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Bollette: che fare se la società non rispetta il periodo di riferimento delle fatture

9 giugno 2018


Bollette: che fare se la società non rispetta il periodo di riferimento delle fatture

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 giugno 2018



È stata recapitata a nome di mio padre una fattura di conguaglio dei consumi dell’acqua dal 22/5/2015 al 4/1/2018 di 643 mc dalla società per un importo di 1305,84 euro con scadenza 12 Febbraio 2018. È normale un periodo così lungo? Si può fare un ricorso o soltanto chiedere una rateizzazione?

Le bollette sono dovute in quanto non ancora prescritte (le bollette per consumi idrici sono soggette a prescrizione quinquennale; la prescrizione biennale introdotta con la nuova Legge di bilancio si applica a partire dalle bollette emesse dal 2018). Tuttavia, se nessuna bolletta è stata mai inviata in questi anni, il gestore ha violato i termini previsti per l’invio della fatturazione. La legge prevede, infatti, l’oblio del gestore di emettere un numero minimo di bollette nell’anno, numero che dipende dai consumi medi annui dell’utente negli ultimi 3 anni.

In particolare, l’utente deve ricevere:

– 2 bollette all’anno, con cadenza semestrale, per consumi medi annui fino a 100 metri cubi (mc);

– 3 bollette all’anno, con cadenza quadrimestrale, per consumi medi annui da 101 mc fino a 1000 mc;

– 4 bollette all’anno, con cadenza trimestrale, per consumi medi annui da 1001 mc a 3000 mc;

– 6 bollette all’anno, con cadenza bimestrale, per consumi medi superiori a 3000 mc.

Il periodo di riferimento della fattura (ossia il tempo intercorrente tra il primo e l’ultimo giorno a cui è si riferisce la fattura) deve essere coerente con la periodicità di fatturazione prevista per l’utente in base ai consumi annui. Ogni fattura deve essere emessa entro 45 giorni solari dall’ultimo giorno del periodo di riferimento.

Il numero minimo di fatture emesse nell’anno (periodicità di fatturazione) e il tempo di emissione della fattura sono standard specifici di qualità e il loro mancato rispetto comporta il riconoscimento all’utente di un indennizzo automatico pari a 30 euro.

Il mancato rispetto della periodicità di fatturazione non comporta dunque l’illegittimità della pretesa o la riduzione dell’importo dovuto, ma solo una violazione degli standard qualitativi e la corrispondenza di un indennizzo al cliente.

Per tali ragioni, si consiglia al lettore di presentare un reclamo al gestore, facendo presente il vizio di periodicità della fatturazione e chiedendo il relativo indennizzo di 30 euro, che (seppur simbolico) potrebbe essere portato in compensazione con il credito. Ad ogni modo, dovendo pagare l’importo previsto dalle fatture, si suggerisce altresì la richiesta di rateizzazione.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone

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