Diritto e Fisco | Editoriale

Condizionatori: regole condominiali da rispettare

4 giugno 2018


Condizionatori: regole condominiali da rispettare

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 giugno 2018



L’innalzamento delle temperature durante la stagione estiva porta molte persone a decidere di acquistare i condizionatori, ma ci sono regole condominiali da rispettare, a partire dall’emissione dei rumori.

Negli ultimi anni le estati sono state sempre più calde creando una situazione di disagio per molte famiglie. Non è più sufficiente aprire la finestra, si deve ricorrere all’uso dell’aria condizionata per avere un po’ di sollievo, specialmente se in casa ci sono bambini e anziani che soffrono maggiormente la calura. Ecco come comportarsi con i condizionatori: regole condominiali da rispettare per provare sollievo senza litigare con i vicini. Funziona un po’ come per l’apertura della finestra che lascia uscire il rumore causato dal pianto di un bambino, dal volume troppo alto del televisore e dai tanti elettrodomestici in funzione. Non da meno può essere proprio il condizionatore, che in alcuni casi è troppo rumoroso. Questo aspetto non viene preso in considerazione quando si compra l’apparecchio, generalmente si presta attenzione al design, alle prestazioni e al prezzo, ma l’oggetto del contendere all’interno di uno stabile riguarda proprio il possibile disturbo che arrecano le vibrazioni. Il problema riguarda specialmente le ore notturne perché mentre chi ha l’aria condizionata riesce a dormire serenamente, altre persone potrebbero non riuscire a sopportare l’inquinamento acustico dell’apparecchio. In questo caso è bene conoscere le regole e prendere le giuste precauzioni per evitare di dar vita a contenziosi che potrebbero decisamente rovinare la tranquillità domestica.

Quali sono le regole per installare un impianto?

L’installazione del condizionatore all’interno dell’abitazione è piuttosto semplice, basta affidare l’incarico a un muratore, un elettricista e un idraulico e in poche ore l’opera viene realizzata. Ci sono però le normative da osservare scrupolosamente perché riguardano la sicurezza degli abitanti dell’immobile. Il motore viene spesso posto all’esterno dell’appartamento, sulla facciata dello stabile richiedendo azioni particolari agli addetti per raggiungere la posizione non sempre agevole. Bisogna assicurarsi che gli operatori siano dotati dei Dispositivi di Protezione Individuale per poter intervenire sulla facciata senza rischi, così come ci si deve accertare che l’impianto realizzato sia a norma al fine di garantire la sicurezza a livello elettrico. Per quanto riguarda la parte idraulica è bene sapere che il tubo di scarico non può essere inserito nel pluviale condominiale. Tale azione rappresenta un’alterazione illegittima visto che tale tubatura deve servire unicamente per smaltire l’acqua piovana[1]. In caso non vi siano alternative si può inserire un recipiente in cui convogliare la condensa. Per chi installa i condizionatori ci sono regole condominiali da rispettare per non incorrere in provvedimenti che implicano il rifacimento del lavoro. Se nella posa dell’impianto dovessero essere effettuati lavori non consentiti, si dovrebbe rimuovere l’apparecchio e ripristinare lo stato della parte di stabile danneggiata, con un aggravio dei costi.

Quali sono le caratteristiche essenziali di un condizionatore?

Quando si decide di acquistare un condizionatore si concentra la propria attenzione su due aspetti: l’estetica e il costo. Sono questi elementi che portano le persone a decidere per un modello o per un altro e sicuramente in questo processo di scelta conta il marchio del prodotto. Negli ultimi anni però si è dimostrato che il brand non sempre costituisce una garanzia, così come il prezzo varia per via delle spese accessorie come quelle delle polizze di assicurazione che consentono di avere assistenza nel caso di guasto nei primi anni di utilizzo. Molto importante è l’energy label, una targhetta apposta sull’apparecchio che riporta le principali peculiarità dal punto di vista delle prestazioni energetiche. Si può leggere la quantità di energia assorbita durante le operazioni di raffreddamento o di riscaldamento, così da conoscere l’incidenza sui consumi domestici. In questo caso non si tratta di rispettare le regole condominiali sui condizionatori ma di rispondere a un obbligo normativo di installare prodotti che permettono di ridurre i consumi energetici.

