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Ricusazione del giudice: quali sono i modi e tempi

16 giugno 2018


Ricusazione del giudice: quali sono i modi e tempi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 giugno 2018



Devo ricusare l’intera sezione di Tribunale per incompatibilità ambientale, ovvero ingerenza della politica locale e regionale sui magistrati, contraria rispetto agli interessi che sto portando avanti io. Mi dareste indicazioni sulle modalità e i tempi?

L’articolo 52 del codice di procedura civile stabilisce, per quello che riguarda il processo civile, che ciascuna delle parti (cioè sia l’attore che il convenuto attraverso i rispettivi difensori) possa proporre la ricusazione del giudice attraverso un ricorso contenente i motivi specifici su cui si basa la richiesta e i mezzi di prova.

Lo stesso articolo 52 appena citato precisa che le parti possono proporre la ricusazione solamente nei casi in cui il giudice deve obbligatoriamente astenersi (casi disciplinati dall’articolo 51 del codice di procedura civile).

Questo vuol dire che la parte di un processo civile può proporre la ricusazione solo nei seguenti casi:

1) se il giudice ha interesse nella causa o in un’altra che verta sulla stessa questione di diritto;

2) se il giudice o la moglie del giudice è parente fino al quarto grado o è convivente o commensale abituale di una delle parti o di alcuno dei difensori;

3) se il giudice o la moglie del giudice ha causa pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito con una delle parti o alcuno dei suoi difensori;

4) se il giudice ha dato consiglio o prestato patrocinio nella causa, o ha deposto in essa come testimone, oppure ne ha conosciuto come magistrato in altro grado del processo o come arbitro o vi ha prestato assistenza come consulente tecnico;

5) se il giudice è tutore, curatore, amministratore di sostegno, procuratore, agente o datore di lavoro di una delle parti; se, inoltre, è amministratore o gerente di un ente, di un’associazione anche non riconosciuta, di un comitato, di una società o stabilimento che ha interesse nella causa.

I casi appena elencati (che, ribadisco, sono i casi in cui il giudice di un processo civile può essere ricusato dalle parti e che, coincidono, come stabilisce l’articolo 52 del c dice di procedura civile, con i casi in cui egli deve astenersi obbligatoriamente in base all’articolo 51 del codice di procedura civile) sono tassativi cioè sono solamente quelli e non è consentito che la parte possa chiedere la ricusazione del giudice per casi diversi da quelli specificamente elencati dall’articolo 51 del codice di procedura civile.

Questo vuol dire che nel processo civile non può essere chiesta la ricusazione del giudice per una ipotesi di incompatibilità ambientale così come il lettore l’ha prospettata nel suo quesito (sarebbe invece possibile, ove ne ricorressero i requisiti, nel processo penale in cui è prevista, dall’articolo 45 del codice di procedura penale, la cosiddetta rimessione del processo “quando la sicurezza o l’incolumità pubblica o la libertà di determinazione delle persone che partecipano al processo sono pregiudicate da gravi situazioni locali tali da turbare lo svolgimento del processo e non altrimenti eliminabili”).

Detto questo, deve aggiungersi soltanto che tra i casi di ricusazione previsti dal codice di procedura civile (indicati in precedenza) si suggerisce al lettore di verificare se può avvicinarsi alla situazione da lui lamentata nell’intercorsa consulenza telefonica l’ipotesi prevista al n. 3 dell’articolo 51 e cioè la “grave inimicizia” del giudice (o della moglie del giudice) con una delle parti della causa o con alcuno degli avvocati difensori.

Si deve però precisare che:

1) la grave inimicizia del giudice verso la parte di cui parla l’articolo 51 del codice di procedura civile deve riguardare rapporti estranei al processo e non può, invece, consistere in comportamenti processuali del giudice che la parte ritenga anomali;

2) la grave inimicizia deve essere dimostrata, ovviamente, da chi propone la ricusazione con l’indicazione di fatti e circostanze concrete e precise che rivelino l’esistenza di ragioni di rancore o di avversione del giudice (o della moglie) verso la parte e che siano estranee ed autonome rispetto al processo;

3) il semplice sospetto (privo di prove specifiche e concrete) che il giudice abbia deciso una causa perché influenzato da ambienti politici non è sufficiente a sostenere alcun tipo di ricorso per ricusazione anche perché, se non vi è stata corruzione del giudice e non vi è prova di essa, ed il giudice si è liberamente determinato a decidere in un certo modo (anche se sgradito alla parte) la sentenza e tutto il processo sono formalmente ineccepibili.

Se, dunque, il lettore avesse la prove di questa grave inimicizia verso di lui di uno o di più o di tutti i giudici che compongono la sezione (grave inimicizia intesa nel senso sopra specificato), questi potrà proporre ricorso per ricusazione (sottoscrivendolo lui o il suo difensore) depositandolo in cancelleria due giorni prima dell’udienza se gli sono noti i nomi dei giudici chiamati a trattare o decidere la causa (così prevede l’articolo 52, comma 2°, del codice di procedura civile).

Il ricorso per ricusazione può anche essere rivolto a tutto il collegio chiamato a trattare o decidere la causa, ma i motivi del ricorso e le prove indicate devono riferirsi specificamente ad ogni singolo membro che compone il collegio (ciò significa che la grave inimicizia deve essere dimostrata nei confronti di ogni singolo giudice che si intende ricusare e, quindi, se si intende ricusare tutto il collegio, la grave inimicizia deve essere dimostrata esistente da parte di tutti i singoli componenti del collegio giudicante).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte

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