Diritto e Fisco | Editoriale

Cosa fare se l’Inps non paga la pensione

6 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 giugno 2018



Quali adempimenti bisogna mettere in atto se la pensione Inps non arriva?

Perché non arriva la pensione? Se hai fatto da poco domanda di pensione, e non ti è ancora stata liquidata, devi sapere che, a seconda della gestione previdenziale a cui appartieni, potrebbero volerci diversi mesi per vedere il primo assegno. Se, invece, hai cambiato modalità di pagamento o conto corrente, capita spesso che siano emessi mandati di pagamento sulla base delle vecchie coordinate, e che quindi i soldi tornino indietro. Non è raro, poi, il blocco degli arretrati. Infine, devi sapere che la pensione è bloccata automaticamente, da quest’anno, se superiore ai 5mila euro, nell’eventualità che ci siano debiti con le Entrate.

Ma procediamo per ordine e vediamo, a seconda dei casi, che cosa fare se l’Inps non paga la pensione.

Che cosa fare se la pensione non è ancora stata liquidata

Hai presentato la domanda di pensione ormai da mesi, sei sicuro di possedere tutti i requisiti per il trattamento, ma ancora non hai visto un soldo?

Se la pensione non arriva, nonostante la tua posizione contributiva sia corretta e la domanda sia stata inviata con congruo anticipo, è innanzitutto opportuno visualizzare, all’interno del sito web dell’Inps, lo stato della domanda di pensione. Si deve seguire questo percorso: “Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, Ecocert, Ape Sociale e Beneficio precoci”, “Cerca/Compila domanda”.

Puoi poi visualizzare, attraverso la prestazione “Stato dei pagamenti,” se è già stato disposto un pagamento a tuo favore.

Se la domanda di pensione risulta in lavorazione per un periodo di tempo eccessivamente lungo, puoi provare a contattare il call center dell’Inps per sapere se vi sono problemi che ostacolano l’evasione della pratica. Come “ultima spiaggia”, puoi recarti presso lo sportello pensioni della tua sede Inps territoriale.

Che cosa fare se la pensione non arriva dopo il cambio della modalità di pagamento

Se hai da poco cambiato l’iban, o le modalità di pagamento della pensione, probabilmente gli assegni sono bloccati a causa della variazione dell’ufficio pagatore. Sfortunatamente, capita non di rado che, nonostante le modifiche delle coordinate bancarie, siano emessi mandati di pagamento sulla base delle vecchie coordinate, e che quindi i soldi tornino indietro.

A questo proposito, l’Inps, con un importante messaggio [1], ha spiegato che, quando ci sono degli errori o particolari situazioni, avviene in automatico la localizzazione del pagamento agli uffici pagatori di sede (cioè alla cosiddetta “cassa sede”; in pratica, la pensione non viene trasferita all’avente diritto):

Restano dunque all’Inps tutte le pensioni che presentano:

  • coordinate di pagamento errate;
  • titolare della pensione deceduto;
  • tutore/amministratore/rappresentate legale deceduto;
  • titolare pagamento a terzi deceduto;
  • coordinate di pagamento, del pagamento a terzi, errate.”

In pratica, le pensioni sono localizzate in cassa sede, cioè restano all’Inps, perché il pagamento, in questi particolari casi, deve essere gestito manualmente dalla sede: finché una pensione risulta, da sistema, localizzata in cassa sede, le singole rate non vengono inserite nei flussi di pagamento inviati alle banche.

Di conseguenza, se l’Inps con un messaggio ti comunica che la pensione, o eventuali arretrati della pensione, sono bloccati presso la cassa sede, con tutta probabilità vi sono degli errori rilevati in fase di predisposizione del pagamento, ad esempio sono state indicate delle coordinate bancarie errate.

In questi casi, puoi effettuare la correzione delle coordinate online, attraverso il sito dell’Inps.

Che cosa fare se la pensione non arriva nonostante la correzione dei dati sbagliati

Se hai già fatto la correzione delle coordinate di pagamento errate, ma questa non viene considerata dall’Inps ed i pagamenti continuano ad essere emessi con le coordinate sbagliate, è sicuramente utile inviare una pec alla tua sede Inps di appartenenza.

Se nemmeno la pec, o ulteriori comunicazioni e-mail, dovessero sortire effetto, puoi provare a chiedere spiegazioni e ad inviare un sollecito attraverso il call center dell’Inps.

Se nemmeno in questo modo la situazione si sblocca, non ti resta che recarti presso la sede Inps di appartenenza.

Quando viene bloccata la pensione?

Potresti anche non aver ricevuto la pensione perché questa è stata bloccata: il problema dell’accredito tardivo dei mandati di pagamento potrebbe derivare, infatti, dalla nuova Legge di Bilancio [2], nel caso in cui l’Inps debba erogarti oltre 5mila euro.

In base a quanto spiegato dall’Inps con un recente messaggio [3], ogni volta in cui la Pubblica Amministrazione deve effettuare, in favore di un contribuente ed a qualsiasi titolo, un pagamento di almeno 5mila euro (questo limite, prima pari a 10mila euro, è stato ridotto alla metà dalla legge di bilancio 2018), deve sospendere l’accredito e interrogare l’Agente della Riscossione per verificare se il beneficiario è debitore di somme per non aver pagato una o più cartelle. L’esattore, nella maggior parte dei casi Agenzia Entrate Riscossione, ha 5 giorni di tempo per rispondere. Se sono pendenti debiti, l’agente per la riscossione ha 60 giorni di tempo per attivare la procedura di riscossione, notificando al debitore l’ordine di versamento delle somme dovute.

Se risultano debiti, dunque, il pagamento è sospeso per un massimo di 60 giorni. Lo stesso è previsto anche in caso di pensioni d’importo pari o superiore a 5mila euro.

Che cosa fare per sbloccare la pensione

In ogni caso, quale che sia la causa del blocco della pensione, prima di intraprendere qualsiasi azione è opportuno verificare, innanzitutto, la propria posizione previdenziale, e provare ad inviare delle e-mail o delle pec di segnalazione. In assenza di riscontri, se non si hanno contatti telefonici diretti con i funzionari della sede Inps, si può provare a contattare il Call Center dell’Inps ed a segnalare il grave problema. Come “ultima spiaggia”, il consiglio è quello di recarsi direttamente presso la sede Inps e di parlare con un funzionario addetto al pagamento delle prestazioni.

note

[1] Inps Mess. n.3506/2014.

[2] Art.1, Co.986-989, L.205/2017.

[3] Inps Mess. n. 1085/2018.

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