Diritto e Fisco | Editoriale

Atti osceni in luogo pubblico

5 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 giugno 2018



Quando gli atti osceni costituiscono reato? Quando sono puniti con sanzione amministrativa? Quando un luogo è pubblico e quando è aperto al pubblico? Cosa sono gli atti contrari alla pubblica decenza?

La legge italiana non punisce soltanto le condotte che ledono fisicamente le altre persone, ma anche quelle che possono offendere il decoro, la dignità e il pudore. Pertanto, non deve scandalizzare il fatto che, all’interno del codice penale, si trovino reati che non comportano un effettivo danno materiale o una lesione personale, ma semplicemente un’offesa ad un sentimento che la legge ritiene necessario preservare.

Per tutte le ragioni che abbiamo appena enunciato, nel codice penale esiste il reato di atti osceni in luogo pubblico. A ben vedere, però, a seguito della depenalizzazione del 2016 non ogni forma di atto osceno costituisce un illecito penalmente perseguibile. Con questo articolo faremo chiarezza sulla condotta di atti osceni in luogo pubblico, specificando quando è ancora reato e quando non lo è, soffermandoci altresì sulla differenza tra atti osceni e atti contrari alla pubblica decenza.

Atti osceni: cosa sono?

Il codice penale italiano punisce chiunque compie atti osceni in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico [1]. Cosa sono gli atti osceni? Secondo la giurisprudenza, gli atti osceni sono tutti quelli che riguardano la sfera della sessualità e che hanno come scopo quella di richiamarne gli aspetti più scabrosi. L’atto osceno non si limita alla sola rappresentazione di un atto sessuale ma comprende anche l’oscenità insita in azioni e comportamenti che richiamino tale atto, come nel caso di atteggiamenti licenziosi che offendono ugualmente in modo grave il senso di riservatezza che deve presiedere alle manifestazioni in luogo pubblico [2].

Secondo la legge, l’oscenità di un atto è rilevante solamente se compiuto in luogo diverso da quello privato, e cioè, in un luogo pubblico (si pensi ad una piazza o a una strada) o aperto al pubblico (cinema, circolo o qualsiasi altro posto ove l’ingresso è possibile solo a determinate condizioni, tipo pagando il biglietto, ecc.).

Atti osceni: quando è illecito amministrativo?

A seguito della depenalizzazione del 2016 [3], il compimento di atti osceni in luogo pubblico è punito solamente con la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemila a trentamila euro. Ciò significa che la persona colta nel compimento di un atto indecente o scandaloso non rischia il carcere, ma soltanto di pagare una salatissima sanzione economica.

Una sanzione amministrativa minima (da 51 a 309 euro) si applica se il gesto sconcio avviene per colpa, cioè senza la precisa intenzione di compierlo per offendere l’altrui pudore.

Atti osceni: quando è reato?

Gli atti osceni in luogo pubblico costituiscono ancora reato se commessi in luoghi particolari e, per la precisione, se il fatto è commesso all’interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori e se da ciò deriva il pericolo che essi vi assistano. In questa circostanza, si applica la pena della reclusione da quattro mesi a quattro anni e sei mesi.

Gli atti osceni, quindi, diventano un illecito penale a tutti gli effetti solamente quando c’è il rischio che all’atto possa assistere un minorenne. Si noti bene che la legge non dice che il reato si integra se un minore di diciotto anni assiste, ma anche se vi è solamente il pericolo che ciò possa accadere.

Questo significa che la persona che compie atti indecorosi (come lo sfregamento delle parti intime, palpeggiamenti o atti di autoerotismo) davanti ad una scuola, incorre nel reato di cui stiamo parlando anche se nell’istituto non dovessero esservi minorenni, e ciò per il solo fatto che vi era il rischio potenziale che qualche fanciullo potesse assistervi. Proprio per questa ragione, il delitto di atti osceni in luogo pubblico è un reato di pericolo: vuol dire che non è necessario che l’offesa al bene giuridico tutelato (cioè, alla verecondia o al pudore sessuale) si verifichi realmente, in quanto è sufficiente la mera possibilità che ciò accada.

