.710,00 euro.

A quanto ammontano i contributi sul minimale di reddito?

Alla luce delle suddette aliquote contributive, il contributo minimale dovuto, per l’anno 2018, risulta così suddiviso.

Artigiani
Commercianti
Titolari di qualunque età e coadiuvanti/coadiutori maggiori di 21 anni. € 3.777,84(€ 3.770,40 IVS + € 7,44 maternità) € 3.791,98(€ 3.784,54 IVS + € 7,44 maternità)
Coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni € 3.306,54(€ 3.299,10 IVS + € 7,44 maternità) € 3.320,68(€ 3.313,24 IVS + € 7,44 maternità)

Per i periodi di attività inferiori l’anno, il contributo sul “minimale” andrà rapportato a mesi, come di seguito illustrato.

Artigiani
Commercianti
Titolari di qualunque età e Coadiuvanti/coadiutori maggiori di 21 anni. € 314,82

(€ 314,20 IVS + € 0,62 maternità)
€ 316

(€ 315,38 IVS + € 0,62 maternità)
Coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni. € 275,55

(€ 274,93 IVS + € 0,62 maternità)
€ 276,72

(€ 276,72 IVS + € 0,62 maternità)

Da notare che il minimale di reddito ed il relativo contributo annuo devono essere riferiti al reddito attribuito ad ogni singolo soggetto operante nell’impresa.

A quanto ammontano i contributi eccedenti il minimale di reddito?

Va ricordato poi, che le nuove aliquote devono essere applicate sulla totalità dei redditi d’impresa prodotti nel 2018, per la quota eccedente i € 15.710 annui e fino al valore massimo della prima fascia di retribuzione annua pensionabile, pari a € 46.630.

Dopo tale soglia, si applica un ulteriore punto percentuale, così come previsto dall’art. 3-ter della L. n. 438/1992, fino a concorrenza del massimale di reddito annuo, oltre il quale decade l’onere previdenziale, che per il 2018 è pari ad € 77.717, equivalenti a due terzi in più del limite stesso (€ 46.630 + € 31.087).

Scaglione di reddito
Artigiani
Commercianti
Titolari di qualunque età e coadiuvanti/coadiutori maggiori di 21 anni. Fino ad € 46.630 24% 24,09%
Da € 46.630,01 ad € 77.717 25% 25,09%
Coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni. Fino ad € 46.630 21% 21,09%
Da € 46.630,01 ad € 77.717 22% 22,09%

In riferimento al massimale contributo, occorre precisare che:

  • il limite di € 7717 è valido solamente per i soggetti iscritti alle gestioni INPS al 31 dicembre 1995 o con un’anzianità contributiva a tale data;
  • viceversa, per gli iscritti post 1° gennaio 1996, il massimale annuo è pari ad € 101.427, non frazionabile mensilmente.

Alla luce di quanto esposto, il contributo previdenziale massimo dovuto, da artigiani e commercianti, nel 2018 ammonterà a:

Lavoratori con anzianità contributiva al 31 dicembre 1995
Artigiani
Commercianti
Titolari di qualunque età e coadiuvanti/coadiutori maggiori di 21 anni. € 18.962,95 (*) € 19.032,90 (***)
Coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni. € 16.631,44 (**) € 16.701,39 (****)
(*) L’importo è dato da [(€ 46.630 * 24%) + (€ 31.087 * 25%)].

(**) L’importo è dato da [(€ 46.630 * 21%) + (€ 31.087 * 22%)].

(***) L’importo è dato da [(€ 46.630 * 24,09%) + (€ 31.087 * 25,09%)].

(****) L’importo è dato da [(€ 46.630 * 21,09%) + (€ 31.087 * 22,09%)].
Lavoratori con anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, iscritti con decorrenza gennaio 1996 o successiva
Artigiani
Commercianti
Titolari di qualunque età e coadiuvanti/coadiutori maggiori di 21 anni. € 24.890,45 (*) € 24.981,73 (***)
Coadiuvanti/coadiutori di età non superiore € 21.847,64 (**) € 21.946,36 (****)
(*) L’importo è dato da [(€ 46.630 * 24%) + (€ 54.797 * 25%)].

(**) L’importo è dato da [(€ 46.630 * 21,09%) + (€ 54.797 * 22%)].

(***) L’importo è dato da [(€ 46.630 * 24,09%) + (€ 54.797 * 25,09%)].

(****) L’importo è dato da [(€ 46.630 * 21,09%) + (€ 54.797 * 22,09%)].

Quali sono i termini di versamento per i contributi sul minimale?

