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Querela e contratto a tempo indeterminato nella scuola pubblica

16 giugno 2018


Querela e contratto a tempo indeterminato nella scuola pubblica

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 giugno 2018



Da una ricerca ex art. 335 cpp da parte di mia moglie, per il tramite del proprio avvocato, è risultato inaspettatamente l’iscrizione di mia moglie nel Registro delle Notizie di Reato per una querela presentata nei suoi confronti da qualcuno per i reati di diffamazione (depenalizzato) e violazione Codice Privacy; non si conosce né l’autore della querela nè lo stato delle indagini né si riesce a capire a cosa possano riferirsi i predetti reati). Può tale querela impedire la sottoscrizione nel prossimo futuro del contratto a tempo indeterminato per la chiamata nel ruolo della scuola primaria?

Va innanzitutto precisato che il reato di diffamazione (art. 595 c.p.) non è stato depenalizzato dalle recenti riforme: credo che il lettore si stia confondendo con il delitto di ingiuria che, invece, è stato effettivamente convertito (dal d.lgs. n. 7/2016) in illecito civile (e, dunque, depenalizzato);

Ciò significa che, a seguito di richiesta ex art. 335 c.p.p., la moglie ha scoperto di essere indagata per due fattispecie di reato.

La richiesta in esame è piuttosto vaga e per poter essere certi di non sbagliare nella risposta sarebbe necessario che il lettore chiarisse:

quale tipo di contratto a tempo indeterminato si prefigura di sottoscrivere;

e, soprattutto, cosa si intende per prossimo futuro. Quanto alla tempistica, infatti, è bene chiarire che, finché la moglie del lettore non riceverà un avviso di conclusione delle indagini preliminari (o una richiesta di eleggere domicilio per le notificazione) che la ponga ufficialmente al corrente di essere indagata, non dovrà riferirlo in alcuna autocertificazione.

In sostanza, se domani la moglie del lettore dovesse compilare una autocertificazione relativa alle sue pendenze giudiziarie, potrebbe dichiarare di non annoverare condanne [di solito non viene richiesta alcuna notizia relativa ai procedimenti iscritti ma le cui indagini non sono ancora concluse].

Quanto, poi, alla tipologia di contratto, è evidente che:

– se la moglie del lettore dovrà essere assunta da una scuola privata, varrà il loro regolamento interno (per cui la risposta dello scrivente varierà a seconda dei requisiti espressamente richiesti nella domanda da compilare);

– se dovrà essere assunta a seguito di concorso pubblico, dovrebbero valere i requisiti indicati nel D.P.R. n. 487/1984 (in particolare l’art. 2 n. 3 che recita testualmente che ‘non possono accedere agli impieghi coloro che siano esclusi dall’elettorato politico attivo e coloro che siano stati destituiti dall’impiego presso una pubblica amministrazione’).

Anche in questo caso, però, sarà necessario verificare cosa sia richiesto dal bando di concorso. Una condanna potrebbe certamente pregiudicare la moglie del lettore in graduatoria rispetto ad un altro concorrente che abbia il suo stesso punteggio, ad esempio. Ma questo sempre che vi sia una sentenza di condanna almeno di primo grado, e non certo una mera querela.

Concludendo, si precisa che la diffamazione (tranne alcune ipotesi particolari) è procedibile a querela di parte per cui, nel momento in cui sarà possibile conoscere l’autore della querela (qualora la moglie del lettore dovesse scoprire che è ostativa alla sottoscrizione del contratto) potrebbe cercare di concludere una transazione ed ottenere la remissione di querela.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Sabina Coppola

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