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Lo sai che? Cosa sono le sanzioni amministrative

Lo sai che? Pubblicato il 5 giugno 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 giugno 2018

Illeciti civili, penali e amministrativi: le differenze tra reati e sanzioni amministrative; come opporsi e quali sono le conseguenze per il trasgressore.

Chi viola una legge posta a tutela degli interessi della collettività compie un comportamento che, a seconda della gravità, viene punito con sanzioni penali (in tal caso siamo in presenza di un reato) o con sanzioni amministrative. Questa seconda possibilità comporta delle conseguenze più lievi per il trasgressore, quasi sempre costituite da misure di tipo pecuniario (il pagamento cioè di una contravvenzione) e, talvolta, accompagnate da sanzioni accessorie (ad esempio: la decurtazione dei punti della patente, la sospensione della patente stessa, l’interdizione all’emissione di assegni, la revoca di una licenza, ecc.). Ma, più nel dettaglio, cosa sono le sanzioni amministrative e come distinguerle? Come facciamo a capire se abbiamo commesso un reato o meno? Di tanto proveremo a fornire delle semplici spiegazioni in questo articolo.

Come stabilire se un comportamento è un reato o un illecito amministrativo?

Tutte le volte in cui vengono violati degli interessi di natura privata, la legge prevede delle sanzioni che non hanno alcuna ripercussione sul profilo pubblico. Ad esempio, se una persona non paga un debito, commette una violazione di una norma del diritto civile; ma la punizione (che in questo caso è il pignoramento) può scattare solo se l’altra parte – il creditore – agisce contro di lui con un regolare processo.

Invece per tutte le sanzioni amministrative e buona parte di quelle penali è lo Stato che si muove per chiedere la punizione dei colpevoli: e ciò perché è interesse della collettività – rappresentata appunto dalle forze dell’ordine – procedere alla punizione di chi viola la legge. Se così non fosse e si lasciasse solo alla vittima la scelta se agire o meno, si avrebbe ad esempio che per l’omicidio non si potrebbe mai procedere penalmente e buona parte dei reati a sfondo mafioso, cui consegue spesso omertà e timore, non sarebbero ugualmente punibili.

Tralasciando le sanzioni di tipo civile che qui non ci interessano, osserviamo più da vicino le sanzioni amministrative e quelle penali.

Le sanzioni amministrative scattano quando si viola una norma di diritto amministrativo; le sanzioni penali invece quando si commette un reato. Può sembrare quasi banale e tautologico. Ma, nel concreto, come facciamo a capire se abbiamo commesso un reato o un semplice illecito amministrativo? La differenza la decide, di volta in volta, il legislatore: posto che nessuno può essere punito in via penale senza una espressa previsione di legge, è solo quest’ultima che, nel momento in cui decide quale sanzione accordare a un determinato illecito, che finisce per individuare di che tipo di illecito si tratta: se cioè amministrativo o penale. Insomma, non resta che affidarsi alla lettura delle norma violata.

È il cosiddetto principio di legalità della pena, stabilito dalla Costituzione: nessuno può essere punito se non in forza di una legge. Ciò significa che solo il Parlamento, come organo rappresentativo del popolo, può stabilire quali comportamenti sono reati. Secondo la giurisprudenza, però, tale potere può essere accordato anche a tutti gli altri atti che hanno la forza di legge, come i decreti legge e decreti legislativi (i quali, come noto, sono adottati dal Governo).

A questo punto, per comprendere se siamo in presenza di un reato o di un illecito amministrativo, non dobbiamo far altro che individuare quali sono le sanzioni penali poiché, se la legge non prevede una di questa, siamo nell’ambito delle sanzioni amministrative. Eccole qui di seguito elefante.

Quali sono le sanzioni penali

Le sanzioni penali scattano solo in presenza di reati. In funzione della loro gravità, i reati si distinguono in:

  • delitti
  • contravvenzioni.

I delitti sono reati di maggiore gravità e vengono punti con le seguenti pene:

  • ergastolo (tuttavia, il condannato che abbia tenuto un comportamento tale da far ritenere sicuro il suo ravvedimento può essere ammesso alla liberazione condizionale dopo aver scontato 26 anni di pena);
  • reclusione: comporta la restrizione della libertà da 15 giorni a 24 anni ed è scontata nei carceri o, in alcuni casi, presso il domicilio;
  • multa: è il pagamento di una somma allo Stato tra 50 e 50mila euro. Talvolta è in alternativa alla pena detentiva; in altri casi vi si aggiunge.

Le contravvenzioni invece sono illeciti minori ma pur sempre conseguono a reati. Sono punite con le seguenti pene:

  • arresto: comporta la restrizione della libertà personale da 5 giorni a 3 anni ed  scontata nei carceri o, in alcuni casi, presso il domicilio;
  • ammenda: consiste nel pagamento di una somma allo Stato compresa tra 20 e 10mila euro.

