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Condominio ed installazione di un impianto di energia con fonti rinnovabili

16 giugno 2018


Condominio ed installazione di un impianto di energia con fonti rinnovabili

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 giugno 2018



L’assemblea condominiale può vietarmi di completare l’impianto termico/elettrico con energie rinnovabili (solare termico e uno o due pannelli fotovoltaici) uso esclusivo della mia residenza al secondo piano di 4 piani complessivi in un condominio? Posso istallarli sulla facciata o sul parapetto del balcone al mio piano x motivi di resa ed efficienza energetica. Sono un architetto. L’amministratore è contrario e, nonostante in assemblea due mesi fa nessuno era contrario ad un’esecuzione a norma, me ne ripropone un’altra sullo stesso argomento. Cosa devo fare?

La norma di riferimento per dare risposta al quesito è l’articolo 1122 bis del codice civile.

Questa norma si riferisce alle installazioni di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unità del condominio che vengano posizionate sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie di proprietà comune oppure sulle parti di proprietà individuale dell’interessato.

La norma, innanzitutto, stabilisce che non sono soggetti ad autorizzazione da parte dell’assemblea gli impianti che siano destinati alle singole unità abitative.

Questo vuol dire che non è necessario che l’assemblea autorizzi il lettore ad installare l’impianto.

Tuttavia la stessa norma stabilisce che:

– se per l’installazione dell’impianto fosse necessario modificare alcune parti di proprietà condominiale, l’interessato (cioè il lettore) deve darne comunicazione all’amministratore indicando il contenuto specifico e le modalità di esecuzione degli impianti;

– in ogni caso, se l’installazione dell’impianto da eseguire sulle parti comuni o sulla proprietà esclusiva può recare pregiudizio alla stabilità, sicurezza o decoro architettonico dell’edificio, l’assemblea può prescrivere al condomino, con delibera adottata a maggioranza della metà più uno degli intervenuti che rappresentino almeno 666,01 millesimi, di eseguire l’installazione con modalità alternative o imporre cautele e chiedere idonea garanzia per i danni eventuali.

Riassumendo.

L’assemblea condominiale, nei casi in cui un condomino voglia installare impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili da destinare al servizio della sua unità abitativa, può intervenire solo entro i limiti indicati e cioè:

– non deve autorizzare l’esecuzione dell’impianto (il singolo condomino non deve perciò essere autorizzato dall’assemblea per poter installare l’impianto, sia che decida di installarlo su una superficie condominiale sia che decida di installarlo su una sua proprietà esclusiva);

– se però l’installazione dell’impianto, da eseguire sulle parti comuni o sulla proprietà esclusiva, può recare pregiudizio alla stabilità, sicurezza o decoro architettonico dell’edificio, l’assemblea potrà, con delibera adottata a maggioranza della metà più uno degli intervenuti che rappresentino almeno 666,01 millesimi, prescrivere al condomino modalità alternative di esecuzione dell’installazione o imporre cautele e subordinare l’esecuzione dell’opera alla prestazione di idonea garanzia per i danni eventuali.

Il consiglio che, quindi, si può dare al lettore è innanzitutto di presentare in assemblea, se non l’ha già fatto, il progetto completo dell’impianto, ricordando, sempre durante la prossima assemblea, quali sono i limiti di intervento dell’assemblea stessa stabiliti dall’articolo 1122 bis del Codice civile (se la cosa non fosse chiara all’amministratore e/o agli altri condomini).

Sarebbe poi opportuno che nel verbale di assemblea venisse espressamente detto che l’assemblea ha accertato che l’installazione non prevede alcuna modifica delle parti comuni e che non pregiudica in alcun modo stabilità, sicurezza o decoro architettonico dell’edificio: questo assicurerebbe al lettore l’impossibilità per l’assemblea stessa di poter poi pretendere da questi modifiche all’installazione dell’impianto o cautele specifiche o la prestazione di idonea garanzia.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte

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