Quali sono i criteri acustici da tenere in considerazione?

Quasi nessuno verifica la rumorosità di un apparecchio di condizionamento, tuttavia questo è un elemento essenziale perché generalmente un prodotto maggiormente rumoroso indica una qualità inferiore. Chiaramente il prezzo è più basso, ma conviene risparmiare in questo caso? No. Oltre a costituire una fonte di disturbo per chi lo installa diventa un disagio anche per le altre persone che vivono nello stabile. In particolare l’accensione dell’apparecchio per un tempo prolungato sarebbe insopportabile per tutti. Facendo riferimento all’energy label si può trovare il dato relativo alla rumorosità, sebbene non ci sia un obbligo per i produttori di scrivere questa informazione. L’uomo non è in grado di percepire rumori inferiori a 10 db. La posa dei condizionatori deve rispettare le regole condominiali, altrimenti si incorre in contenziosi. Non c’è una vera e propria soglia per introdurre gli apparecchi all’interno di un edificio, tuttavia va tenuto presente che un prodotto con emissioni inferiori a 30 db viene considerato silenzioso, mentre i modelli più all’avanguardia permettono di non superare i 19 db.

Cosa succede se il condizionatore fa troppo rumore?

Indipendentemente dalla causa quando si hanno vicini troppo rumorosi si può presentare un esposto e finire di fronte al giudice che ha il compito di esaminare la questione. Oltre a far cessare il disturbo può disporre che venga riconosciuto un risarcimento del danno subito. La responsabilità è la medesima per il proprietario dell’immobile e per l’inquilino, sia nel fare richiesta di un indennizzo sia per essere citati in giudizio. Va precisato che il troppo rumore può essere una buona e legittima ragione per disdire un contratto di locazione[2]. Principalmente per i condizionatori ci sono regole condominiali da rispettare sull’installazione che riguardano la struttura dello stabile e i rumori molesti, sono questi i fattori a cui si riferiscono alcune delle decisioni dei tribunali. In alcuni casi non vengono neppure richieste perizie tecniche, ma semplicemente applicati i regolamenti dei condomini[3].

Quando si ricorre al contenzioso?

Ovviamente per il quieto vivere è bene cercare di non raggiungere mai i limiti della sopportazione dei vicini, naturalmente per poter pretendere il medesimo rispetto. Inoltre le normative non consentono che il rumore venga usato solamente come pretesto per un litigio dovuto a cause del tutto personali e prive di fondamento. Infatti la legge interviene quando vengono lesi i diritti di una pluralità di persone, altrimenti si può essere denunciati per simulazione[4], ovvero di molestare gli altri senza avere benefici. La legge e talvolta le regole condominiali non si riferiscono ai condizionatori, bensì a ciò che comporta l’intallazione di apparecchi del genere in termini di opere e inquinamento acustico, ritenuti dei rischi per strutture e persone. Infatti il rumore causato dal motore o dalle vibrazioni prodotte dall’apparecchio possono portare disturbo a diversi vicini e in questo caso si configura un reato: disturbo delle occupazioni e del riposo[5]. Questa violazione si applica esclusivamente quando il rumore arreca disturbo all’intero vicinato, quindi a un indeterminato numero di persone[6].

Quando si considera il rumore molesto?

