Diritto e Fisco | Editoriale

POS: niente sanzioni per chi non ce l’ha

5 Giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 Giugno 2018



Il Consiglio di Stato boccia le multe per chi non accetta i pagamenti con carta di credito o Bancomat. Cambia qualcosa per i consumatori?

Rifiutare il pagamento con carta di credito o Bancomat perché non si disponeva del POS (cioè dell’apparecchio che consente, appunto, il pagamento elettronico) comportava, fino a poco fa, una multa. Ora, però, il Consiglio di Stato ha cambiato le regole del gioco e consegnato, in qualche modo, il cerino acceso al nuovo Governo, che dovrà decidere in merito. Che cosa hanno stabilito i giudici amministrativi? Rifiutare la carta di credito o il Bancomat comporterà ancora una multa? E che cosa cambia per i cittadini? Bisognerà andare in giro con il portafoglio pieno di contanti o manterranno il diritto di pagare anche una pizza con la moneta elettronica? A dire il vero, converrà tenere a portata di mano il Bancomat non per pagare ma per prelevare allo sportello più vicino. Perché il parere del Consiglio di Stato è molto chiaro: sul POS, niente sanzioni per chi non ce l’ha. Vediamo quali sono le novità che riguardano carta di credito e Bancomat.

POS obbligatorio: cosa diceva la legge

L’obbligo di dotarsi di un POS e, quindi, di accettare il pagamento con carta di credito o Bancomat era stato introdotto in primis dal decreto Crescita del governo Monti [1], secondo il quale dal 30 giugno 2014 dovevano essere accettati i pagamenti con carta di credito o Bancomat da parte di chi vende prodotti o effettua prestazione di servizi anche professionali (quindi dal negozio di alimentari all’avvocato). Tuttavia, questo decreto non prevedeva alcuna sanzione per chi trasgrediva tale norma.

La sanzione amministrativa è arrivata qualche anno dopo, con la Legge di Stabilità 2016 [2]. Imponeva, appunto, una sanzione amministrativa fino a 30 euro a commercianti e professionisti restii alla moneta elettronica. Nello specifico, la multa veniva comminata a chiunque rifiutava «di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato», come stabilito dal Codice penale [3]. E, poiché quella elettronica, viene considerata una moneta di corso legale in Italia, respingere questo tipo di pagamenti veniva considerato un fatto illecito. La stessa Legge abbassava da 30 a 5 euro la soglia dei pagamenti con carta di debito o di credito che dovevano essere obbligatoriamente accettati.

Implicitamente, veniva imposto l’obbligo del POS. Non sono mancati i commercianti o i professionisti che hanno ignorato questo vincolo alludendo ai costi elevati della linea e dell’attrezzatura. Questi soggetti oggi possono tirare un sospiro di sollievo. Almeno per un po’.

POS obbligatorio: si paga la multa?

La buona notizia per chi è «allergico» a ricevere dei pagamenti con carta di credito o Bancomat è che il Consiglio di Stato ha appena detto «no» alle multe previste dalla Legge di Stabilità del 2016. Secondo i giudici amministrativi, rinviare il decreto ministeriale all’articolo del Codice penale che prevede una multa di 30 euro per chi non ha il POS e rifiuta un pagamento con moneta in corso legale (come lo è quella elettronica) supera le riserve di legge, in quanto determina una sanzione senza fondamento nelle previsioni della legge stessa. In altre parole: secondo il Consiglio di Stato, il fatto che il decreto Crescita non prevedesse delle sanzioni per la mancata installazione dei POS e per il conseguente rifiuto di carte di credito o Bancomat ha determinato la mancata applicazione dell’obbligo in sé, vanificando la previsione legislativa. Risultato: non ci saranno più delle multe per chi chiede il pagamento in contanti anziché con la moneta elettronica.

E sarà così almeno finché il nuovo Governo non deciderà in merito. Ricordiamo che tale obbligo era scattato non per fare un dispetto a commercianti e professionisti ma per tentare di accentuare la lotta all’evasione fiscale, poiché, a differenza di quello fatto in contanti, del pagamento elettronico resta sempre traccia.

POS obbligatorio: che cosa cambia

Certo, il parere del Consiglio di Stato cambia (è il caso di dirlo) le «carte» in tavola. Se prima un consumatore era legittimato a pretendere di poter pagare con carta di credito o Bancomat una spesa di almeno 5 euro pena la multa del commerciante o del professionista per non avere il POS, ora questi ultimi sono, a loro volta, legittimati a rifiutare quei pagamenti perché, tanto, non dovranno versare alcuna sanzione amministrativa, cioè non saranno tenuti a pagare una multa che chiedono a quel consumatore di pagare in contanti. Certo è che il Consiglio di Stato non ha detto esplicitamente che il POS non sia obbligatorio: ha detto «niente sanzioni per chi non ce l’ha». Il che, nella pratica, è la stessa cosa: perché spendere nell’acquisto e nella manutenzione di un apparecchio che posso anche non utilizzare visto che nessuno verrà a farmi la multa?

Non tutti, comunque, erano tenuti ad installare il POS nei propri uffici o nelle loro botteghe. L’obbligo del POS riguardava commercianti e professionisti che vendono beni e/o servizi ed, in particolare:

  • commercianti come titolari di negozi, di bar, di ristoranti, di un’azienda artigiana, ecc.;
  • professionisti come avvocati, notai, architetti, geometri, ecc. che hanno un rapporto diretto con i clienti.

Non erano, invece, tenuti ad installare un POS:

  • i professionisti la cui attività si svolge in uno studio associato e che, quindi, non hanno un rapporto diretto con i clienti;
  • tabaccai e benzinai che ricevono imposte per conto dello Stato e che poi riversano queste tasse a titolo di sostituti di imposta. Per loro era stata prevista un’esclusione temporanea.

Altro discorso è che, ad esempio nel caso dei benzinai, chi gestisce un distributore di carburante decida autonomamente di installare il POS per una questione di comodità propria e, soprattutto, dei clienti, visto che, di norma, i pagamenti sono di diverse decine di euro (con quello che costa un pieno oggi).

note

[1] Dl n. 179/2012.

[2] Legge n. 208/2015.

[3] Art. 693 cod. pen.

[4] Cons. Stato parere depositato il 01.06.2018.


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2 Commenti

  1. DETTA SENTENZA VA IMPUGNATA DALLE ASSOCIAZIONIDEI CONSUMATORI IN QUANTO AVVALORA E FAVORISCE L’EVASIONE FISCALE ED E’ CONTRO GLI INTERESSI DEL PAESE E DELLA COSTITUZIONE.

  2. in riferimento al commento precedente che ho inviato
    in merito alla sentenza sui pos aggiungo il link di mi manda Rai tre dove suggerii all’ora sottosegretario all’economia on . Zanetti come poter azzerare la evasione fiscale, sia a livello persone fisiche che persone giuridiche.

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