Diritto e Fisco | Editoriale

Come passare da inoccupato a disoccupato

6 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 giugno 2018



Come si ottiene lo stato di disoccupazione, quali differenze ci sono con lo stato d’inoccupazione: requisiti, agevolazioni.

Che differenza c’è tra inoccupati e disoccupati? I disoccupati hanno diritto ad agevolazioni in più rispetto agli inoccupati? Non esiste un’unica risposta a queste domande: è vero che, grazie al Jobs Act [1], sono state praticamente abbattute le differenze tra inoccupati, disoccupati e soggetti in inserimento lavorativo. Tuttavia, l’eliminazione delle distinzioni esistenti tra le persone prive di impiego vale solo ai fini del riconoscimento dello stato di disoccupazione, mentre restano ancora in piedi alcune differenze legate a particolari agevolazioni.

Allo stato di disoccupazione si è aggiunto, poi, lo stato di non occupazione, che viene riconosciuto sia a chi non lavora che a chi lavora, se non supera determinati limiti di reddito, nel caso in cui non sia stata dichiarata la disponibilità al lavoro.

Ma allora, chi sono i disoccupati, chi sono gli inoccupati, e come passare da inoccupato a disoccupato? Cerchiamo di fare chiarezza.

Chi sono gli inoccupati?

Una legge del 2002 [2] definisce gli inoccupati come coloro che non hanno mai svolto attività lavorativa in nessuna forma, autonoma o subordinata e siano alla ricerca di un’occupazione, ovvero abbiano effettuato iscrizione al Centro per l’Impiego, da più di 12 mesi o da più di 6 mesi se giovani.

In pratica, l’inoccupato è chi non ha mai lavorato ed è alla ricerca della prima occupazione.

Come abbiamo appena detto, però, il decreto di riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive [1], attuativo del Jobs Act, ha superato la differenza tra inoccupati e disoccupati, anche se, nel concreto, restano collegate allo stato di disoccupazione alcune agevolazioni differenti rispetto a quelle connesse allo stato di inoccupazione. Col tempo, però le disparità si stanno riducendo, mentre si stanno nettamente differenziando le regole da applicare ai disoccupati ed agli inoccupati che hanno dichiarato la disponibilità al lavoro (Did), rispetto ai disoccupati (o meglio ai non occupati) che non hanno reso la Did.

Chi sono i disoccupati?

In generale, è disoccupato chi ha perso il lavoro. Non tutti i disoccupati, però, hanno diritto ad ottenere lo stato di disoccupazione; d’altra parte, lo stato di disoccupazione, secondo la nuova normativa, può essere ottenuto anche da chi è inoccupato, o da chi lavora ma possiede un reddito inferiore a determinate soglie.

Quali agevolazioni non hanno gli inoccupati?

In passato, le agevolazioni che i disoccupati potevano ottenere erano molto più numerose rispetto a quelle riservate agli inoccupati. Col tempo, quasi tutte le agevolazioni dedicate ai disoccupati sono state estese ai disoccupati, non ultima l’esenzione dal ticket.

Recentemente, difatti, una sentenza del Tribunale di Roma [3] ha affermato che, tra i disoccupati a cui spetta l’esenzione dal ticket sanitario vanno inseriti anche gli inoccupati: questo, perché il Jobs Act ha previsto che «le norme nazionali o regionali ed i regolamenti comunali che condizionano prestazioni di carattere sociale allo stato di disoccupazione si intendono riferite alla condizione di non occupazione».

Anche una circolare del Ministero del Lavoro ha condiviso questa interpretazione [4]: per il diritto alle agevolazioni non conta più, dunque, se il richiedente ha o meno svolto un lavoro in precedenza.

Resta invece non accessibile agli inoccupati la Naspi, l’indennità di disoccupazione: questa, infatti, spetta a chi possiede almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni ed almeno 30 giornate lavorate nell’anno.

Come si passa da inoccupato a disoccupato?

Passare da inoccupato a disoccupato, da un punto di vista sostanziale, è possibile soltanto una volta trovato il primo impiego.

Per ottenere lo stato di disoccupazione, invece, non occorre trovare un impiego (e perderlo) perché, come abbiamo osservato, è possibile trovarsi in stato di disoccupazione sia per gli inoccupati, che per chi si rioccupa, ma con un reddito basso.

Chi perde il lavoro, in ogni caso, deve perderlo involontariamente: non acquisisce lo stato di disoccupazione, ad esempio, chi ha presentato le dimissioni volontarie (non per giusta causa, o durante il periodo di maternità tutelato), o chi ha firmato la risoluzione consensuale (a meno che la risoluzione non sia conseguente a una procedura di conciliazione obbligatoria).

Per ottenere lo stato di disoccupazione come disoccupato parziale, invece, è possibile svolgere lavoro subordinato o parasubordinato con reddito inferiore a 8mila euro annui, o un’attività di lavoro autonomo, anche occasionale, con reddito inferiore a 4.800 euro annui.

Come si ottiene lo stato di disoccupazione per gli inoccupati?

La corretta domanda da porsi, allora, non è come passare da inoccupato a disoccupato, ma come ottenere lo stato di disoccupazione da inoccupato.

Perché l’inoccupato possa ottenere lo stato di disoccupazionesono ne cessari alcuni passaggi:

  • in primo luogo, il lavoratore deve presentare la Did, dichiarazione di immediata disponibilità: si tratta di una dichiarazione con la quale il disoccupato conferma di rendersi disponibile per nuove attività lavorative e per attività formative, orientamento e ricerca di lavoro organizzate dai servizi per l’impiego;
  • la Did può essere presentata:
    • recandosi presso un centro per l’impiego;
    • presso il nuovo portale Anpal, cioè il portale delle politiche attive del lavoro;
    • in sede d’invio all’Inps della domanda d’indennità di disoccupazione (ora Naspi); questo, ovviamente, per l’inoccupato non è possibile, perché non ha mai perso il lavoro;
  • inoltre, l’inoccupato deve recarsi, entro 15 giorni da quando è stata resa la Did, presso il centro per l’impiego per firmare il patto di servizio, un progetto che prevede delle attività personalizzate, finalizzate a trovare lavoro.

Come si perde lo stato di disoccupazione?

Anche gli inoccupati possono perdere lo stato di disoccupazione se non svolgono le attività previste nel patto di servizio o rifiutano un’offerta di lavoro congrua.

In particolare, lo stato di disoccupazione si perde quando:

  • l’interessato si assenta per 3 volte alle convocazioni o agli appuntamenti previsti nel patto di servizio;
  • l’interessato si assenta per 2 volte alle iniziative di orientamento attivate nei suoi confronti;
  • l’interessato si occupa come lavoratore dipendente a tempo indeterminato con reddito superiore a 8mila euro annui, o in una nuova attività di lavoro autonomo con introiti annui superiori a 4800 euro;
  • l’interessato raggiunge i requisiti utili alla pensione, acquisisce il diritto alla pensione o all’assegno ordinario d’invalidità; questo, ovviamente, all’inoccupato non può capitare, perché non ha mai lavorato;
  • l’interessato rifiuta un’offerta di lavoro congrua.

note

[1] Art. 19 co. 7 d.lgs. n. 150/15.

[2] D.lgs.297/2002.

[3] Trib. Roma, sent. n. 1558/2017.

[4] Min. Lavoro circolare n. 5090/2016 che interpreta l’art. 19 co. 7 d.lgs. n. 150/15.

[5] Art. 19 co. 7 d.lgs. n. 150/15.

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