Molte persone sono ormai abituate a vivere vicino alla ferrovia oppure a un campanile, quindi il rumore diventa tollerabile, mentre chi vive in una zona particolarmente isolata o lontana dal centro urbano è sensibile al minimo rumore. Ovviamente la giurisprudenza ha dovuto trovare una soluzione per misurare il disagio e mettere dei limiti. Per questa ragione la tollerabilità viene superata quando la sorgente sonora esaminata è superiore a 3 decibel rispetto al rumore di fondo notturno e a 5 decibel durante il giorno[7]. Questi valori sono calcolati sulle percezioni di una persona in condizioni normali. In questo contesto rientrano anche i condizionatori che hanno regole condominiali da rispettare oltre al limite di legge. Vi è un caso in cui vi è stata l’inibizione per l’uso dell’apparecchio perché disturbava un professionista che per svolgere la propria professione aveva bisogno della massima tranquillità[8]. Ciò significa che oltre ai limiti individuati dalle normative si prende in esame anche la situazione specifica. Il compito di stabilire le ragioni spetta la Giudice di pace, ma se il rumore proviene da attività commerciali, come ad esempio il condizionatore di un bar posto al piano terra dello stabile, la competenza passa al Tribunale ordinario.

Come si può provare il rumore?

Se il condizionatore è troppo rumoroso e ci si vuole lamentare bisogna dimostrare che il rumore prodotto è superiore alla norma. Una volta presentato l’esposto al giudice è quest’ultimo a incaricare un perito di effettuare delle misurazioni con apposite strumentazioni di rilevamento dell’intensità sonora. Non valgono i testimoni e ovviamente il vicino che arreca disturbo con il suo apparecchio potrebbe accendere il condizionatore in momenti particolari per sfuggire ai controlli. Inoltre si potrebbe dover sostenere la spesa del tecnico per misurare l’inquinamento acustico. Insomma è bene valutare bene la situazione prima di avviare il contenzioso. Prima di agire è possibile interpellare l’Arpa, l’agenzia regionale che si occupa di protezione ambientale. Gli addetti dell’ente pubblico possono svolgere controlli e dare pareri, ma chiaramente potrebbero esserci differenze sulle attività messe a disposizione da una regione all’altra. I dati ottenuti potrebbero essere forniti al giudice in caso di contenzioso[9].

Per installare il condizionatore nell’appartamento ci vuole un parere del condominio?

Le opere realizzate all’interno della proprietà privata non necessitano di autorizzazione, ma l’assemblea condominiale va avvisata tramite l’amministratore. Questo si rende utile per vigilare sull’esecuizione dei lavori al fine di evitare che ne possano scaturire danni per le parti comuni. A meno che non vi siano violazioni circa le regole condominiali, l’assemblea non può esprimere alcun tipo di divieto, tuttavia il proprietario che fa installare l’impianto è responsabile per le eventuali alterazioni e comunque per i danni causati al fabbricato e al suo decoro. Vanno prese tutte le precauzioni per la posa dei condizionatori, ponendo attenzione alle regole condominiali e alle strutture comuni su cui si opera. Chiaramente questo aspetto riguarda lo svolgimento del lavoro, ma è bene verificare che il rumore non sia eccessivo per i condomini e che possa turbare la loro tranquillità.

note

[1] Trib. Padova sent. n. 352/2011 del 22/02/2011
[2] Cass., Sez. Unite, sent. n. 10186/1998 e n. 5564/2010
[3] Trib. Milano sent. n. 5464/2016 del 03/05/2016
[4] C.C. art. n. 833
[5] C.P. ex art. n. 659
[6] Cass. pen., Sez. III, sent. n. 25424/2016 del 20/06/2016; Sez. I, sent. n. 270/2012 dell’11/01/2012
[7] Cass. civ., Sez. II, sent. n. 22105/2015 del 29/10/2015 e sent. n. 10735/2001 del 03/08/2001; Trib. Genova sent. 23/04/2011; App. Milano sent. 28/02/1995; App. Milano sent. 29/11/1992; App. Milano sent. 17/07/1992; Trib. Savona sent. 31/01/1990; App. Milano sent. 17/06/1988; App. Milano sent. 09/05/1986; Trib. Lecco sent. 26/06/1984; Cass. sent. n. 5157/1983 del 27/07/1983; Trib. Monza sent. 26/01/1982; Cass. sent. n. 5695/1978 del 04/12/1978 e sent. n. 38/1978 del 06/01/1978
[8] Cass. civ., Sez. II, sent. n. 939/2011 del 18/01/2011
[9] Tar Lazio sent. n. 4018/201 del 04/04/2016


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