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Lo sai che? Bollo auto europeo: chi ci guadagna e chi ci perde?

Lo sai che? Pubblicato il 7 giugno 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 giugno 2018

La tassa automobilistica prevista per il 2026 porterebbe vantaggi a chi guida di meno con la propria macchina. Ma rischia di essere discriminante.

Sarà un cambio epocale, per gli automobilisti e potrebbe esserlo (meno epocale ma, comunque, significativo) anche per chi oggi riscuote la tassa automobilistica. L’abolizione del bollo auto così come oggi viene concepito per lasciare spazio al bollo auto europeo proposto dal Parlamento di Strasburgo porterà delle novità importanti soprattutto per chi usa quotidianamente la macchina per motivi di lavoro. Il bollo auto europeo, infatti, non si calcola in base alla potenza in kW dei veicoli ma in base ai chilometri che si percorrono. Significa che sarà più caro non per chi ha la macchina di lusso e non la usa ma per chi passerà più tempo sulla strada, anche con un’utilitaria. La domanda, pertanto è: con il nuovo bollo auto europeo chi ci guadagna e chi ci perde? Tutto dipende da quanto si usa la macchina e, di conseguenza, da quanto si inquina.

Perché l’obiettivo dichiarato dell’Unione europea è quello di far pagare di più a chi inquina di più. Non perché si possiede un’auto vecchia con un carburatore paragonabile ai bronchi di un fumatore ma perché, facendo tanti chilometri si brucia tanto carburante e, quindi, si producono più emissioni. La logica dovrebbe essere questa. Ma non piacerà a tutti, questo è abbastanza prevedibile. Qualcuno, quasi sicuramente, con il bollo auto europeo ci perderà. E non solo tra gli automobilisti: le Regioni, che oggi gestiscono gli incassi del bollo auto, non saranno molto felici di questa tassa europea unica. Vediamo perché.

Bollo auto europeo: che cos’è

La proposta approvata dalla Commissione Trasporti del Parlamento di Strasburgo, al vaglio del Consiglio Ue, consiste nell’introdurre un’unica tassa automobilistica per tutti gli Stati membri, quindi un bollo auto europeo. In comune, questa tassa avrà i criteri per decidere quanto si pagherà e, cioè la capacità di ogni auto di inquinare l’aria in base ai chilometri percorsi. Come si diceva prima, più si guida, più si paga.

Questo, naturalmente, comporta immediatamente due cose:

  • l’abolizione del bollo auto così come tutti noi lo conosciamo in Italia: il calcolo non verrà più effettuato in base alla potenza in kW del veicolo e alla classe di inquinamento ma in base ai chilometri percorsi;
  • l’installazione obbligatoria di una sorta di scatola nera che registri il chilometraggio.

Su quest’ultimo aspetto resta un importante punto di domanda: sarà un dispositivo da acquistare a parte e da fare installare ad un meccanico oppure verrà incorporato nelle nuove auto e, quindi, acquisti la macchina con già la scatola nera inserita e funzionante?

Bollo auto europeo: da quando si pagherà

Se non ci saranno i soliti ritardi e rinvii della politica (in questo caso europea, ma sempre politica è) il bollo auto europeo sarà in vigore dal 2023 per i mezzi pesanti e per i furgoni di oltre 2,4 tonnellate. Per gli altri mezzi privati, per le auto e per le moto, la nuova tassa automobilistica unica arriverà nel 2026.

Si arriverà, comunque, a queste date dopo l’approvazione da parte del Consiglio europeo della proposta varata dalla Commissione Trasporti del Parlamento Ue e dopo il negoziato con gli Stati membri sull’applicazione della tassa automobilistica unica.

Bollo auto europeo: chi ci guadagna?

Da come sono state impostate le cose nella proposta del Parlamento Ue, con il bollo auto europeo ci guadagna sicuramente chi usa la macchina il meno possibile. E questo può essere un vantaggio: oltre al risparmio in bollo auto, si spende meno in carburante e l’aria che respiriamo tutti dovrebbe diventare più sana.

