Diritto e Fisco | Editoriale

Il dipendente deve firmare la certificazione unica?

7 giugno 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 giugno 2018



La Cu ci viene consegnata dall’azienda per poter effettuare la dichiarazione dei redditi. Dobbiamo sottoscriverla anche noi una volta ottenuta?

Come tutti gli anni, anche questa primavera-estate sei alle prese con la dichiarazione dei redditi. È un appuntamento irrinunciabile a cui partecipiamo ogni anno. il Fisco ci convoca per conoscere direttamente la nostra situazione reddituale e calcolare, eventualmente, ciò che ancora gli dobbiamo in termini di tassazione (o ciò che lui deve a noi, se andiamo a credito). In questa danza è coinvolto anche il tuo datore di lavoro o committente o qualunque altro sostituto d’imposta, che deve consegnarti la famosa Certificazione unica, per darti la possibilità di non mancare l’appuntamento. È un suo obbligo consegnartela. Visto però che è un documento fondamentale per poter effettuare la dichiarazione, ti chiedi se, oltre al lui, anche il dipendente debba firmare la certificazione unica. Vediamolo in questo articolo.

Cos’è la certificazione unica?

La certificazione unica (o Cu) è  ormai di casa. Ogni cittadino nel proprio faldone dei documenti ha una sfilza di Cu accumulate negli anni (che allora chiamava Cud), che sono servite e servono per effettuare la dichiarazione dei redditi. Questo documento infatti è un modello che viene rilasciato sia ai lavoratori dipendenti sia ai lavoratori autonomi, e serve a certificare l’ammontare dei redditi da lavoro (dipendente, assimilati o autonomo, diversi, pensione) e corrispettivi derivanti da eventuali canoni di locazione (gli affitti) o rendite, ricevuti dal contribuente.

In questo documento quindi viene elencato il cumulo di queste entrate e le relative ritenute effettuate e versate allo Stato, nell’arco dell’anno precedente a quello in cui si presenta la dichiarazione. Quindi la Certificazione unica del 2018 fa riferimento ai redditi percepiti nell’anno 2017.

Nella tua certificazione unica quindi troverai ad esempio:

  • l’ammontare dei redditi percepiti con il tuo lavoro da dipendente o assimilato, autonomo o con la tua pensione, provvigioni;
  • eventuali redditi derivanti da contratti di locazione (se hai affittato la tua casa al mare, il tuo canone di affitto risulterà nella Cu);
  • le detrazioni effettuate sulle somme percepite.

Quando prendi in mano la tua Cu noterai 3 parti principali:

  • il frontespizio o prima pagina, in cui sono riportati i dati anagrafici del sostituto d’imposta, la modalità di comunicazione e la firma di chi sta trasmettendo il documento;
  • il Quadro Ct, che contiene le informazioni riguardanti la ricezione telematica dei dati relativi al modello 730-4, messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate;
  • la certificazione unica, in cui vengono riportate tutte le informazioni fiscali sui redditi, provvigioni, pensioni, corrispettivi, trattenute.

Certificazione unica: chi la rilascia?

Il compito di rilasciarti la certificazione unica spetta al tuo sostituto d’imposta, chiunque esso sia. Si tratta nient’altro che della persona o dell’ente che si è preso la briga per legge di versare allo Stato le imposte per conto tuo. É in pratica colui che ti sostituisce nel pagamento delle imposte e sostituisce lo Stato nella loro riscossione. Può essere ad esempio il tuo datore di lavoro o il tuo ente pensionistico. Il sostituto d’imposta trattiene dal contribuente (quindi tu) i soldi, prendendoli direttamente dal suo reddito e li versa nelle casse dello Stato attraverso il modello 770.

È un compito molto delicato, per questo il tuo sostituto d’imposta (ad esempio il tuo datore) deve certificarti in maniera ufficiale di aver adempiuto a questo obbligo. E lo fa consegnandoti proprio la certificazione unica, che tu utilizzerai per andare dal commercialista o dal patronato ed effettuare la famosa dichiarazione annuale dei redditi e andare a conguaglio. Conguaglio che può essere a debito (se devi ancora altri soldi allo Stato) oppure a credito (se hai versato troppo e deve restituirti dei soldi).