Atti osceni: come si suddividono?

Alla luce di quanto appena detto possiamo dire che il legislatore italiano ha pensato di distinguere gli atti osceni in tre categorie:

  • atti osceni compiuti in un qualsiasi luogo pubblico o aperto al pubblico, punibili con una sanzione amministrativa;
  • atti osceni compiuti in prossimità (o addirittura all’interno) di luoghi solitamente frequentati da minori (scuole, centri ricreativi per ragazzi, ecc.) puniti con la reclusione;
  • atti osceni compiuti non intenzionalmente, puniti con sanzione pecuniaria irrisoria.

Atti osceni: quando si tratta di luogo pubblico o aperto al pubblico?

Abbiamo detto che, fondamentale affinché si integri il delitto di atti osceni, è che gli stessi siano compiuti in un luogo pubblico, aperto al pubblico o esposto al pubblico. Vediamo qual è la differenza tra l’una e l’altra ipotesi.

Luogo pubblico: cos’è?

Il luogo pubblico è quello continuamente libero, di diritto o di fatto, a tutti o ad un numero indeterminato di persone: si pensi, ad esempio, ad una piazza, ad una pubblica via o a un parcheggio libero.

Luogo aperto al pubblico: cos’è?

Il luogo aperto al pubblico è quello al quale può accedere il pubblico, ma solamente in certi momenti oppure adempiendo a speciali condizioni stabilite da chi eserciti sul medesimo posto un diritto o una potestà, oppure ancora quello al quale può accedere solamente una categoria di persone in possesso di determinati requisiti. Esempi tipici di luoghi aperti al pubblico sono i cinema, i musei, i teatri.

Perché si integri il reato di atti osceni in un luogo aperto al pubblico è necessario che il fatto sia compiuto quando il predetto luogo sia effettivamente accessibile al pubblico: di conseguenza, la coppia che si apparta in un cinema che non ha ancora aperto non commetterà il delitto atti osceni.

Luogo esposto al pubblico: cos’è?

Il luogo esposto al pubblico è quello che, sebbene non pubblico né aperto al pubblico, è situato in modo tale che un numero indeterminato di persone possa vedere, date certe condizioni, ciò che in esso si trova o si fa.

Luogo pubblico, aperto al pubblico o esposto al pubblico: qual è la differenza?

La differenza tra luogo pubblico, aperto al pubblico e esposto al pubblico non sta solamente nella condizione di fatto in cui essi si trovano, ma anche (e soprattutto) in quella giuridica. Ed infatti, secondo la giurisprudenza, mentre quando si tratti di luogo pubblico o aperto al pubblico basta la possibilità, in astratto, che qualcun altro scorga ciò che sta accadendo (per cui è irrilevante il fatto che una determinata condotta sia avvenuta di notte oppure adottando tutte le precauzioni del caso, ovvero sia avvenuta in campagna o in zona appartata), nel caso di luogo esposto al pubblico bisognerà porsi il problema concreto di capire se c’era effettivamente la possibilità che terze persone potessero scorgere la condotta posta in essere [4].

Facciamo un esempio per comprendere questo concetto solo apparentemente difficile: si prenda il classico caso della coppia che si apparta in cerca di intimità. Orbene, se l’atto sessuale avviene in un luogo pubblico (ad esempio, una strada) o in un luogo aperto al pubblico (cinema), la condotta costituirà sempre reato, anche se i fidanzatini avevano cercato una zona meno visibile (ad esempio, una traversa o un angolo meno frequentato della strada, oppure l’ultima fila in fondo nella sala cinematografica).

