Aumento dell’Iva: quanto costerà alle famiglie italiane

5 Giugno 2018


Aumento dell’Iva: quanto costerà alle famiglie italiane

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 Giugno 2018



I passi del nuovo governo vanno nella direzione opposta alla neutralizzazione delle clausole di salvaguardia sull’aumento dell’Iva.

Novanta giorni senza un governo sono davvero troppi per uno Stato sull’orlo della crisi. Mentre il Codacons denuncia che lo stallo politico ci è costata circa 253 milioni di euro, il nuovo esecutivo, pur avendo già elargito ampie promesse in materia di pensioni, immigrati e flat tax, ha dimenticato però forse l’aspetto più urgente: l’aumento dell’Iva. Se non verrà neutralizzata la famosa clausola di salvaguardia che da più anni ormai pende sull’Italia, nel 2019 avremo un aumento dell’Iva ordinaria dal 22 al 24,5% e di quella ridotta dal 10% all’11,5%. Per scongiurare questo effetto, che costerà alle famiglie circa 242 euro in più all’anno (per molti anziani equivale quasi alla metà di una mensilità di pensione), il nuovo Governo avrebbe già dovuto trovare una copertura economica. E invece la direzione intrapresa sembra andare  nella direzione opposta: un aumento della spesa pubblica. Solo i costi delle riforme avanzate richiederebbero già una nuova manovra correttiva e l’abbassamento dell’Irpef al 15% – riferisce Il Sole 24 Ore – richiede una copertura di 102 miliardi di euro ulteriori.

Le clausole di salvaguardia stanno per aumentare e, al tavolo, non c’è ancora alcuna soluzione seria per fermarla. Quanto costerà agli italiani l’aumento dell’Iva? I dati sono rivelati dal Codacons: solo per le bollette della luce e del gas gli italiani pagheranno circa 506 milioni di euro in più. Questo perché, tra i beni con l’Iva ridotta (attualmente al 10% ma a breve all’11,5%) ci sono proprio le bollette delle compagnie elettriche e del riscaldamento. Attualmente la media annuale della bolletta del gas è pari a 1.042 euro, mentre con l’aumento si arriverà a 1.056 euro con una differenza di 14 euro; invece la bolletta della luce passerà da una media di 533 euro a 541 euro, con un aumento di 8 euro. Per un totale di 22 euro annui a nucleo.

Ma non sono solo le bollette. Ci sono tutti gli altri acquisti che si fanno al supermercato, per il vestiario dei figli, per la benzina, per tutti gli altri beni di consumo. L’Iva ricade sempre sul consumatore e sulle partite Iva nel regime dei minimi che, a differenza dell’impresa o del professionista, non la scarica su nessuno.

L’aumento dell’Iva è un fardello che ci portiamo dietro dalla legge di Stabilità del 2015 e che, a tutt’oggi, non è stato completamente scongiurato. Inizialmente programmato per il 2015, è stato poi evitato per un pelo e fatto slittare al 2016. Ma anche nel 2016 non si è avuto e, dopo l’ennesimo slittamento al 2017, ora ce lo troviamo programmato per il 2019 quando, se non interverrà una norma a disinnescare le cosiddette clausole di salvaguardia, avremo un aumento dell’Iva ordinaria dal 22% al 24,5% e di quella agevolata dal 10% al 12,5%

«Una stangata in piena regola a cui gli italiani non potrebbero sottrarsi, trattandosi non di beni di consumo ma di servizi primari ed essenziali di cui le famiglie non possono fare a meno – attacca il presidente Carlo Rienzi – Per questo chiediamo al nuovo Premier Conte di inserire come priorità del Governo la cancellazione degli aumenti per Iva e accise che si tradurrebbero in un massacro per le tasche delle famiglie, specie quelle numerose e meno abbienti».

Secondo l’ufficio studi della Ggia di Mestre, i prodotti più colpiti dall’inevitabile rincaro saranno l’abbigliamento, le calzature, mobili ed elettrodomestici.

Ma quali beni scontano l’Iva al 22%? Si tratta certamente della gran parte dei prodotti che assorbono il nostro reddito. In pratica, sono soggetti all’Iva ordinaria del 22% tutti quei beni che non rientrano nell’Iva speciale del 4% (burro, formaggi e latticini, ortaggi, legumi, frutta, farina, olio, pasta, giornali, prima casa, alimenti acquistati presso bar, ristoranti, prestazioni socio-sanitarie) e del 10% (carne, pesce, yogurt, latte  fresco, uova, miele, prodotti di origine animale, tè, riso, zucchero, frutta, acqua, bollette luce e gas).

Qualcuno aveva profetizzato che la crisi avrebbe aiutato l’Italia ad aumentare l’export ma, a quanto sembra, il bene che stiamo esportando di più in questo periodo sono i giovani di talento.


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3 Commenti

  1. Chi ha scritto questo articolo deve essere sicuramente qualcuno schierato con il partito di RENZI il P.D. , ovvero di coloro che assieme a Monti, Letta e per ultimo Gentiloni ci hanno portato a tutto questo ! Evitate di produrre queste “Fuck News” almeno qui su “LA LEGGE PER TUTTI”, che finora ho reputato abbastanza seria !
    Il nuovo governo LEGA / M5S a piccoli passi sistemerà tutte le nefandezze create dai precedenti governi sui “DIKTAT” di Bruxelles…statene certi e fatevene una ragione ! Il voto popolare non si discute ! Le dittature lasciamole ai paesi sudamericani !

    1. Fake News….è commovente la tua fede nei leghisti che hanno portato i finanziamenti pubblici, ovvero soldi nostri, per un totale di quarantanove49 MILIONI in africa, ma non per fare beneficenza…la fede non ha mai risolto i problemi

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