Certificazione unica: quando si consegna?

Entro quando esattamente il sostituto d’imposta (datore o ente pensionistico, ecc) deve consegnarti la certificazione unica?

Ci sono due date di trasmissione e consegna che il tuo datore deve rispettare:

  • entro il 7 marzo deve trasmettere all’Agenzia delle entrate il modello ordinario e deve farlo in via telematica;
  • entro il 31 marzo deve poi consegnare a te contribuente e precettore delle somme il modello sintetico.

Quando il tuo datore ti invia la certificazione unica può farlo sia in modalità telematica (via e-mail) sia in modalità cartacea. Se invece il tuo rapporto di lavoro si è chiuso deve consegnarti la Cu in modalità cartacea. Comunque, prima di optare per la modalità telematica deve sempre prima accertarsi che tu la possa ricevere in quel modo e la possa anche stampare, altrimenti è obbligato a consegnartela a mano o spedirtela.

Mancata consegna Certificazione unica: cosa fare?

Se entro il 31 marzo ancora nella tua e-mail non hai visto nulla e nessuno ti ha ancora consegnato la certificazione unica fai scattare il campanello d’allarme e sollecita il tuo datore di lavoro.

È sempre meglio inviare un’e-mail scritta (se hai la Pec anche meglio). Se fa orecchie da mercante fai scattare il piano B: sei autorizzato a segnalare la cosa all’Agenzia delle entrate o alla guardia di finanza. Il sostituto d’imposta colpevole della mancata consegna rischia una sanzione amministrativa di 100 euro per ogni singola Cu non consegnata, consegnata in ritardo o con errori.

Certificazione unica: chi la firma?

Quando ti consegna la certificazione unica, il tuo datore di lavoro o qualunque altro sostituto d’imposta deve preoccuparsi di firmarla. La firma si mette sul primo foglio della Cu, nel riquadro riportante il nome del sostituto (“firma del sostituto d’imposta”) e non deve per forza essere autografa.

Il dipendente deve firmare la certificazione unica?

Appurato che il tuo datore di lavoro o qualunque altro sostituto d’imposta che ti consegni la Cu deve firmarla, che succede a te? Anche il dipendente deve firmare la certificazione unica?

Il dipendente non è tenuto a firmare la certificazione unica, a meno che non venga consegnata a mano in formato cartaceo o spedita con una semplice e-mail. È solo tenuto ad accertarsi di averla ricevuta dal proprio datore. E, in caso negativo, sollecitarlo nella consegna.

Certo è che il datore di lavoro si metterà a riparo da eventuali equivoci, evitando che tu dica senza ragione di non averla ricevuta. Ecco perché solitamente ti chiederà, nel momento in cui ti spedisce via e-mail semplice la certificazione unica, di firmare il primo foglio nello spazio bianco, scansionarlo e inviarglielo. Così lui è certo che tu l’abbia ricevuta e non possa recriminarla. Nel caso te la consegni a mano ti chiederà di firmare una terza copia, che poi resterà in mano sua.

Resta il fatto comunque che:

  • in caso di spedizione cartacea, la ricevuta di ritorno (solitamente infatti si spedisce con una raccomandata A/R) fa fede come ricevuta di consegna, quindi non serve la firma. È la prova che il tuo datore può utilizzare per dimostrare di averti consegnato la certificazione unica;
  • in caso di spedizione via Pec, la ricevuta di consegna vale lo stesso come prova, quindi solitamente nessuno ti chiede firme aggiuntive;
  • in caso di spedizione via e-mail normale o consegna a mano, solitamente il datore ti chiede una firma, unicamente come prova della consegna.

Certificazione unica: come dimostrare di averla consegnata?

Come abbiamo anticipato, il datore di lavoro, una volta consegnata la Cu, potrebbe volersi tutelare, chiedendo al dipendente una prova dell’avvenuta consegna, fermo restando che è sempre obbligato a consegnarla. Solitamente può farlo in questi modi:

  • stampando una terza copia e far firmare al dipendente la certificazione unica nello spazio bianco;
  • conservare la ricevuta postale della raccomandata A/R effettuata;
  • conservare la ricevuta di notifica della Pec;
  • far firmare una dichiarazione a parte di avvenuta consegna al dipendente.
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