Il problema, però, si pone in altri termini. Con il bollo auto europeo che si calcola in base al chilometraggio e non alla potenza della macchina, salta la logica che chi più ha più paga di tassa. Il perché è subito detto. Immaginiamo, ad esempio, il mega-manager che ha in garage un’auto di lusso, per la quale oggi paga un bollo elevato in quanto ha una potenza in kW maggiore rispetto ad un’utilitaria. Considerato che questo dirigente avrà un’auto aziendale le cui spese corrono a carico del suo datore di lavoro (benzina, assicurazione e, appunto, bollo), potrà tenersi la sua Ferrari in garage e utilizzarla giusto quella volta che vuole farsi un giretto per far muovere un po’ motore e batteria. In sostanza, gli verrà un bel guadagno in tasca sul bollo auto, visto che di chilometri, volendo, ne percorrerà ben pochi.

Bollo auto europeo: chi ci perde?

Ora pensiamo all’operaio che, con la sua utilitaria, deve andare tutti i giorni al lavoro. Non avrà un’auto con una potenza in kW molto elevata, quindi quello che attualmente paga di bollo auto non sarà una cifra estremamente scomoda. Il punto, però, è che l’operaio non dispone di auto aziendale e che, quindi, deve usare sempre la sua macchina per qualsiasi cosa, sia per andare tutti i giorni al lavoro sia per andare a fare la spesa il sabato o la gita fuori porta la domenica, cose che il dirigente può fare con la macchina mantenuta dall’azienda. Di conseguenza, chi ha uno stipendio più basso e non dispone di benefit rischia davvero di pagare molto di più di tassa automobilistica.

E uno può dire: c’è sempre il trasporto pubblico. Eh, sì, il trasporto pubblico. Certo, l’abbonamento mensile o annuale costa ma non quanto i pieni di benzina e la manutenzione da fare, quindi da questo punto di vista conviene. Il problema è l’efficienza della rete di trasporto pubblico: località non raggiunte dai treni, ritardi, scioperi e soppressioni causa eventi straordinari. Mettiti in un autobus in città in orario di punta: Dio te la mandi buona per arrivare in orario al lavoro. Basterebbe chiedere a un qualsiasi pendolare.

E un altro può dire: basterebbe potenziare il sistema di trasporto pubblico. Sarebbe fantastico. Vai a dirglielo, però, alle Regioni, le quali – tra l’altro – potrebbero perderci a loro volta con l’introduzione del bollo auto europeo. Questi Enti hanno oggi la gestione del pagamento della tassa automobilistica. Il bollo resterà nelle loro «autonome» mani? Sarà difficile da pensare, se la tassa che verrà introdotta dovrà essere uguale per tutti gli Stati membri dell’Ue. Ma soprattutto: saranno ancora le Regioni ad incassare quei soldi e quelli dei morosi che recuperano attraverso l’Agenzia delle Entrate Riscossione?

Che la risposta a queste domande sia affermativa o negativa, lascerebbe, comunque spazio a qualche perplessità e chiuderebbe un inquietante circolo vizioso: se la Regione continuerà a gestire la tassa automobilistica, perché dovrebbe spendere per potenziare il trasporto pubblico, farmi fare meno chilometri e, quindi intascare meno soldi dal bollo auto europeo? Se, invece, non lo farà più, con quali soldi pagherebbe il potenziamento dei mezzi pubblici? E dove inserirebbero un aumento di tasse o di tariffe per recuperare i soldi persi dal bollo auto europeo?


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2 Commenti

  1. Il sistema attuale è altrettanto iniquo quando tassa fortemente auto potenti (e più sicure), che non necessariamente sono anche di “lusso” e costose, attualmente, chi compra un’auto usata per portare la famiglia in vacanza, può scegliere tra una utilitaria ed una di segmento alto disponendo di un badget simile, il poco utilizzo e gli alti costi fissi faranno propendere per la “piccola” più economica ma meno “sicura” di certo. La verità è che l’unico modo per garantire l’equità è tassare il carburante, chi più carburante consuma inquina di più, se vecchia consuma più benzina, se nuova meno. Troppo semplice forse? E comunque ho i miei dubbi circa scatola nera (sicuramente inviolabile?) e la privacy, non per i veicoli da lavoro, ma dei privati cittadini.

  2. Evviva. Via le Regioni. Che ch’azzeccano !!??. Finalmente torneremo ad essere cittadini tutti uguali .

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