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Lavoro all’estero? Ecco gli adempimenti da fare in Italia

21 Maggio 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 21 Maggio 2017



Gli obblighi di un contribuente residente fiscalmente in Italia che lavora all’estero.

Se si ha la residenza in Italia e si sono percepiti redditi di lavoro all’estero, ci sono alcuni accorgimenti da mettere in pratica.

Quali adempimenti devi fare in Italia?

In base alla legge [1] i soggetti residenti sono assoggettati a tassazione in Italia in relazione a tutti i redditi posseduti e, di conseguenza, anche per quelli da lavoro dipendente prodotti all’estero. All’interno del nostro ordinamento, sono previste speciali disposizioni in relazione a:

  • lavoratori che prestano l’attività all’estero e che possono beneficiare della tassazione sulla base delle retribuzioni convenzionali;
  • lavoratori “frontalieri”.

Le convenzioni contro le doppie imposizioni

Oltre alle norme interne, esistono anche le convenzioni contro le doppie imposizioni, che dispongono quanto segue: «I salari, gli stipendi e le altre remunerazioni analoghe che un residente di uno Stato contraente riceve in corrispettivo di un’attività dipendente sono imponibili soltanto in detto Stato, a meno che tale attività non venga svolta nell’altro Stato contraente. Se l’attività è quivi svolta, le remunerazioni percepite a tal titolo sono imponibili in questo altro Stato».

Come si può ben comprendere, vale il principio generale di tassazione nello Stato nel quale è realmente svolta l’attività di lavoro dipendente; ma nel caso in cui l’attività di lavoro dipendente è svolta in uno Stato diverso da quello di residenza, la tassazione nello Stato di svolgimento dell’attività non esclude la tassazione anche nello Stato di residenza.

Cosa significa tutto ciò? Che nel caso in cui un soggetto residente fiscale in Italia abbia percepito dei redditi da lavoro dipendente, per esempio in Francia perché ha lavorato in tale Paese per alcuni mesi, lo stesso potrà essere tassato sia nello Stato della fonte del reddito (Francia) che nello Stato della residenza (Italia).

Tassazione redditi esteri in Italia

La tassazione esclusiva nello Stato della residenza è subordinata al verificarsi di tutte le seguenti condizioni:

  • il beneficiario soggiorni nello Stato in cui esercita l’attività di lavoro dipendente per un periodo (o per periodi) che non oltrepassa (oltrepassano) in totale 183 giorni;
  • le remunerazioni siano pagate da, o per conto di, un datore di lavoro che non è residente nello Stato dove viene svolta l’attività di lavoro dipendente;
  • l’onere delle remunerazioni non sia sostenuto da una Stabile organizzazione, o da una base fissa, di cui il datore di lavoro dispone nello Stato in cui è svolta l’attività.

Nel caso in cui non sussistano contemporaneamente tali condizioni, la tassazione sarà in modo concorrente nei due Stati. Questo significa che sia lo Stato estero che l’Italia possono tassare tale reddito.

Dichiarazione dei redditi: i quadri da compilare

Il contribuente a questo punto dovrà dichiarare i redditi ottenuti all’estero:

  • nel Quadro RC del modello Redditi;
  • nel Quadro G4 del Modello 730.

Infine, si ricorda che il contribuente qualora abbia subito tassazione nello Stato estero su tale reddito, potrà portare in detrazione il credito per le imposte pagate all’estero.

Le condizioni per l’applicazione del credito per le imposte pagate all’estero sono:

  • il reddito deve essere un reddito che si definisca come “reddito prodotto all’estero”;
  • il reddito deve concorrere alla formazione del reddito complessivo del contribuente;
  • le imposte che il contribuente ha pagato all’estero devono essere pagate all’estero a titolo definitivo.

note

Autore immagine: Google immagini

[1] art. 3 del TUIR

 


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