Per i redditi prodotti quest’anno il carico contributivo raggiunge il 24% (24,09% nel caso dei commercianti), da pagare trimestralmente in misura fissa (se il reddito è inferiore a 15.710,00 euro) entro le seguenti scadenze:

  • I rata: 16 maggio 2018
  • II rata: 21 agosto 2018
  • III rata: 16 novembre 2018
  • IV rata: 18 febbraio 2019

Come si determinano gli acconti e il saldo contributivo?

Per i redditi eccedenti i 15.710,00 euro, le scadenze seguono termini previsti per il pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche, a titolo di saldo 2017, primo acconto 2018 e secondo acconto 2018. In quest’ultimo, caso, quindi si segue l’iter di versamento delle imposte dirette.

In altre parole, il lavoratore è tenuto a rispettare le scadenze di seguite indicate:

  1. prima rata (40% primo acconto), entro il 30 giugno (posticipato al 31 luglio con la maggiorazione dello 0,40%), che corrisponde al versamento del primo acconto dell’anno in corso, calcolato sui redditi risultanti dalla dichiarazione dei redditi relativa all’anno precedente e dagli accertamenti definitivi;
  2. la seconda rata, (60% secondo acconto), entro il 30 novembre, calcolato sempre sui redditi risultanti dalla dichiarazione dei redditi relativa all’anno precedente e dagli accertamenti definitivi;
  3. la restante parte, che è il saldo (che può essere a credito o a debito riscontrabile nel modello REDDITI 2019), va effettuato entro il 30 giugno dell’anno successivo.

Quindi:

  • entro il 30 giugno 2018, bisogna versare  il primo acconto per l’anno 2018;
  • entro il 30 novembre 2018, è necessario versare il secondo acconto 2018;
  • ed entro il 30 giugno 2019, si verserà il saldo per l’anno di imposta 2018 ed il primo acconto per l’anno 2019.

Come si versano i contributi?

Per quanto concerne le modalità di pagamento dei contributi IVS, pare opportuno ricordare che bisogna utilizzare il mod. F24, adoperando le seguenti causali riportati in tabella.

Contributi correnti
Descrizione causale
Artigiani

Causale
Commercianti

Causale
Pagamento contributi eccedenti il minimale di reddito (a debito) AP CP
Indicazione dell’importo versato in eccedenza sui contributi eccedenti il minimale di reddito risultanti dalla dichiarazione dei redditi (a credito) AP CP
Pagamenti rateale dei contributi dovuti eccedenti il minimale. APR CPR
Contributi richiesti dall’inps in occasione di prima emissione di modelli f24 che recupera anche anni pregressi
Descrizione causale
Artigiani

Causale
Commercianti

Causale
Contributi dovuti sul reddito eccedente il minimale anni pregressi. APP CPP
Contributi scaduti oggetto di regolarizzazione (da avviso di pagamento)
Descrizione causale
Artigiani

Causale
Commercianti

Causale
Pagamento per intero dei debiti segnalati con avviso di pagamento. APPARN CPPARN
Pagamento debiti contributivi eccedenti il minimale di reddito a seguito di accertamento con adesione derivante da accertamenti dell’Amministrazione Finanziaria APMF CPMF
Pagamenti rateizzati a seguito di domanda di dilazione in fase amministrativa AD CD

Ai fini della corretta compilazione del modello F24 occorre indicare:

  • il codice sede: codice della sede presso la quale è aperta la posizione contributiva;;
  • la causale contributo: vedi tabelle sotto riportate;
  • il codice Inps: il codice rilevato dalla comunicazione inviata dall’Inps con i modelli di pagamento (composto da 17 cifre);
  • il periodo di riferimento “da”: il mese e anno di inizio periodo contributivo nella forma mm/aaaa;
  • il periodo di riferimento “a“: il mese e anno di fine periodo contributivo nella forma mm/aaaa;
  • gli importi a debito versati: importo dei contributi che si versano;
  • gli importi a credito eventualmente compensati.

Si ricorda che l’Inps già dall’anno 2013 non invia più le comunicazioni contenenti i dati e gli importi utili per il pagamento della contribuzione dovuta in quanto le medesime informazioni possono essere facilmente prelevate, a cura del contribuente o di un suo delegato, tramite la funzionalità “Dati del mod. F24” contenuta nel Cassetto previdenziale per artigiani e commercianti. Attraverso tale funzionalità è possibile, inoltre, visualizzare e stampare in formato PDF, il modello da utilizzare per effettuare il pagamento.

note

[1] Inps, Circolare del 12 febbraio 2018, n. 27.

[2] Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito nella Legge 22 dicembre 2011, n. 214.

[3] Art. 5 del Decreto Legislativo del 28 marzo 1996, n. 207.

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