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Lo sai che? Cartelle di pagamento, pec e nullità della notifica

Lo sai che? Pubblicato il 9 giugno 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 giugno 2018

Ho ricevuto da Equitalia/Agenzia entrate e Riscossioni, 2 cartelle di pagamento, in formato PDF anziché in formato P7M. Ho letto che le cartelle di pagamento con posta certificata siano illegittime causa il formato con le quali sono state spedite. Nelle stesse cartelle non mi pare di rilevare il calcolo e gli interessi applicati. Inoltre due di esse riportano “Comunicazione predisposta il …codice atto…… consegnata in data …” mai ricevuta la comunicazione. Mi pare di capire che vi siano state varie sentenze a favore dell’annullamento delle cartelle una delle quali dalla Commissione Provinciale di Reggio Emilia.

Premesso che tra gli atti allegati alla richiesta, il lettore ha inviato solo una delle due suddette cartelle, si risponde come segue ai suoi quesiti.

Si conferma il recente indirizzo giurisprudenziale di merito, accolto anche da una sezione della Commissione Tributaria di Reggio Emilia, secondo il quale è nulla, per violazione delle norme del codice dell’Amministrazione digitale, la notifica a mezzo posta elettronica certificata della cartella di pagamento e degli altri atti della riscossione, qualora l’allegato notificato al contribuente non sia firmato digitalmente. Tuttavia, la nullità della notifica a pec del file pdf. non firmato digitalmente, in alcuni casi, è stata considerata dai giudici, sanabile per effetto della costituzione in giudizio del ricorrente o comunque in assenza di altri vizi idonei ad incidere nel merito dei crediti intimati. Per tali ragioni, lo scrivente consiglia sempre ai clienti di impugnare la cartella notificata a mezzo pec soltanto quando vi sono altri vizi eccepibili a supporto della declaratoria di nullità della cartella.

L’omessa notifica dell’avviso bonario (“comunicazione predisposta il…”), nel caso specifico, non costituisce motivo di nullità della cartella, in quanto non obbligatoria. La comunicazione deve essere obbligatoriamente inviata dal Fisco solo quando, a seguito di controllo automatizzato delle dichiarazioni, sono emersi degli errori nella dichiarazione stessa per i quali è necessario, prima dell’accertamento fiscale e della cartella, un apposito contraddittorio con il contribuente. Nel caso in cui, invece, dal controllo automatizzato emerga esclusivamente l’omesso versamento dell’imposta, come nel caso di specie (omesso versamento Iva), secondo la Cassazione, l’avviso bonario non è obbligatorio e l’omessa notifica non inficia la validità della cartella.

Premesso quanto sopra, la buona notizia è che la cartella notificata al lettore è nulla per un vizio ben più grave della notifica e dell’omessa comunicazione bonaria: vale a dire la violazione dei termini di decadenza. Difatti, ai sensi dell’art. 25 del DPR 602/1973, la cartella esattoriale per controllo automatizzato delle dichiarazioni (art 36-bis del Dpr 600/1973 per le imposte sui redditi e art. 54-bis del Dpr 633/1972 per l’Iva), deve essere emessa entro il terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.

Nel ricorso si possono eccepire tanto il vizio di notifica a mezzo pec quanto, in via principale e assorbente, il vizio di decadenza.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv.Maria Monteleone


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