Al contrario, se la coppietta si stava unendo nella propria camera da letto, ma i vicini o i passanti hanno potuto comunque scorgere l’azione, bisognerà distinguere:

  1. se la stanza era esposta in modo evidente (si pensi ad una camera a pian terreno, completamente vetrata e prospiciente la pubblica via), allora si potrà parlare di atti osceni in luogo esposto al pubblico;
  2. se, al contrario, la stanza è riparata da occhi indiscreti (ad esempio, perché le finestre sono coperte da tende), ma la coppia è stata ugualmente vista a causa della curiosità delle persone che si sono adoperate fattivamente pur di scorgere qualcosa, allora sicuramente non si potrà parlare di atti osceni, in quanto il luogo dove l’atto è avvenuto non è sicuramente esposto al pubblico.

Atti contrari alla pubblica decenza: cosa sono?

Molto simile al reato di atti osceni in luogo pubblico è quello di atti contrari alla pubblica decenza. Quest’ultimo è un reato (per la precisione, una contravvenzione: per sapere qual è la differenza tra delitti e contravvenzioni si rinvia alla lettura di questo articolo) che punisce con la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemila a diecimila euro chiunque, in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza [5].

Sia nel caso di atti osceni che in quello di atti contrari alla pubblica decenza, elemento costitutivo della fattispecie è che la condotta debba avvenire in luogo pubblico, altrimenti non si integrerebbe alcun reato. In base al trattamento sanzionatorio è evidente che gli atti contrari alla pubblica decenza costituiscano una condotta di minor gravità rispetto agli atti osceni:  non è previsto il carcere come sanzione, nemmeno se tali atti indecenti vengano compiuti davanti ad una scuola o a qualsiasi altro luogo abitualmente frequentato da minorenni.

Atti osceni e atti contrari alla pubblica decenza: qual è la differenza?

Qual è la differenza tra atti osceni e atti contrari alla pubblica decenza? Secondo la giurisprudenza, la distinzione tra atti osceni e atti contrari alla pubblica decenza va individuata nel fatto che i primi offendono, in modo intenso e grave, il pudore sessuale, suscitando nell’osservatore sensazioni di disgusto oppure rappresentazioni o desideri erotici, mentre i secondi ledono il normale sentimento di costumatezza, generando fastidio e riprovazione [6].

Detto in parole diverse, mentre il delitto di atti osceni ha contenuto più specifico, in quanto si riferisce solamente al naturale sentimento del pudore sessuale, gli atti contrari alla pubblica decenza offendono i sentimenti più comuni e generici di compostezza e riservatezza [7].

Facciamo qualche esempio concreto per capire meglio la differenza. Secondo la giurisprudenza, la condotta di orinare in un luogo pubblico, poiché prescinde dalla sessualità, rientra tra gli atti contrari alla pubblica decenza [8]. Al contrario, colui che si masturba pubblicamente commette il più grave reato di atti osceni in luogo pubblico, in quanto trattasi di comportamento che offende chiaramente il pudore sessuale [9].

Allo stesso modo, integra il reato di atti contrari alla pubblica decenza l’esibizione dei glutei scoperti ai passanti in luogo di pubblico transito [10], mentre si configurano gli atti osceni nel caso di esibizione dell’organo genitale maschile con palpeggiamento simulatorio di un atto sessuale [11].

Per quanto riguarda il fenomeno del nudismo, si rinvia alla lettura dell’articolo Nudismo: è reato?

note

[1] Art. 527 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 19178/2015.

[3] D. lgs. n. 8/2016 del 15.01.2016.

[4] Cass., sent. n. 10459/1966 del 05.10.1966.

[5] Art. 726 cod. pen.

[6] Cass., sent. n. 5478/2014.

[7] Cass., sent. n. 9685/1996 del 13.11.1996.

[8] Cass., sent. n. 15678/2010 del 23.04.2010.

[9] Cass., sent. n. 7817/1985 del 04.09.1985.

[10] Cass., sent. n. 23083/2011 del 08.06.2011.

[11] Cass., sent. n. 46356/2008 del 17.12.2008.

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