La depenalizzazione 

Al fine di ridurre il sofraffollamento carcerario e agevolare la punizione dei reati più gravi, la legge ha depenalizzato quelli di minore entità che sovraffollavano il lavoro delle Procure (si pensi al reato di ingiuria, all’emissione di assegni a vuoto o al danneggiamento).

Due sono gli interventi più famosi di depenalizzazione: la legge del 1981 (legge n. 689/1981) e i due decreti legislativi del 2016 (d.lgs. n. 7 e n. 8 del 2016).

Differenze e uguaglianze tra sanzioni amministrative e penali

Le principali differenze tra le sanzioni amministrative e quelle penali sono:

  • la sanzione amministrativa viene irrogata direttamente da un pubblico ufficiale, quello che accerta l’illecito, senza bisogno di un processo, ma a seguito solo di un procedimento amministrativo di verifica delle prove dell’illecito; invece la sanzione penale richiede una causa nella quale l’imputato può costituirsi per difendersi. Ciò non toglie che contro la sanzione amministrativa si può sempre presentare un ricorso per opporsi. La legge stabilisce il termine di 30 giorni davanti al giudice di pace o al tribunale;
  • la sanzione amministrativa non ha ripercussioni sulla fedina penale: dunque, non esiste certificata dal quale è possibile evincere che un determinato soggetto ha subìto una sanzione amministrativa. Con il pagamento della sanzione amministrativa si estingue ogni obbligo del trasgressore;
  • la sanzione penale ha tempi di prescrizione molto brevi; quella amministrativa invece, una volta contestato l’illecito nei termini previsti dalla legge, non si prescrive mai (si pensi alla demolizione di un fabbricato abusivo).

Sanzioni penali e amministrative hanno però anche punti in comune:

  • per entrambe è prevista la riserva di legge. Quindi un decreto ministeriale – tanto per fare un esempio – non può né istituire un nuovo reato, né prevedere delle sanzioni amministrative che non siano già state disciplinate da una legge, un decreto legge o un decreto legislativo;
  • per entrambe vale il principio di responsabilità personale: nessuno può essere punito per un reato o un illecito amministrativo compiuto da altri. L’unica eccezione riguarda solo le contravvenzioni stradali per le quali i genitori rispondono degli illeciti dei figli. Questa regola distingue fortemente il penale e l’amministrativo dal civile dove invece sono possibili forme di responsabilità oggettiva (ossia per comportamenti anche di altri): si pensi al datore di lavoro che deve risarcire i danni commessi dai propri dipendenti ai clienti;
  • per aversi illecito amministrativo è necessario che l’agente abbia agito con dolo (malafede) o con colpa. Invece nel civile ciò non è richiesto: si pensi al padrone del cane che deve risarcire i danni per i morsi di quest’ultimo, anche se lui non li ha voluti;
  • le sanzioni amministrative non scattano in presenza delle stesse cause di giustificazione del penale ossia 1) nell’adempimento del dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima, 2) in stato di necessità o 3) di legittima difesa.

Le sanzioni amministrative: cosa sono?

Alla luce di quanto abbiamo detto possiamo concludere dicendo che le sanzioni amministrative sono tutte quelle che non rientrano nelle sanzioni penali e che pertanto non hanno conseguenze sul casellario giudiziario del trasgressore. Le sanzioni amministrative non implicano mai la restrizione della libertà (quindi il carcere o gli arresti domiciliari) ma sono sempre collegate a una misura di tipo economico (il pagamento di una contravvenzione). Ad esse si possono aggiungere anche le sanzioni accessorie, che tuttavia anch’esse seguono gli stessi principi e le sorti delle sanzioni amministrative (per cui se quest’ultima viene annullata, l’annullamento riguarda anche la sanzione accessoria).

Quali sono le principali sanzioni amministrative?

Le principali sanzioni amministrative sono quelle di natura fiscale ossia per la violazione di norme tributarie (ad esempio mancato pagamento di imposte). Solo eccezionalmente infatti l’evasione fiscale è un reato (leggi L’evasione fiscale è reato?).

Comportano anche sanzioni amministrative la violazione di gran parte delle norme in materia di tutela del lavoro, di igiene sui luoghi di lavoro e di prevenzione degli infortuni sul lavoro; di previdenza e assistenza obbligatoria; di tutela dell’ambiente dall’inquinamento, della flora, della fauna e delle aree protette; di igiene degli alimenti e delle bevande; valutaria; di antiriciclaggio. Sono sanzioni amministrative quasi tutte le violazioni del codice della strada (salvo i casi più gravi di guida in stato di ebbrezza; di recente è stata depenalizzata la guida senza patente).


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