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Multa per divieto di sosta: quando non conviene fare ricorso

16 giugno 2018


Multa per divieto di sosta: quando non conviene fare ricorso

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 giugno 2018



Ho ricevuto una multa per aver parcheggiato l’auto sul marciapiede di una strada provinciale, accanto all’abitazione di mia suocera. Il vigile, che peraltro mi conosce  essendo il mio un piccolo paese, anziché contattarmi o lasciare la multa sul parabrezza, è transitato ed ha rilevato il numero di targa. L’auto è intestata ad una società di cui io sono socio e l’amministratore è stato indicato nel verbale. Vorrei fare ricorso. Cosa devo fare?

Alla luce dell’esame del verbale di multa e della descrizione della vicenda, a parere dello scrivente non è consigliabile procedere con il ricorso al Giudice di Pace per le seguenti ragioni:

è vero che la legge prevede in linea generale la contestazione immediata della sanzione per violazione al codice della strada, tuttavia la stessa ammette delle eccezioni dettate dall’impossibilità, per l’agente accertatore, di provvedere immediatamente all’inflizione della multa al momento stesso della trasgressione. In tali casi, comunque eccezionali e specificamente individuati dal Codice della Strada, è ammessa la notificazione differita del verbale di multa (entro 90 giorni dall’accertamento). Ebbene tra i casi specifici indicati dall’art. 201 Cod. della Strada, rientra proprio quello dell’ “accertamento della violazione in assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo”. Nel caso di specie, infatti, l’agente non può contestare la violazione per assenza del trasgressore (ipotesi tipica per le multe per divieto di sosta) e deve necessariamente notificare il verbale in via differita. Nel caso di specie, il fatto che il vigile conoscesse il lettore non vuol dire che avrebbe dovuto cercarlo all’interno dell’abitazione della suocera, a meno che questi non fosse già fuori accanto al veicolo (e quindi presente al momento dell’accertamento da parte del vigile). In ogni caso, il rapporto di “conoscenza” del vigile non potrebbe rappresentare un motivo di illegittimità della multa. L’agente ha correttamente compilato il verbale, descrivendo il motivo della mancata contestazione immediata: “assenza del trasgressore”;

Il fatto che il vigile non abbia lasciato il preavviso di multa sul parabrezza dell’auto non costituisce motivo di illegittimità, in quanto non vi è alcuna norma del codice della strada che preveda tale adempimento. Si tratta spesso di una prassi degli agenti accertatori ma non di un atto obbligatorio. Ciò è anche stato confermato dalla Cassazione (Cass. sent. n. 5447/2007).

Purtroppo, viste le suddette motivazioni, il ricorso al Giudice di Pace è fortemente sconsigliato poiché il lettore avrebbe un’elevata probabilità di soccombenza, con condanna alle spese legali.

Un unico motivo di ricorso potrebbe essere la notifica tardiva del verbale di multa, solo se ricevuto dal lettore oltre i 90 giorni previsti dalla legge.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone

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